sabato 6 luglio 2013

L'udienza è fissata, la giustizia sarà giusta?

Purtroppo non ho potuto scrivere ultimamente per via di alcuni impedimenti, ma continuo e continuerò a scrivere, perché voglio che tutto sia chiaro e limpido, che tutto sia noto.
Proprio il contrario di ciò che vuole Massimo Parlanti, l’assassino spietato e senza alcun rimorso, sì perché questo è ciò che dimostra di essere ogni volta…ogni singola volta.

Come sempre ha fatto, lui separa le persone, offre visioni parziali e distorte, ci parla o scrive con tono placido ed affabulatorio alternando vittimismo ed imperio, elogiando se stesso a nome di altri…tutto per i suoi fini, per tentare di autoaffermarsi, per rimanere informato, per macchinare in continuazione.

Se così non fosse, le sue azioni e le sue stesse parole non sarebbero così striscianti, melliflue, subdole e contorte… fra le richieste non ci sarebbe la complicità delle persone a cui si rivolge, non farebbe richieste ambigue e doppie, al limite del demenziale.

Così come ha sempre fatto, ha continuato a farlo anche dopo il massacro che ha deciso di mettere in atto, volontariamente, scientemente e, tutti ne sono convinti, in modo premeditato. E continua tuttora a farlo dal carcere: scrive solo a qualcuno… mellifluo strisciante e risoluto nel vendere la sua distorta verità. Nel prossimo post lo racconterò più in dettaglio.

Atteggiamento da manuale della perfetta viscida vigliaccheria.

Vi sembra dispiaciuto uno che continua a fare così?
Vi sembra mosso da sincero pentimento?
Vi sembra mosso da autentica “buona volontà”?

Non ha mai mostrato né rispetto, né dispiacere, né pentimento per ciò che ha fatto a Beatrice, ma neanche quella buona volontà che intende dimostrare strumentalmente facendo scrivere agli avvocati una letterina di intenti (vanno tanto di moda), al solo scopo di convincere i giudici.
Va letta bene quella letterina…

 
L’udienza è stata fissata.
Voglio proprio vederlo il 26 settembre in aula. Il suo atteggiamento sarà molto ben costruito.

Voglio proprio vederlo, col suo atteggiamento, col suo sguardo, con lo stuolo di difensori, con i fatti mai spiegati e con i fatti distorti, con le evidenti contraddizioni, con la non verità che ha confessato, con le fandonie, con le molteplici versioni che ha dato dei fatti.

Voglio sentire le nefandezze che verranno dette in aula.

Voglio proprio vedere se in aula avrà il coraggio di spiegare di persona tutto quello che non ha ancora chiarito, tutto quello che i fatti contraddicono, tutte le contraddizioni delle sue versioni…insomma se avrà il coraggio di raccontare la verità con la sua voce, con la sua faccia oppure continuerà ad essere il codardo che ha dimostrato di essere.

Voglio proprio vedere come e quanto e fino a dove un individuo possa cercare di ingannare tutto e tutti…d’altra parte non c’è da meravigliarsi di niente, dopo l’aver presentato ben due documenti falsi ad un giudice.
 

Un individuo inutile a se stesso e dannoso per gli altri.
Chiunque lo ha incontrato ha ricavato un danno. Massimo Parlanti distrugge tutto, dal lavoro (se mai ha saputo o capito cosa fosse) in proprio e come dipendente, alle relazioni sociali, alla famiglia, anche agli oggetti stessi, noncurante del valore delle cose e noncurante delle conseguenze…tanto c’è chi rimedia.

Voglio proprio vedere la giustizia giusta, voglio capire qual è il valore che viene dato ai fatti, voglio proprio vedere quanto vale la vita di mia sorella, una persona dignitosa e degna di ogni rispetto, a confronto con l’incomodo del suo assassino, che ha cercato in tutti i modi…in tutti i modi di sottometterla, umiliarla e piegarla alla sua inutile ed infantile dannosità, fino a che ha deciso di ammazzarla…e nonostante ciò Massimo Parlanti, l’assassino, continua a comportarsi come prima, continua nel suo sprezzante atteggiamento.
Un individuo inutile a se stesso e dannoso per gli altri.

L’assassino lo sa: lui fa tutto per autoaffermazione ma, nonostante tutto quello che di abominevole riesce ed è riuscito a mettere in atto, non si è guadagnato il rispetto di se stesso.

Il timore è che si continui a ragionare come nel medioevo...così dimostrano ancora certe istituzioni, leggete qua:
 
Voglio proprio vedere se i giudici e la giustizia si faranno ingannare dalla viscida macchinosità dell’assassino, dalle paroline giuste al posto giusto della schiera di avvocati che si può permettere, pur non possedendo quasi niente (così sostanzialmente ci dicono), oppure se danno peso ai fatti, alla pericolosità di un soggetto squallido, se danno e quale valore danno alla vita di una donna meravigliosa - mia sorella in questo caso.

Questo è un responso che farà riflettere molto.
 
 
 

venerdì 21 giugno 2013

Il rinvio a giudizio dell'assassino

E' molto recente la notizia della fissazione della data dell'udienza per l'assassino di Beatrice: Massimo Parlanti.

Le indagini hanno preso un po' di tempo, ma perchè sono state meticolose.

Riprendo quanto dicevo sulla fretta, sul vivere sempre di corsa, pretendendo che tutto accada in modo accelerato. Nessuno ha più tempo per niente e nessuno. Questa accelerazione sempre e comunque porta a superficialità, a trascuratezza: qualcuno ci spera e magari qualcuno ci campa sopra. 
Diverrebbero così anche le indagini, il giudizio diventa "abbreviato" con un notevole sconto di pena.
Le cose vogliono un tempo giusto: né troppo lungo né troppo corto.
L'indagine portata avanti dagli inquirenti mi sembra proprio una cosa seria, non fatta di fretta...non superficiale.

Mettere in luce i fatti non è semplice, soprattutto se l'assassino che - come dicono i suoi legali - si vende come collaborativo, in realtà collaborativo non lo è affatto.
La sua "collaboratività" si è limitata esclusivamente a ciò che gli conveniva ai fini del rito abbreviato ed del cospicuo sconto che la legge gli concede: tutto qui.

E' alquanto strano che l'assassino che vuole mostrarsi collaborativo non chiarisca molte cose, o addirittura non racconti la verità, è strano, molto...
così come è strano che si contraddica, che cambi versione e che ciò che afferma sia smentito dai fatti, dagli elementi oggettivi e da altre persone.

La "collaboratività" di Parlanti, in italiano si chiama "opportunismo", niente a che vedere con la reale intenzione di collaborare, d'altra parte così ha sempre dimostrato di agire, una costante molto marcata.

A proposito ricordo la definizione di "Opportunismo":
"Comportamento per cui si ritiene conveniente rinunciare a principî o ideali, e si scende spregiudicatamente a compromessi per tornaconto o comunque per trarre il massimo vantaggio dalle condizioni e dalle opportunità del momento..."

Queste digressioni sul significato delle parole sono utili, perchè non vorrei che qualcuno si attaccasse alle famose paroline giuste al posto giusto per ingannare la giustizia vera e giusta.

A questo proposito acquista una particolare importanza l'articolo de "Il Tirreno" uscito il 10 maggio scorso ed il mio post del giorno dopo, è molto importante rileggerli entrambi:

Questo è il link dell'articolo de "Il Tirreno", mentre il post relativo è del giorno dopo, con il titolo riferito proprio all'articolo stesso.

Nel mio post chiedevo proprio:
perché - ad indagini aperte - ribattono sul tasto di un impeto e di uno shock molto curiosi per modalità e lunghezza... "perché si affannano e corrono a dire che non é premeditato quando sanno bene - meglio di noi - che le indagini, seppure ad uno stato avanzato, non sono ancora concluse?
"excusatio non petita accusatio manifesta" dicevano gli antichi..."

