Cice, ricordi le giornate passate ad aiutarti con la legna, a fare lavoretti in casa tua per rimettere a posto le cose?
Io con immenso piacere, mi dava proprio un senso di rinascita, tu ancora li non eri felice come nell'ultimo periodo, eri un tesa, ma si vedeva che con noi ti rilassavi,... ti sentivi "a casa" per davvero, ma si sentiva il tuo senso di alleggerimento da un peso terribile...che non avevamo idea di quanto lo sarebbe stato...
...tutti noi con babbo e mamma, con i bambini, Tiziana, poi restavamo a pranzo e si chiacchierava... abbiamo passato le più belle domeniche che io ricordi.
Grazie anche di questo.
Aiutarti, per il poco che potevamo fare, mi ha sempre dato una bellissima sensazione, la sensazione di poterti essere utile lasciandoti la sensazione di "lo facciamo con piacere" non c'è niente da ricambiare.
Io lo so che in realtà non ti sentivi così libera di chiederci le cose che magari avresti voluto, anche per un condizionamento che veniva da lontano, me ne sono reso conto più di una volta...quando ho dovuto insistere per darti un aiuto che non mi costava niente, anzi...
...anzi il piacere era mio di poterti dare qualcosina e magari stare un pochino insieme "liberamente".
Sono proprio contento, l'ultima domenica che siamo stati insieme, di aver detto "tutte le cose che devo fare in casa, lavori e lavoretti...possono aspettare", così ho poggiato in casa le cose che avevamo appena comprato dai cinesi e sono rimontato in macchina con te e tuo figlio e siamo tornati da babbo e mamma ed abbiamo passato il pomeriggio tutti insieme, grandi e piccini.
Almeno questa cosa l'ho fatta giusta: non mi sono lasciato trascinare da "ciò che dovevo fare", ma ho scelto ciò che "volevo fare" ed abbiamo passato una domenica normalissima, ma sublime. Tu puoi capire.
Una donna vera e forte ammazzata da un individuo che non è mai riuscito ad essere uomo. Per non sottovalutare cosa è successo alla Cice: la mia sorella ed amica di tutti! Per lei, per i suoi bambini, per tutti gli altri e per tutte le altre donne che non sanno quanto sia vicino questo pericolo. Persone normalissime travolte dall'inimmaginabile. Femminicidio: parola strana ma eloquente, nasconde un mondo occulto e subdolo, di personaggi bestiali, doppi e perversi, vuoti dentro.
mercoledì 30 ottobre 2013
lunedì 28 ottobre 2013
Alcuni pensieri di Beatrice
Ecco alcuni dei pensieri di Beatrice, racchiudono bene la sua grande forza
"...non per questo credo che tutto il mondo sia pieno di ...come lui...
e magari ora che ci ho sbattuto il naso, e che ho capito che non mi devo annullare per nessuno magari riusciro' anche a trovare la persona giusta con la quale passare il resto della vita...
...ho deciso che non mi voglio arrendere
sarebbe come chinare il capo davanti a quello ... e dirgli: hai fatto di me quello che hai voluto, ora finiscimi.
Eh, NO NO NO
io ora mi rialzo, ... e vado avanti
anzi, vado piu' avanti ...!!!!
ecco, e' quello che voglio fare
e so che lo posso fare
e lo devo fare anche per ..." i bambini
così come racchiudono quello che ha dovuto sopportare
Ti voglio bene Cice.
"...non per questo credo che tutto il mondo sia pieno di ...come lui...
e magari ora che ci ho sbattuto il naso, e che ho capito che non mi devo annullare per nessuno magari riusciro' anche a trovare la persona giusta con la quale passare il resto della vita...
...ho deciso che non mi voglio arrendere
sarebbe come chinare il capo davanti a quello ... e dirgli: hai fatto di me quello che hai voluto, ora finiscimi.