Ora il capo di imputazione è noto:
Omicidio volontario aggravato con premeditazione.

Penso che quelle considerazioni fatte un mese fa, adesso acquistino un diverso valore...
hanno battuto molto il chiodo su un impeto ed uno shock di una lunghezza infinita (ben tre giorni!): questi stati dell'animo complessi e misteriosi... ma proprio per questo c'è chi tenta di utilizzarli a piacimento, come un Jolly, infilati ovunque con molta disinvoltura...spinti a forza con iperbole di ragionamento anche dove qualunque essere dotato di intelligenza si sentirebbe offeso nel sentirseli proporre...

ora diviene ben chiaro tutto...e mi sembra ancora più mostruoso di quanto già non riveda ogni volta che penso a mia sorella.
E voglio proprio esserci all'udienza, anche se già so che farà molto male sentire altri sproloqui, sentire tutti i dettagli di quanto è riuscito a fare un mostro alla madre dei suoi figli, sentire tutte le "n" versioni combinate insieme, voglio proprio sentire e vederlo in viso, come la sera che abbiamo trovato Beatrice, occasione nella quale non gli mancò certo il coraggio di inscenare altri depistaggi ed altre commedie da vigliacco, oltre che assassino.

Spero proprio che la giustizia riesca a cogliere quello che sono riusciti a cogliere gli inquirenti in tutto questo tempo di paziente indagine e ricostruzione anche dei passaggi del "racconto" dell'assassino che continuavano a non tornare, nonostante lui collaborasse...così dicevano...

cara sorellina mia, spero almeno che la giustizia riesca a proteggere quello, e soprattutto chi, hai dovuto lasciare...


ed a renderti giustizia per quello che hai dovuto subire.
Ancora un grande bacio, sorellina mia dolce

mercoledì 19 giugno 2013

Qualcosa deve cambiare

Domani scriverò per dire a che punto siamo con il procedimento, ma intanto vorrei commentare oggi una notizia che mi ha sconcertato e che in un certo qual modo è pertinente.


Per fare questo riporto prima il significato di due parole:
"morale"
Che riguarda la facoltà dell'uomo di poter valutare, individuare e realizzare nella pratica di vita i valori fondamentali dell'esistenza individuale e collettiva

"buonismo"
Atteggiamento di benevola apertura e comprensione per tutte le posizioni, accusato di non andare al di là di generici appelli moralistici, capaci solo di produrre compromessi confusi e di basso livello ...Eccesso di buoni sentimenti, suggestivo ma inconcludente

Queste definizioni perchè sta imperando una contraddizione che credo micidiale:
spesso viene condannato l'aspetto "moralistico" sminuendo la morale, che diviene un oggetto banale e noioso, mentre per contro viene tenuto un atteggiamento ultratollerante e buonista.
Un cocktail veramente pericoloso, una contraddizione i cui frutti li vediamo già da tempo...
da un lato si sminuiscono i valori, l'essenza della nostra stessa vita, dall'altro si invita a tollerare tutto è tollerato, tutto è "poco male", tutto è "che vuoi che sia", tutto è "lasciamo stare"... finchè poi...

Questa è la premessa per degenerare definitivamente nell'indifferenza generale.

Siamo al punto in cui pensiamo "non mi riguarda" ...e sono tante le cose che "non ci riguardano", le cose per cui "ci penserà qualcun altro...", chi ci tiene... a partire dalle persone coinvolte in un incidente, ad un problema che facciamo finta di non vedere, ultima solo in ordine di tempo, ieri sulla spiaggia di Formia  - terrificante
Ma dobbiamo ricordare che tutto quanto viene trascurato poi degenera, e soprattutto..."domani tocca a noi".

Articolo emblema del "Non mi riguarda"

Per fare questo dobbiamo ritorvare il coraggio di riconoscere i disvalori, le insidie, il marcio, ed allontanarsene o allontanarlo. Dobbiamo ristabilire dei valori, delle priorità...spesso perdute o nemmeno mai considerate.

Non sono catastrofista, anzi mi ritengo molto positivo, ma non mi piace la confusione di valori, non mi piace mescolare il marcio con il saporito e non mi piace non saperli più distinguere.
Ma è questo che sta succedendo: sta a noi non farlo succedere, con la chiarezza, con la serietà, con valori e princìpi, con sentenze giuste che facciano credere di nuovo nella giustizia...quella come tutti la sentono tale...quella in cui non basta una parolina fra le righe per condannare le vittime e perdonare gli assassini...quella in cui non ci sono solo sconti per i delinquenti.



mercoledì 12 giugno 2013

Il compleanno della Cice

Cara Cice,
venerdì scorso, il 7 giugno, sarebbe stato il tuo compleanno: avresti compiuto 43 anni, ma non li hai compiuti.
Non riesco a pensarci.
La mia mente proprio non lo riesce a collegare alla realtà...e dire che mi ritengo molto pragmatico...


E' strano, siamo a giugno e proprio fino all'altro giorno ha continuato a piovere... e far freddo.
Sembra quasi che anche il cielo ricordi quanto manchi, a tutti... proprio per il tuo compleanno.
Proprio nei giorni scorsi mi sono riscoperto frequentemente a pensare a tutte quelle preoccupazioni, a tutti quei problemi che il tuo assassino stava creando, stava inventando, stava pianificando.
...proprio come un anno fà, quando ci aggiornavi sugli atteggiamenti di un individuo vuoto e perverso, con tutto il tempo a disposizione per architettare le sue azioni vessatorie in ogni piccolo dettaglio a cui poteva pensare, da individuo piccolo...insignificante...

anzi mi sembrava proprio un anno fa!...
per qualche istante ho pensato di chiamarti per dirti alcune cose che mi erano venute in mente.

Invece è oggi, e quei problemi sembrano tanto lontani, già erano insignificanti nel merito, oggi mi sembrano ancor più insignificanti anche nella sostanza...
e tanto vorrei dover risolvere quelli!

...e ce n'era una ogni giorno, una ogni giorno...per un anno intero...e le possiamo ricostruire tutte...

In realtà quei problemi, quelle difficoltà costituivano l'apoteosi dell'assurdo: meschinamente architettati dal tuo misero assassino, erano sconcertanti e ridicole allo stesso tempo, tutte energie che costringeva a disperdere.

Proprio per questo a volte ridevamo sopra: ricordi?
Si ci ridevamo sopra proprio perchè sapevamo, anche tu sapevi, che non eri sola: noi - e non solo noi - c'eravamo per qualsiasi cosa.
E stranamente quelle continue, giornaliere ritorsioni architettate da quel tale di nome Massimo Parlanti, contribuivano a rafforzare quello che lui voleva colpire. Nel contempo lui stesso contribuiva a svelarsi un misero, un meschino dentro, un poveretto inutile al mondo che, non riuscendo vivere, aveva e probabilmente ha ancora l'obiettivo di distruggere quella degli altri: un inetto, una nullità.


Ma parliamo di te.
Ieri giornata tutta dedicata a te ed ai bambini, purtroppo non in loro compagnia, ma per uffici... sono passato anche da casa tua, si quella dove ci hai lasciato...c'era l'erba alta, maremma..., dobbiamo andare a tagliarla, ci vorranno due giorni da com'è alta. D'altra parte il tempo prima non lo permetteva...questa pioggia continua...

Sentiamo tutti la tua mancanza, io sento anche la mancanza dei piccoli piacerini e delle informazioni che mi chiedevi...
era proprio bello sentire di poterti aiutare, era anche un modo di recuperare quel contatto perso a causa della lontananza e della... asocialità della bestia.