Eh, NO NO NO
io ora mi rialzo, ... e vado avanti
anzi, vado piu' avanti ...!!!!
ecco, e' quello che voglio fare
e so che lo posso fare
e lo devo fare anche per ..." i bambini
così come racchiudono quello che ha dovuto sopportare
“ti parra' stupido... ma
lo sai qual 'e' una frase che mi hai detto e che mi ha fatto molto piacere?
ieri sera, ci siamo salutati...dicendomi di andare piano in auto.. ecco a me ha fatto molto piacere questa, quella di andare piano mi ha fatto pensare che ci tieni a me e non me l'ero mai sentita dire... se non dai miei genitori o da mio fratello.”
quindi ancora a maggior ragione la sua grande dolcissima forza, la dedizione ai bambini, la voglia di rialzarsi e vivere con un uomo, con persone degne di questo nome.ieri sera, ci siamo salutati...dicendomi di andare piano in auto.. ecco a me ha fatto molto piacere questa, quella di andare piano mi ha fatto pensare che ci tieni a me e non me l'ero mai sentita dire... se non dai miei genitori o da mio fratello.”
Ti voglio bene Cice.
martedì 22 ottobre 2013
Perchè certe cose si devono sapere - parte 2
La mattina del 7 novembre saremo a Pistoia per l'udienza.
Si avvicina l'udienza, desidero continuare nell'illustrazione dei fatti, "così giusto per ricordarlo" direbbe qualcuno, io invece dico: perché non ce lo dobbiamo scordare! perché viviamo tutti nello stesso mondo e perché dovremmo essere presenti e ben svegli rispetto a ciò che ci accade attorno, non aspettare sempre che ci pensi chi dovrebbe...
Sembra strano ma, potete credermi, proprio un anno prima avevo riflettuto su questo:
"Rinuncia a qualche certezza, mettiti in gioco, se vuoi che qualcosa cambi, inizia a cambiare".
Magari un'altra volta ne parliamo...ci avevo già riflettuto...e questo fa ancora più male.
Riprendiamo.
Mi perdonerete se ripeterò qualche cosa per riallacciarmi.
Parlanti non mostra il benché minimo pentimento per ciò che ha fatto, l'unico dispiacere che esprime - sincero perché intercettato - è per aver "interrotto il paradiso" con la sua nuova compagna, nel dire questo specifica che sarebbe stato disposto ad abbandonare i figli per la loro nuova storia.
Mi domando perché non l'abbia fatto, ma abbia deciso di distruggere tutto: la vita di Beatrice e per l'appunto quella dei suoi figli che avrebbe comunque abbandonato.
Un demone ha più coscienza.
La personalità manipolatoria, egoistica e superficiale appare anche dalla descrizione fatta nel fascicolo di un Signor Giudice, che ha seguito la vicenda informandosi, sentendo le parti e con mezzi propri, ha esaminato i fatti ed entrando nel merito del suo ruolo ha chiarito per filo e per segno ogni passaggio, limpido ed esaustivo.
Solo alcune citazioni
"Il comportamento tenuto dal sig. Parlanti rappresenta un esempio dell'esercizio controfunzionale delle situazioni giuridiche soggettive date dal proprio ruolo di padre giacchè il singolo persegue, attraverso il proprio potere decisionale, finalità personali in conflitto con l'interesse dei minori e, prima ancora con io diritto alla propria genitorialità."
Se non fosse chiaro ditelo, lo chiarisco meglio.
Basta?
Voglio continuare
"Indici rivelatori della condotta contraria ai doveri genitoriali del sig. Massimo Parlanti"
sono i seguenti
"Il sig. Massimo Parlanti ha prima prestato il proprio consenso ad autorizzare l'iscrizione di ..... e di .....presso la direzione scolastica di Campi Bisenzio, salvo in seguito revocarlo senza alcuna giustificazione apprezzabile ed a distanza di oltre tre mesi...giova ricordare che la revoca del consenso...si è tradotta per i minori in un situazione di forte disagio e stress..."
...
"...tale comportamento si inserisce in un contesto di inadempienze da parte del Parlanti rispetto alle previsioni di cui alla separazione consensuale,...non risulta aver versato gli importi pattuiti per il mantenimento dei figli e non ha rispettato neppure gli accordi previsti in caso di costituzione di un nuovo nucleo familiare."
...
"il sig. Parlanti ha sempre anteposto una visione egoistica del problema ...tale atteggiamento si è riscontrato anche nel presente procedimento nel quale ha rifiutato la proposta del Giudice...la ricorrente (Beatrice), al contrario si è dichiarata disponibile..."
Queste sono parole di un atto pubblico.
Questo solo per dire che non sono io, fratello di Beatrice, a demonizzare questo individuo, perverso fin nel midollo del suo animo e del suo ragionamento.
Riassumo con parole mie: l'ego di Massimo Parlanti è tale da renderlo incompatibile col ruolo di genitore. Ed aggiungo che pertanto non è in grado di provvedere ai suoi figli, come non lo è mai stato...ora ne abbiamo le prove.
Beatrice aveva fatto testamento, proprio nell'interesse dei bambini, per sottrarli alla pericolosità di un individuo di questo stampo: ha lasciato tutto ai suoi figli, esprimeva la volontà che i figli stessero con noi, proprio perché Parlanti anche prima di diventare assassino, era indegno per la sua personalità truffaldina, e mistificatrice, per aver dissipato un patrimonio ingente (vicino al milione di euro) in pochissimo tempo, perché Beatrice stessa aveva scoperto che l'assassino aveva prodotto documenti falsi in banca, aveva falsificato varie firme già in passato, aveva sottratto fondi all'impresa, aveva commesso un furto.
Questo ha detto la Cice nel suo testamento, queste sono le ragioni ed insieme l'essenza di Massimo Parlanti.
Il Giudice lo chiama "sig." giustamente non poteva fare altrimenti ...io vedo solo un demonio con l'occhio spento, la coscienza nell'inceneritore e la mente sempre in affanno ad organizzare e mistificare a solo pro del suo ego enormemente spropositato.
L'unica cosa di cui è capace questo individuo è consumare, succhiare e distruggere tutto quanto al suo passaggio, senza l'ombra di alcuno scrupolo, la perfetta incarnazione del parassita che vive solo di distruzione e finchè può, distrugge.
domenica 20 ottobre 2013
Beatrice: la nuova essenza in poche parole.
"Se vuoi essere amato, inizia ad amare te stesso"
Questo era l'ultimo "stato" della Cice nel suo profilo di Skype.
Queste parole la dicono lunga.
Ogni volta che apro Skype lo leggo e mi vengono in mente tante cose, ma soprattutto due:
la prima è che fino all'anno prima viveva con Massimo Parlanti, il suo assassino, che non è mai stato in grado di provvedere a niente non è mai stato in grado di mandare avanti la famiglia, che si teneva insieme grazie alla forza ed alla pragmaticità della Cice: una forza che solo dopo abbiamo scoperto quanto era grande.
Tanto grande quanto è piccolo ed insignificante Parlanti, l'assassino.
Parlanti che non è tuttora in grado di essere indipendente e lo dimostra ad ogni piè sospinto...a questo punto credo che non imparerà mai ad esserlo:... è un po' troppo tardi.
E questo lo rende realmente ancora pericoloso: chi non sa badare a se stesso (né tantomeno agli altri) è destinato a sopravvivere da parassita, seminando distruzione.
Questo è un semplice ragionamento logico-deduttivo.
Quelle parole la dicono lunga anche sui meccanismi di Parlanti per cercare di demolire l'autostima di chi gli sta attorno, la dicono lunga sulla incapacità di voler bene alla sua famiglia, sull'incapacità di amare, sull'incapacità di essere uomo... in ogni senso.
Mi sento però da un lato felice, perché quelle parole raccontano di come si stava sentendo, del fatto che lei era pienamente emancipata, del fatto che aveva riscoperto la vera se stessa, che si era potuta togliere di dosso un fardello e tornare a splendere, era tornata infatti in forma smagliante, era tornata ad amare se stessa ed era tornata ad essere amata veramente!
Strano, il misero Parlanti ha avuto il coraggio di denigrare Beatrice, anche durante l'interrogatorio, lui, incapace anche di essere uomo. Probabilmente doveva fare così per non sentirsi quello che è realmente. D'altra parte si magnificava e millantava con tutti, salvo poi piagnucolare se gli facevano notare che sbagliava e nel contempo... macchinare.
Un adulto, viziato all'ennesima potenza che avrebbe preteso anche di "presentare il conto" dei lavoretti fatti in casa negli anni.
Che poi li ho visti...che lavoretti..
Senza alcun dubbio, col senno di poi, è stato proprio l'assassino con la sua crescente condotta miserabile a permettere a Beatrice di rendersi conto e di liberarsi.