Sai, a volte ho proprio bisogno di dirti alcune cose, ho bisogno di chiederti delle cose, dei consigli, come quale regalo fare alla mia bambina, alla mia moglie...
...e te le dico ugualmente, anche se non ti vedo.

Cice, noi ti veniamo a trovare, parliamo sempre con te.
I tuoi bambini sono quello che possiamo toccare di te e ce ne prendiamo cura con tutto l'amore.
Ma tu lo sai...e lo sapevi già, e l'hai anche lasciato scritto.

Speriamo di riuscire ad onorare al meglio la fiducia che hai riposto in noi, carissimo tesoro di sorella: Cice.

mercoledì 5 giugno 2013

La Cice, il nuovo sole di giugno

Fra pochi giorni - il 7 giugno - sarà il compleanno della Cice.
Anche il cielo ci ricorda che qualcosa è cambiato...

Per me però resta il suo compleanno e non riesco a non pensare che non ci sia niente da festeggiare.
Infatti in ogni caso c'è da festeggiare.
Perchè la Cice c'è stata, ha fatto parte della vita di tante persone e sono convinto che tutte, indistintamente, siano contente che ne abbia fatto parte.

In particolare per me, è mia sorella: con la quale sono cresciuto e con la quale ho condiviso tantissime cose, ma veramente tante, come due fratelli che probabilmente qualcuno invidierebbe. Spesso mi ha aiutato, da piccoli, come sorella maggiore e responsabile, sì perché già allora era molto responsabile...come scordare le estati passate assieme liberi dagli impegni della scuola?

Naturalmente in gioventù ed adolescenza abbiamo avuto i nostri scontri, i nostri contrasti, come qualunque fratello adolescente, ma dopo il nostro rapporto è diventato veramente molto bello: ci cercavamo, ci ascoltavamo, ci raccontavamo...
negli ultimi due anni poi questo rapporto si era ancor più rafforzato, naturalmente lei si era liberata e poteva esprimere a pieno se stessa.
quando eravamo piccoli mi proteggeva...da grandi mi piace pensare che anch'io le abbia offerto qualcosa...evidentemente però non sono stato capace di proteggerla a sufficienza, e questo fa un male indescrivibile.

Tutti, credo, sono stati fieri di averla conosciuta, tutti sono stati contenti di averla conosciuta.

Tutti tranne un individuo che, incapace di qualsiasi affetto ed emozione, ha deciso di umiliarsi da solo più di quanto già non abbia gia fatto negli ultimi anni con le sue incapacità, ed in particolare negli ultimi due, precipitando in un inferno che si è confezionato da solo, con molta scienza e dedizione.
Volendo essere buoni si potrebbe augurargli di non rendersi mai conto della sua spregevole nullità, della sua vita buttata via e per di piú dannosa, perché una tale presa di coscienza sarebbe sicuramente la sua peggiore condanna.
Individuo che nelle foto di famiglia che abbiamo ritrovato non c'è mai...probabilmente il senso di vergogna per se stesso lo ha sempre avuto... ha iniziato a intrufolarsi nelle foto - già col volto trasformato del demone - con i bambini dopo la separazione, evidentemente per cercare di sfuggire al suo inevitabile destino di individuo mai vissuto, di spregevole nullità.


Al contrario mia sorella...eccola in questa foto in un pomeriggio passato allegramente con noi: una donna che di fronte alle avversità non si è mai arresa, non perdendo mai il filo del discorso e non perdendo mai il coraggio, disposta con serenità ed allegria ad accettare tutte le sfide, a mettersi in gioco.



Cice, da te ho imparato, con te mi sono divertito, mi faceva piacere venirti a trovare, mi faceva piacere quando ci invitavi ad andare al mare insieme, e sono fiero di aver dato quel piccolo contributo che ho potuto...veramente piccolo ed a quanto pare insufficiente...

Ti penso, ti pensiamo ogni giorno,...penso a ciò che avevamo ipotizzato di fare assieme...come una grande famiglia...
sei sempre un sole nei nostri cuori, dobbiamo solo imparare ad apprezzare questa nuova luce, questo nuovo calore, perché non ti preoccupare...non tramonterà mai.
 
Mi raccomando continua a darmi i tuoi consigli, continua...
Un altro bacione infinito.

martedì 28 maggio 2013

Quando il buonismo diventa vile complicità

Negli ultimi giorni il conteggio delle vittime di femminicidio ha avuto un'impennata.
Due giorni fa, Fabiana... una ragazzina,... giovanissima!
Anche in questo caso, il solito copione, sempre il solito...ancora il solito !

Ecco lo standard di quanto si legge:
la gelosia,
"le solite liti",
"l'impeto"
"lo shock" nonostante l'abbia evidentemente attirata lui in un luogo appartato;
"lo shock lucido e prolungato" - che ormai dovrà divenire una nuova patologia argomento di convegni internazionali - durante il quale è andato a prendere una tanica per darle fuoco...ancora viva !!!!!
mi sono perso qualcosa?

Ovviamente non conosco la vicenda come conosco invece quella di Beatrice.
Ma gli elementi che si sentono dalle notizie, rappresentati a tutti (compresi i magistrati), sono gli stessi...sempre gli stessi,...ancora una volta gli stessi !
Non resta altro che la definizione di uno standard per questi "racconti" che, se fossero libri verrebbero a noia solo dopo il primo......tutti uguali!
Una linea difensiva che ha funzionato spesso in passato e che spero non funzioni più, altrimenti sarebbe demenziale! 

E cosa succede il giorno dopo alla Camera ?
durante la seduta per il recepimento della Convenzione di Istambul contro la violenza sulle donne...
!... il giorno dopo...!
VUOTA ! ... o SEMIVUOTA !   ... non cambia la sostanza.


Allora qual'è il segnale?
che non c'è voglia di occuparsi della realtà del paese, in generale...vista la incapacità di affrontare i problemi.
Queste vittime erano e rimangono persone !
persone come quelle che, già lo sappiamo, moriranno da qui alla fine dell'anno.
L'atteggiamento: chi se ne frega. Questo è il segnale.

Queste persone, Beatrice - mia sorella - meritano almeno considerazione, visto non siamo riusciti a proteggerle...
...e non riusciremo nemmeno a farlo, se continuiamo come ieri alla Camera dei Deputati.
Non faccio politica, non mi importa delle ideologie: contano i fatti.
Per questo voglio elogiare la presidente Boldrini che mi sembra forte, giusta e con senso del Paese...qualità ormai svanite in un brodo che non sappiamo più nemmeno che sapore abbia.

E' drammaticamente perverso occuparsi solo di ciò che non va oltre il proprio naso. Quello che i nostri cari uomini politici, le guide del Paese, stanno continuando a dimostrare... ce lo dimostrano ogni santa volta e non si stancano di farlo.
In questo caso hanno deciso che, nel pieno dell'esplosione di un fenomeno che porta alla morte di persone - ripeto persone - è meglio nascondersi, non fare niente, quindi in definitiva hanno deciso che è meglio "salvare" gli assassini, e "condannare" le vittime.
Questa è la realtà, per la loro è un'altra realtà...non quella dei comuni mortali,... mortali, sì perchè c'è gente che muore - per davvero e senza motivi validi - se non si fa qualcosa!
A qualcuno è rimasto qualche dubbio?


Il carnefice ha "diritto" ad essere compreso, ha diritto alle attenuanti, agli sconti di pena, alle decurtazioni per buona condotta (...buona condotta...ci manca la medaglina), ha diritto ad essere reinserito (senza preoccuparsi se davvero sia reinseribile).

La vittima a cosa ha "diritto"? a riposare in pace? la sua vita... ormai è andata, cosa ci possiamo fare? i figli...c'è chi ci penserà...
si tratta di questo?
mi dispiace ma io non lo capisco... e non lo accetto.

Continuo a pensare che il buonismo, la memoria corta, il veloce perdono di tutto, così come il veloce accantonamento di fatti, persone ed emozioni siano pericolosissimi: passiamo la vita a correre e forse ormai abbiamo metabolizzato la convinzione che tutto debba essere veloce: SUPERFICIALE.
Anche se crolla il cielo, non fermiamoci a pensarci...

Credo che ci siamo autoconvinti o fatti convincere a vivere una condizione innaturale di supercicialità, che abbiamo poi razionalizzato...
Credo che ogni tanto sarebbe bene soffermarsi e riflettere sul senso che vogliamo dare alla nostra vita e sul mondo che stiamo preparando per i nostri figli...
Credo che adesso stiamo rincorrendo qualcosa che non raggiungeremo mai e che non stiamo nemmeno scegliendo dove andare. C'è chi se ne deve occupare, anche se non ci piace deve farlo qualcun altro: brontoliamo ma non facciamo niente.

Forse si preferisce salvare i carnefici per sentirsi meno colpevoli?
Invece così si diventa COMPLICI !!!

Chi non salva una persona che potrebbe salvare è complice, inutile raccontarsela.
Inutile raccontarsela...
...in circostanze definite si chiama "omissione di soccorso"...ed è un reato.
Ma conviene la posizione comoda, nascosti dietro la mediocrità, dietro la folla.

L'atteggiamento da struzzo, codardo,... trasforma in complici con vigliaccheria.

I vigliacchi trovamo sempre una scusa, una giustificazione per non affrontare un problema. E quale migliore modo dell'atteggiamento buonista verso i carnefici?
La grande salvifica immagine del perdono di un'altra persona per perdonare noi stessi...

martedì 21 maggio 2013

Liti, Impeto, shock ...e via! giustificato e tutto a posto?

Voglio tornare sull'articolo de "Il Tirreno".
Niente contro il giornalista o il giornale, ma li dentro vi è un concentrato di alcuni elementi - sempre i soliti - che vengono messi sul tavolo tentando di usarli in difesa dell'assassino di turno - Massimo Parlanti in questo caso - ma in realtà costituiscono proprio la prova del contrario.
Si, perché sono elementi così forzati e cosi distanti dai fatti, che possono costituire solo prova del contrario, altrimenti si atterrebbero ai fatti.

E' molto interessante l'utilizzo delle parole "l'ennesima lite"...
si evoca facilmente il pensiero, l'immagine di continue risse, magari di colluttazioni continue...lo fa venire in mente, vero?
Chi non lo penserebbe?

Nel leggere quelle righe verrebbe anche a me di pensarlo..., ma io conosco persone e fatti.
Vogliamo analizzare anche la parola "lite" (che probabilmente ho utilizzato anche io) che ha diverse accezioni?
oppure vogliamo attenerci ai fatti?

Niente di più lontano dalla realtà dell'immagine che viene evocata!
Beatrice non provocava mai ...MAI !
non ne aveva motivo,
non ne aveva necessità...MAI!...anzi...
certo non subiva passivamente i soprusi, le angherie ed i comportamenti provocatori dell'assassino, ma reagiva sempre con compostezza e correttezza.

Solo un esempio: quando Parlanti non volle riportare i bambini non rispondendo neanche al telefono (lo ha fatto più di una volta), Beatrice ha chiamato prima i suoi parenti per cercare di indurlo alla ragionevolezza, ed una volta ha dovuto chiamare anche i Carabinieri.
Nessuna azione di egual sconsideratezza del Parlanti.
Chiedete sul comportamento dell'assassino e di Beatrice: chiedete, chiedete ed informatevi, se non credete alle mie parole, lo possono confermare molte persone, anche molto qualificate.

Non c'era sudditanza psicologica, c'erano solo quasi venti anni insieme e due figli: lei lo ha scritto, provava pena per come era diventato quell'individuo - poi trasformato nel suo assassino - che lei stava scoprendo essere una persona sconosciuta: una persona doppia.

Chiedete, chiedete in giro, chiedete!...
leggete i documenti!
analizzateli, è sufficiente questo, ma è necessario avere conferme per conoscere la realtà dei fatti.

Quello che non riesco ad accettare sono "due paroline" che tentano di tramutare un assalto organizzato e cruento, in un inciampo... un "dosaggio sbagliato"...
non si può continuare a credere alle favole!
davvero vogliamo giustificare tutto? ...ne vediamo gli effetti anche in questi giorni:
un'esplosione di casi di omicidi e maltrattamenti di mariti e compagni verso le "donne della loro vita" !!!

è questa la nostra società evoluta?
vogliamo nasconderci sempre dietro un ditino? dietro una terribile immagine medievale ed eleggerla poi a giustificativo ?

Si sente parlare di gelosia, di complicità delle donne stesse, ma non di mostruosità, non di soggetti socialmente pericolosi, poco di paura, insomma si presenta la solita vecchia scusa, il solito vecchio meccanismo... ma ci possiamo ancora credere?

Questi in dividui sono incapaci di rapportarsi con le persone in generale (Parlanti ne è l'esempio lampante) e dell'altro sesso in particolare. Non sento mai ammettere che sono socialmente pericolosi !
quando maltrattamenti e morti saranno una al giorno lo capiremo?
o forse saremo tutti avvezzi a vivere dentro un mattatoio, una mattanza quotidiana...
Questi soggetti vanno aiutati, sicuramente, ma non a prezzo di altre vite sane e degne, che vanno assolutamente protette!
Non sacrifichiamo innocenti, non ammazziamo due volte le vittime per salvare i delinquenti !


Per concludere, ringrazio Ilaria, che in un suo commento ha riportato la definizione di "shock". Voglio riportare anche quella di "impeto".

1. Impeto (Treccani):
Moto violento di persona che si spinge...con tutta la sua forza, seguendo l’impulso interno...di persona che si lascia spesso trasportare dalla passione, che cede facilmente all’ira... 

2. Shock:
Condizione di grave compromissione della coscienza e di altre facoltà mentali a seguito di una stimolazione psicologica molto intensa

Ora, appare proprio scontato che ci vuole un moto violento per massacrare e poi strangolare una persona ...non vedo come lo si possa fare con una certa delicatezza...
se poi pensiamo a tutto quello che noi abbiamo visto, ed i medici hanno potuto constatare è chiaro che di violenza ce n'è stata, e parecchia...
Io non la dimentico mia sorella, e la rivedo spesso...la rivedo e tento di capire, tento di immaginare cosa mia sorella può aver provato in quegli istanti.
E' lacerante, qualcuno purtroppo può capirlo, gli altri apero non lo capiscano mai.


E vogliamo ancora giustificare i carnefici con il solito vecchio stampino.Ma siamo lontani anni luce dal solito stantio quadretto che viene evocato, rispolverato ogni volta, il solito, sempre, anche in questi giorni, anche stamattina!
Un'immagine che piace tanto tirare a lucido al momento giusto, una sorta di ring casalingo per tentare di giustificare con la parolina magica "impeto"...
ma dove sta l'impeto?
dove si può trovare l'impeto in una macchinazione così complessa ed articolata?
...ma l'assassino ci punta, perché con quello gli hanno detto che si giustifica tutto.
Stiamo inventando l'impeto prolungato ed macchinoso... 

L'ennesima lite, l'impeto, lo shock...
dopo l'impeto, lo shock si chiamano altre persone o le forze dell'ordine, non si va a scuola a prendere i bambini, non si passa tutto il pomeriggio con loro e non si mettono in fila tutte le cose che sapete aver messo in fila questo soggetto.



Ma di cosa stiamo parlando?

io sto parlando della verità, della giustizia, della vita delle persone,...
non di come sminuire tutto attaccandosi ad una parola, ad un'immagine falsa all'origine, da riproporre ogni volta per riportare ad un concetto artefatto che più mostruoso è il gesto, più tenta di giustificarlo.
Sono io che troppo valore alla vita ed alla dignità delle persone?  

ma dove siamo?
La vita di vostra sorella, vostra mamma, vostra figlia, la vita vostra: vale questo?
vale solo questo?
...una donna ogni tre giorni, fra poco dovremo farci tutti queste domande.


Qualche anno in una struttura detentiva, poi permessi, sconti,... e via!
magari l'assassino ha o aveva fatto già i suoi conti...
intanto i primi tempi li sconta in compagnia dei parenti della vittima...
perchè la pena colpisce anche loro: noi, sicuramente più dell'assassino, ben lontano dal pentimento.
L'altra parte di vita cambiata per sempre a tutti, soprattutto ai suoi bambini, in peggio ovviamente!
Poi tutta la vita di Beatrice, mia sorella, a cui l'ha strappata definitivamente: il suo obiettivo.

Ma tutto il male che questo individuo ha fatto si giustifica bene: impeto...e via!
chi non ha ammazzato qualcuno sotto l'impeto? chiunque... naturalmente!

sabato 11 maggio 2013

Articolo de "Il Tirreno" di ieri: l'autodenuncia dell'assassino

Ieri ho letto un articolo su "Il Tirreno".
(qui il collegamento: Articolo de "Il Tirreno" )
Mi è apparso interessante e rivelatorio: voglio analizzarlo.

Questo articolo, molto probabilmente é stato scritto con la collaborazione dei legali dell'assassino. Niente di strano.
La cosa più curiosa si legge proprio nel primo capoverso: "Un omicidio d'impeto, non premeditato,..."
Ora, siccome sappiamo che non c'é stata una sentenza, e nemmeno sono finite le indagini...é evidente che si tratta della voce dell'assassino e non di una notizia.

Mi sono chiesto perché si affannano e corrono a dire che non é premeditato quando sanno bene - meglio di noi - che le indagini, seppure ad uno stato avanzato, non sono ancora concluse?
"excusatio non petita accusatio manifesta" dicevano gli antichi...

É altrettanto evidente perciò, che questa necessitá da parte dell'assassino di sottolinearlo, di mettere le mani avanti, probabilmente discende da qualche fatto che conoscono e di cui ha paura.
Sanno forse che le indagini stanno facendo emergere altri particolari agghiaccianti?
Sente di dover correre ai ripari per tempo come ha fatto poche ore prima di essere catturato?
In questo articolo è poi abilmente accostato il nome del P.M. alla loro versione, per farla apparire una versione più ufficiale.
In questa loro versione, che nulla aggiunge rispetto a 4 mesi fa sentono forte la necessità di chiarire che non è premeditato,...deduco quindi che la loro preoccupazione, da sola, indica una seria possibilità che sia davvero come si affannano a negare...premeditato...

Nell'articolo si parla della "ennesima lite..."
Niente di più falsato!
Ci dovrebbero raccontare episodi di "liti" analoghe,... risulta che ve ne siano state?
"lite", fa bene l'assassino ad attaccarsi ad una parolina il dito per nascondere la montagna che sta dietro...non gli resta altro.

Ma davvero pensano che sia credibile che Beatrice, dopo le minacce di lui, avrebbe acceso una discussione da sola in casa con l'assassino?
Chiedete a chiunque: Beatrice non era né una stupida ne una provocatrice, anzi ha sempre appacificato, chiedete, chiedete a tutti... anche ai familiari di lui.
Beatrice non doveva dire niente a lui, assolutamente niente.
E' lui che ha insistito e parecchio per vederla nella casa...non poteva aspettare di prendere quelle cose pochi giorni dopo a casa dei nostri genitori,...no, doveva prenderli direttamente alla casa nella Nievole
...
...anzi in realtà Parlanti - l'assassino - ha proprio aspettato che lei fosse sola in casa, perché quando si incontrarono pochissimo tempo prima, , sempre in quella casa, gli stessi oggetti lui non li prese. Gli stessi oggetti.
Quel giorno Beatrice non era sola.

L'articolo continua parlando dell'assassino che "sotto shock ha simulato una rapina" (faccio presente che la casa non é affatto piccola e per metterla a soqquadro tutta, piano primo e secondo, ci ha impiegato un po' di tempo...chissà quanto gli è durato lo shock... poverino), d'altra parte chiunque avrebbe la lucidità di depistare le indagini sotto shock...
poi, sempre sotto shock, ha rubato i soldi dalla borsa a Beatrice e, sotto shock, le ha rubato anche il telefono, che poi - sotto shock - si é fermato a buttare in un cassonetto, non dal finestrino;

poi, sempre sotto shock, é andato a prendere i bambini a scuola a Campi Bisenzio facendo finta di niente e naturalmente è stato lo shock a farlo stare ben attento a non far vedere i graffi alle altre persone rimanendo girato dal lato senza graffi;

poi, lo shock stesso lo ha calmato passando tutto il pomeriggio con i bambini come se niente fosse: di una calma rara in quel periodo - così qualcuno ha detto.

Sempre sotto shock ha cercato di far sentire colpevoli i figli dei graffi che lui aveva in faccia, graffi provocati dalla loro stessa madre che tentava di sopravvivere alla indescrivibile violenza delle ripetute botte del padre che poi per sicurezza l'ha strangolata;

ancora sotto shock ha cenato a casa della sua compagna (cena in cui, lui stesso ha ammesso poi, "non sentiva assolutamente niente per quello che aveva fatto"...sarà stato lo shock a non fargli sentire niente);

naturalmente lo shock continua dopo cena, quando é arrivato alla casa é corso come prima cosa da solo per qualche minuto a fare un bisognino dietro la casa stessa prima che noi arrivassimo. E' il primo istinto di chiunque quando ti chiamano perché una persona - la tua ex-moglie, non si trova, pisciare (scusate il termine) nell'ultimo posto dove l'hai lasciata morta.

Poi sotto shock, ha inscenato la recita del piagnucolone senza lacrime e, visto che era sotto shock ha anche sostenuto che aveva baciato ed abbracciato Beatrice, cosa assolutamente falsa.
Continuando lo shock ha affermato che i graffi li aveva fatti il bambino.
Ma non voleva depistare: naturalmente era ancora sotto shock!

Certo questo shock è lungo...e ne fa fare di azioni lucide tutte nella direzione del depistaggio!

Ma continuiamo, perché probabilmente continua anche lo shock...
infatti, ovviamente ancora sotto shock, ha dato una versione agli inquirenti la sera stessa e sotto shock la volta successiva ne ha data un'altra e lo shock non gli fa spiegare certi fatti o certi particolari, ma solo quelli più controproducenti, gli altri riesce a spiegarli.

Sotto shock non si degna mai in tre giorni di pronunciare mezza...nemmeno mezza parola di dispiacere se non per l'aver buttato la storia con la nuova compagna, il paradiso che lui aveva regalato a lei (questo lo dice lui, non lei) ...solo quello!
niente sui bambini e niente su Beatrice, niente di niente!

naturalmente lo shock continua ed é sempre sotto shock quando, due giorni dopo, offre alla sua nuova compagna i soldi rubati a Beatrice...  come minimo indennizzo!
per...il disturbo? Per cosa?...
E le uniche parole di dispiacere sono perché l'indennizzo é minimo.
Tutto quanto sotto shock, naturalmente!

Insomma una tre giorni di impeto e shock.


Lui che di impeto non fa nemmeno uno starnuto!
Lui che l'impeto e lo shock non li ha conosciuti neanche quando è andato a trovare suo padre colpito da infarto solo dopo quasi una intera giornata, perché prima doveva fare un po' di shopping... Importantissimo!...certo dipende dalle priorità di una persona...


Non si nega a nessuno il diritto di difesa, ma se tu assassino chiedi lo sconto della pena (e che sconto), perché invece di affannarti a dire che non é premeditato, non collabori? perché continui a non spiegare ed a mentire?
perché continui a cambiare versione, ed ammettere certi fatti (pochi) solo quando sei messo alle strette?
Perché chiedi se dall'autopsia gli inquirenti possono risalire in modo preciso a certi elementi...
però ti affanni e corri a dire che non è premeditato:
"excusatio non petita accusatio manifesta" ...
 
Vuoi lo sconto ma continui ad ingannare, continui a volerti prendere il braccio dopo che la legge ti offre una mano, e che mano.
Mano che Beatrice ti aveva offerto con molta ragionevolezza e tu assassino quella mano l'hai presa per tirarla a te ed ammazzarla, massacrandola di botte e strangolandola, ma non hai chiarito ancora.

Non si nega a nessuno il diritto di difesa, tranne alla vittima: Beatrice in questo caso.


sabato 4 maggio 2013

Ti ho fatto una visita

Cara Cice, proprio poco fa sono passato a trovarti.
Adesso siamo così vicini che posso venire a trovarti ogni volta che voglio.

Però non riesco ancora a credere che sei li.
Ti vorrei chiedere perché hai voluto dare ancora una possibilità a quel mostro, ti vorrei chiedere com'è andata e cos'hai provato...mentre noi eravamo lontani ed ignari.
Doveva essere una cosa da niente, di dieci minuti, il tempo per lui Parlanti - l'assassino - di prendere le cose che aveva chiesto...invece è stata una cosa eterna, che è valsa la tua vita.

Spesso sono combattuto fra il soffermarmi a realizzare dove sei adesso e sorvolare, pensando solamente che è come se tu fossi lontana temporaneamente.

Però in entrambi i casi sento che la cosa più giusta da fare è raccogliere le tue sfide, almeno quelle che conosciamo, e portarle avanti in nome tuo e non arrendersi, altrimenti il tuo carnefice Massimo parlanti, l'assassino troverebbe soddisfazione in ciò che ha fatto.

Sento che tu ci dai la forza per aggiungere le tue sfide alle nostre, certo....perché tu fai parte di noi e continui a farne parte.

Un bacione

Il buonismo: anticamera della complicità


Purtroppo continuo a sentire notizie di omicidi di donne - dicono che si chiami femminicidio -  in continuazione, gli ultimi proprio in questi giorni: siamo a 50 dall'inizio dell'anno, se non ho sentito male stamani, e non riesco a capire...

Purtroppo continuo anche a sentire notizie di assassini liberi dopo poco tempo,
individui che hanno deliberatamente deciso di togliere la vita ad una persona, una donna, e non riesco a capire...

non riesco a capire: hanno tenuto una buona condotta? cos'è la buona condotta? hanno mostrato "un sincero pentimento"? sono da premiare?
io non lo capisco.

Ammazzano una donna, calpestandone la vita come fosse un moscerino (sempre che un moscerino valga meno di un uomo), pensando di risolvere il loro problema, ma non l'hanno risolto perché il problema è dentro di loro, e finchè il problema saranno loro, semineranno distruzione.

Forse la verifica del pentimento, presupposto fondamentale per la riabilitazione, dovrebbe avvenire anche con i familiari delle vittime, non si tratta di esautorare gli esperti, che hanno il loro ruolo, ma di far entrare il valore umano all'interno di valutazioni che non sono matematiche: una vita non è la somma di un certo numero di anni.
Stiamo parlando di persone, non di un nome, di un numero, persone la cui vita è stata spezzata, persone il cui valore più grande sono proprio emozioni e sentimenti, di loro e di chi li continua a provarne per loro.
Avete mai perso una mamma, una figlia, una sorella per via della mano assassina di un individuo?

sto dando io troppo valore alla vita?
purtroppo sento anche le notizie di recenti vicende di delinquenti che in "permesso premio" (fra l'altro non ho capito cosa ci sia da premiare) hanno partecipato a sparatorie e ferito persone, se non uccise: cosa racconta alle vittime chi ha concesso il permesso premio? su quale base gli è stato dato?
Sarei interessato ad ascoltare.
E' di questo che sto parlando: la corsa all'indulgenza per forza e presto, a perdonare... chi?
non lo sappiamo... non ci curiamo troppo di capire se chi vogliamo perdonare vuole essere davvero perdonato o se non prova assolutamente niente.
E' sufficiente una piccola dichiarazione, qualcuno addirittura cerca in una parola che l'assassino ha pronunciato, la sua completa redenzione: le parole "la madre dei miei figli" è un fatto, non un pentimento.
C'è molta indulgenza, comprensione per il carnefice, finchè la figlia, la madre, la sorella non è quella nostra.
E di questo passo saremo in tanti a provare quello che proviamo noi.

La facilità e la smania di perdonare velocemente fa il pari con il "dimenticare velocemente" le vittime e cozza inevitabilmente con la difficoltà di dare la giusta 
pena per il corrispondente delitto...
DELITTO: una parola che non può racchiudere la vita che Beatrice non può più vivere.

mi chiedo perchè, perchè è più facile mortificare la vittima?
perchè tanto non può lamentarsi...?...facile
perchè salvare il marcio ed avvilire il resto?
io non lo capisco

Non è giustizialismo. Anzi tutto l'opposto, si tratta di dare un valore ed un peso, alla nostra vita: chi ritiene che la propria vita valga meno di 1/3 di quella del proprio carnefice?

Il buonismo - rifugio per alcuni - lo trovo molto pericoloso e porta solamente a trovare altre scuse che inevitabilmente sono di appoggio per altri.
Ed è quello che sta succedendo, questi fenomeni sono in crescita: Beatrice è stata la 119° del 2012 e nel 2013 !?

Le vittime come Beatrice - la mia sorella della quale mi manca tutto - non sono santi o martiri, sono - anzi erano - solo persone normalissime e dignitose che volevano vivere la loro vita, indubbiamente in modo più degno dei loro carnefici. Indubbiamente.
Però da salvare sembra essere il carnefice...
cos'è? una sorta di autoassoluzione che la società cerca per se stessa?
...e se fossimo noi le prossime vittime?

Finora non ho avuto la forza di accendere il computer della Cice, quello che le avevamo regalato dopo la separazione, quello che è stato sotto sequestro per via delle indagini, quello che usava per poter "rimanere connessa" con le tante persone che le volevano bene, quello dove ha scritto il suo diario...
Per adesso troppo dolore.

Probabilmente lo farò in questi giorni, sarà dura, ma voglio far sapere e rendere giustizia e far capire che non si tratta di una "storia", un nome, ma di una persona meravigliosa, a cui è stata strappata orribilmente ed inutilmente la vita.

Beatrice, anche se mi hai fatto leggere qualche pagina del tuo diario in passato, ti chiedo già adesso scusa se leggerò il tuo diario, ma è un pezzo di te ed ho tanta voglia di sentirti vicino e di scambiare quattro chiacchiere con te.

Un bacione

lunedì 22 aprile 2013

La forza di Beatrice confrontarsi con un individuo senz'anima

Pur non volendo parlare dell'assassino, mi ritrovo inevitabilmente a doverlo fare, ogni volta, perchè solo parlando della sua natura viscida e perversa, delle sue macchinazioni e dei suoi crimini, si può lasciare chiara memoria di cose molto importanti quali:
1. di quanto Beatrice, vera donna e vera mamma, oltre ad essere dolce ed affettuosa, fosse forte e con la testa ben salda sulle spalle (per chi non la conoscesse);
2. di quanto un individuo possa essere marcio e senz'anima come Massimo Parlanti, sudicio dentro, senza nessun valore, nessun "codice" che pure i più feroci assassini hanno.

Perdonerete se mi lascio andare a questi appellativi, che non trovano mai una rispondenza piena al senso di disgusto che provo, nel focalizzare l'ignobile e disgustosa manifestazione di devastante anaffettività, in ogni gesto di questo individuo, del tipo che credevo esistessero solo nelle più inquietanti rappresentazioni cinematografiche.
Ma ritorniamo sui fatti.

Purtroppo mi ripeto, non posso adesso riferirli tutti e per intero, ma quando potrò, state certi che non mancherò di precisare. Se qualcuno avesse dubbi o obiezioni può tranquillamente scrivere obiettare e/o chiedere, se posso rispondo o integro molto volentieri.


In questo post voglio rendere noto il fatto che Parlanti partoriva i suoi progetti grotteschi e pericolosi, sempre ed inevitabilmente attingendo a risorse di altre persone.
Vi trascinava Beatrice, mentre lui firmava documenti lasciando lei all'oscuro (ed all'oscuro lui ha lasciato molte, molte persone...).

Quando Beatrice mostrava ragionamenti cautelativi, solo perchè con i piedi per terra, lui non esitava ad andare a piagnucolare o ad arrabbiarsi a destra ed a manca, perchè non si sentiva supportato.
Nel contempo chiedeva altri sforzi...sempre agli altri.
Lui ha continuato anche dopo la separazione a vedere questa possibilità... il suo concetto è: tanto c'è chi mi accontenta e mi sistema tutto.
Probabilmente è stato sempre così, sicuramente da quando lo conosco,... e lo è ancora.

Progetti come l'agriturismo (che ne contiene l'essenza) messi in piedi con voli pindarici ed i soldi di altri - un po' piagnucolando un po' arrabbiandosi - tutti inevitabilmente falliti con enorme spreco di ogni risorsa possibile.

L'assassino attinge da tutti, poi prende le distanze dalla gente normale, che viviamo in quelli che lui definisce con disprezzo "quartieri popolari" (sempre ci ci sia qualcosa di male ad abitarli);
lui che ha vissuto sempre e continua a vivere da parassita;
lui che ha buttato al vento quantità di soldi enormi, di cui non ha mai sentito il peso;
lui che, Beatrice l'ha chiarito bene, ha commesso diversi reati, secondo il principio infantile del bambino viziato che non ammette il NO come risposta e si sente al di sopra delle persone e delle regole ...che per gli adulti si chiamano "leggi";

lui che dopo la separazione, in almeno un'occasione, si è appropriato dei soldi destinati al regalo dei nonni per i bambini;

lui che ha rubato dal portafogli di Beatrice dopo averla ammazzata!... e quei soldi li ha in parte usati, ed il resto... 
li "dona" alla sua nuova compagna come risarcimento !!!  rammaricato perchè sono poca cosa come risarcimento !

Ma che individuo è questo? 
ma quale perverso disegno e crudele mentalità governano i suoi gesti?

Neanche per un istante si riscontra un segno di rammarico, di pentimento...e non stiamo parlando della commedia che questo fa davanti a chi sa che è conveniente farla. 

...questo è il suo pensiero, sprezzante di qualsiasi senso di umanità e dignità...
dove si trova il rammarico, il suo pentimento?
Non ce n'è traccia.
Tutto è strumentale, una bestialità anche i tentativi mal riusciti e tutte le messe in scena per far credere altrimenti ...ma c'è chi gli crede? davvero Parlanti pensa di poter manipolare tutti?

Questo individuo non ha mai visto una conseguenza dei suoi gesti scellerati: "tanto ci pensano gli altri"...e così è sempre stato, ha sempre trovato chi gli aggiusta tutto.

Il suo comportamento conferma a maggior ragione il grandissimo valore della Cice a chi non l'avesse conosciuta, una donna "con gli attributi".

Inoltre aiuta a capire quali sono gli individui pericolosi, di cosa sono capaci ed a cui stare molto ben attenti.
L'enorme senso di spreco che questo soggetto si porta dietro, spreco, che con l'assassinio di Beatrice riguarda un bene prezioso per tutti: una donna meravigliosa, ovviamente con i suoi difetti, come ognuno di noi, ma veramente molto pochi, molti meno di me, per esempio.
  
Chiedo veramente se qualcuno ha una risposta, perchè io potrei essere fuorviato dalla nostra esperienza (anzi quella di Beatrice):


Quale senso di perdono si può invocare per un demone senz'anima di questo tipo?
Quale pena dovrebbe avere un individuo così?
Sareste tranquilli sapendolo in giro vicino casa vostra?

sabato 20 aprile 2013

Tradimento e separazione: la lucida macchinazione di Parlanti

Per ricordare Beatrice, purtroppo, devo continuare a ricordare la lucida malvagitàperversa e criminale che Parlanti - l'assassino - manifestava ed ha continuato a mettere in atto, anche dopo averla ammazzata.

Nel ripercorrere la vicenda rimettendo insieme i pezzi, gli elementi di criminale lucidità dell'assassino diventano sempre più palesi e mi fanno ancora più rabbia.A volte penso "se solo avessimo avuto la percezione... se solo avessimo avuto gli strumenti per percepire...", purtroppo siamo sempre convinti che certe cose siano tanto più lontane quanto più ci sentiamo "gente normale".

Con rammarico non riesco a mantenere un filo cronologico, che farebbe comprendere ancor più il senso di costante tortura che Beatrice ha dovuto subire per più di un anno, ma gli elementi sono tantissimi ed i momenti in cui rimetto insieme i pezzi si susseguono e...per metterli in ordine ci vorrebbe veramente tanto tempo, ma questo blog non ha spirito narrativo, piuttosto informativo, quindi spero diriuscire ugualmente a trasmettere il senso di oppressione dato dalla continua macchinazione.

Recentemente abbiamo ritrovato le tracce di un comportamento che Beatrice mi aveva segnalato. Riassumo in breve quanto in parte ho già scritto.


Parlanti tradiva Beatrice, già diversi mesi prima di avviare il progetto di acquistare (e ivi trasferirsi) un agriturismo...
una volta scoperto, lui ha ammesso anche la vergognosa modalità da parassita con cui lo attuava, anzi spiegò a Beatrice con quale facilità l'altra "si era concessa al suo irresistibile fascino".

Lui portava Romina, la sua fiamma, nel letto in cui la sera avrebbe dormito con Beatrice, mentre lei era a lavorare per portare il pane a casa. Lui invece, in casa tutto il giorno, per scelta, tanto aveva un patrimonio e chi comunque lo sosteneva...
Beatrice gli aveva offerto l'opportunità di riconciliazione, a patto che ci fossero segnali positivi...
...nel frattempo l'agriturismo restava una possibilità...

l'unico segnale che lui è stato capace di dare è: continuare ad ingannarla per frequentare la sua fiamma; anzi a questa girava le e-mail che Beatrice, per consigli o semplice conforto, scriveva a parenti e/o amici...
Beatrice se ne accorse e dopo qualche opportuna discussione divenne chiara l'impossibilità di proseguire.
...nel frattempo l'agriturismo per lui restava una possibilità...ed ha continuato ad esserlo anche dopo, in parte.


Allora non viene da pensare che fosse tutto studiato? tutta una macchinazione per avere il supporto di Beatrice e della nostra famiglia?
(ricordo che avevano fatto una società appositamente e lui aveva agito all'insaputa di Beatrice nel firmare atti)

macchinazione che Parlanti è emerso usare di frequente quando vuole sfruttare le persone a lui vicine per il suo tornaconto, persone ignare che lui mette in condizioni di difficoltà senza che queste siano consapevoli pienamente di ciò che lui fa, esponendole almeno agli stessi suoi rischi, in modo tale che saranno loro a preoccuparsi degli eventuali problemi: ormai però la storia dice che questi problemi sono "sicuri"...

...e sembra che stia continunando a funzionare così...

mercoledì 10 aprile 2013

La casa nella Nievole

Anche se con difficoltà, voglio continuare a far sapere, per quanto posso.

Parlanti sapeva che la casa nella Nievole era in vendita, lui voleva ad ogni costo che Beatrice non andasse via da li. Lo ha fatto capire in ogni modo.
Ha rintracciato appositamente Paolo, ha riallacciato momentaneamente rapporti con alcune persone, che le persone normali chiamano amici, lui - strumentalmente - solo ed esclusivamente per convincerli ad aiutarlo a persuadere Beatrice: secondo lui non doveva lasciare quella casa nella Nievole, assolutamente.

L'assurdo:
lui che non l'aiutava nel mantenimento dei bambini,
lui che l'ha tradita proprio in quella casa, nella loro camera,
lui che la spiava - e non mancava di farglielo sapere - proprio finchè lei era in quella casa,
lui che voleva continuare a frequentare quella casa per fare dei "lavoretti" anche dopo che era andato ad abitare dalla sua nuova fiamma,
lui che è arrivato anche a proporre di abitarla a periodi alterni, stringendo la cinghia (Beatrice) finchè lui non avesse trovato un lavoro degno di lui,  
lui che era riuscito ad entrare nelle stanze anche quando erano chiuse a chiave,
lui che la minacciava: l'assurdità, da un lato di non aiutarla nel mantenimento - che già non le dava - se fosse andata via dalla casa, e dall'altro si prodigava in consigli per la vendita della stessa, un modo che tutti ritengono evidentemente persuasivo...
(evidentemente convinto di poterla manipolare)

...lui, che non le ha dato nessuna ragione per restare e tutte per andarsene, voleva, pretendeva che lei rimanesse in quella casa.

Casa di cui lui voleva riappropriarsi, ne aveva "forte la voglia" ha detto...
questa era la sua ossessione oltre la sua incapacità di concepire qualsiasi cosa che non siano i suoi desideri.

Purtroppo l'assassino ha costretto il corpo di Beatrice a restare in quella casa, ma lei aveva già preso il volo, si era liberata dal marciume del Parlanti -individuo che, come buco nero, tutto consuma e distrugge - era tornata felice da tempo...e come poteva non esserelo?

è sufficiente allontanarsi dall'inettitudine perversa, crudele e criminale di Parlanti, per essere felici.

In più Beatrice aveva ritrovato tutti i suoi amici, e non aveva faticato a riallacciare i rapporti, perchè basati su sentimenti sinceri, senza tornaconto.
Aveva ritrovato un nuovo rapporto, più libero, con tutti ad aspettarla, ad accoglierla a braccia aperte...e come poteva essere diversamente? tanta era la dolcezza della Cice.

I suoi bambini non potranno che essere fieri della loro dolce e meravigliosa mamma Beatrice.

Beatrice, continui ad essere con noi ogni giorno ed in ogni momento, e so che ci aiuterai a proteggere i tuoi bambini ed a farli crescere forti ed a farli diventare grandi.

martedì 2 aprile 2013

La società civile e la comunità: i frutti marci e quelli preziosi

In questi primi giorni di primavera viene molto da pensare alla Cice, ancor più di sempre, la nostra Beatrice che ancora a noi riempie le giornate.
Si rivede il sole, le giornate si allungano, la luce è più limpida e le persone si incontrano un po' di più: grandi e piccini.
Insomma si socializza, si sta insieme, come gli esseri umani sono naturalmente portati a fare, seguendo quelle "leggi non scritte" della comunità.

Prima ancora delle regole che la società civile ha creato infatti, regole su cui a volte ci accartocciamo perdendone l'origine ed il senso più profondo, c'era la comunità: animata da una coscienza collettiva.

Coscienza collettiva da cui i soggetti egotici e animati da solo personalismo protagonistico si distaccano, essendo autoconvinti di essere al di sopra di ogni cosa, al di sopra di ogni regola ed al di sopra di ogni persona, e per questo rifiutano il confronto con qualsiasi cosa o persona.
Spesso si eleggono a "maestri" chiacchieroni senza alcuna capacità di dimostrare e senza alcuna esperienza positiva, ed il tutto che hanno da dimostrare, non riusciranno mai a dimostrarlo.

Ovviamente confrontandosi e condividendo scoprirebbero la pochezza della loro essenza e della loro vita, messa a confronto con la loro autoconvinzione di onnipotenza, sprofondando in ragionamenti sempre più contorti, distorti, malsani e strumentali solamente ai loro fini.
Probabilmente di questi fini perdono anche la ragione originaria, ma resta solo l'ossessione del fine: l'espressione e l'affermazione di se stessi ed, in quanto tale, per loro assolutamente necessario.
Queste persone divengono ostili verso tutto il mondo, anche in modo subdolo, a volte quasi lusinghiero verso chi vogliono corrompere e far diventare complici.
L'ostilità si concentra su chi li ostacola, o anche solo chi reagisce e non si lascia sottomettere; ancor più se sono in grado di dialogare e di mettersi e mettere in discussione, perchè fanno da specchio al marcio che è dentro la loro presunzione egocentrica.

Questi soggetti, che si allontanano sempre più dall'essere uomini, diventano lo spettro di se stessi, non accettando che il resto del mondo sia in grado di dialogare e perciò di fare cose per loro impossibili, non accettando tutte le persone che li mettono di fronte alla realtà, per questi inaccettabile, della loro natura grottesca e pericolosamente distruttiva.

Un tempo nelle comunità, soggetti di questo tipo venivano cacciati via all'unanimità, non giustiziati: perchè c'era il rispetto della vita umana come una cosa sacra.
Per questi individui, tale sacralità non la contemplano neanche, tanta è la loro incapacità di comprendere la vita, la loro crudeltà, tanto lontano è il loro pentimento.
Ci sono errori non rimediabili.

C'era però anche la coscienza della pericolosità di questi soggetti come un cancro, una metastasi della comunità stessa.
Ci sono errori non rimediabili.

Gli stessi individui non si permettevano di tornare, perchè non era una questione di regole scritte a cui appigliarsi, era lampante l'abominio, la ripugnanza del loro gesto e poco contava se era la prima volta: contava la gravità estrema e la lucidità delle loro azioni, bastava questo per capire...e tutti capivano.

Esiliati, questi soggetti rimanevano soli, come vogliono stare loro (in un certo senso la loro peggiore punizione è proprio accontentare i loro desideri), e soli finivano i loro giorni, soli dimenticati da tutti,...individui che non hanno mai vissuto.
Ci sono errori non rimediabili.

Ed è inutile pensare al perdono: la loro mente marcia l'interpreta come altra possibilità di continuare ad essere quello che sono: un cancro.
L'autodistruzione è destino per loro inevitabile, ma se sono soli, altrimenti coinvolgono tutto ciò che possono.


Le loro vittime, invece, spesso persone dolcissime come Beatrice, vengono ricordate ed anche celebrate come madri affettuose e giuste, esempi da seguire, la cui vita si espande oltre il corpo che riposa dopo essere stato straziato.
Fiori meravigliosi di una pianta i cui frutti - i figli - restano da coltivare...fra i più preziosi e delicati.

Frutti a cui donare ancor più amore e dedizione affinchè crescano buoni e sani...e siano degni della comunità, così come la comunità sia degna di loro: il contributo di tutti che tornerà a tutti.
Perchè le belle persone come Beatrice nella loro vita costruiscono e ciò che costruiamo resta e prosegue ...e aiuta ...e migliora ...e cresce.

Un bacione Cice.