Perché ricordo che lui l'ha tradita, lei gli ha dato un'altra possibilità...inutile, come ogni atto di fiducia che chiunque gli ha immeritatamente donato.
Non cancellerò mai il contatto skype della Cice: queste parole devono restare per ricordare e riflettere.
Per tutte queste sensazioni tremende, ma anche di sollievo che almeno la Cice ha conosciuto i veri uomini, il vero amore, la rinascita da un abisso cupo e gelido contro il quale ha lottato vincendo assolutamente, mentre l'assassino nel cercare di trascinarla giù ha perso definitivamente la dignità di padre, la virilità, la dignità di uomo e la dignità di essere umano.
Cice ti voglio tanto bene, ti penso e ti sogno e sono fiero di essere tuo fratello, fratello di una donna che è riuscita a far crescere qualcosa dove c'è terra bruciata, fratello di una donna che ha saputo ricostruire tutto, molto molto meglio e più felice di prima.
Questo era l'ultimo "stato" della Cice nel suo profilo di Skype.
Queste parole la dicono lunga.
Ogni volta che apro Skype lo leggo e mi vengono in mente tante cose, ma soprattutto due:
la prima è che fino all'anno prima viveva con Massimo Parlanti, il suo assassino, che non è mai stato in grado di provvedere a niente non è mai stato in grado di mandare avanti la famiglia, che si teneva insieme grazie alla forza ed alla pragmaticità della Cice: una forza che solo dopo abbiamo scoperto quanto era grande.
Tanto grande quanto è piccolo ed insignificante Parlanti, l'assassino.
Parlanti che non è tuttora in grado di essere indipendente e lo dimostra ad ogni piè sospinto...a questo punto credo che non imparerà mai ad esserlo:... è un po' troppo tardi.
E questo lo rende realmente ancora pericoloso: chi non sa badare a se stesso (né tantomeno agli altri) è destinato a sopravvivere da parassita, seminando distruzione.
Questo è un semplice ragionamento logico-deduttivo.
Quelle parole la dicono lunga anche sui meccanismi di Parlanti per cercare di demolire l'autostima di chi gli sta attorno, la dicono lunga sulla incapacità di voler bene alla sua famiglia, sull'incapacità di amare, sull'incapacità di essere uomo... in ogni senso.
Mi sento però da un lato felice, perché quelle parole raccontano di come si stava sentendo, del fatto che lei era pienamente emancipata, del fatto che aveva riscoperto la vera se stessa, che si era potuta togliere di dosso un fardello e tornare a splendere, era tornata infatti in forma smagliante, era tornata ad amare se stessa ed era tornata ad essere amata veramente!
Strano, il misero Parlanti ha avuto il coraggio di denigrare Beatrice, anche durante l'interrogatorio, lui, incapace anche di essere uomo. Probabilmente doveva fare così per non sentirsi quello che è realmente. D'altra parte si magnificava e millantava con tutti, salvo poi piagnucolare se gli facevano notare che sbagliava e nel contempo... macchinare.
Un adulto, viziato all'ennesima potenza che avrebbe preteso anche di "presentare il conto" dei lavoretti fatti in casa negli anni.
Che poi li ho visti...che lavoretti..
Senza alcun dubbio, col senno di poi, è stato proprio l'assassino con la sua crescente condotta miserabile a permettere a Beatrice di rendersi conto e di liberarsi.
Perché ricordo che lui l'ha tradita, lei gli ha dato un'altra possibilità...inutile, come ogni atto di fiducia che chiunque gli ha immeritatamente donato.
Non cancellerò mai il contatto skype della Cice: queste parole devono restare per ricordare e riflettere.
Per tutte queste sensazioni tremende, ma anche di sollievo che almeno la Cice ha conosciuto i veri uomini, il vero amore, la rinascita da un abisso cupo e gelido contro il quale ha lottato vincendo assolutamente, mentre l'assassino nel cercare di trascinarla giù ha perso definitivamente la dignità di padre, la virilità, la dignità di uomo e la dignità di essere umano.
Cice ti voglio tanto bene, ti penso e ti sogno e sono fiero di essere tuo fratello, fratello di una donna che è riuscita a far crescere qualcosa dove c'è terra bruciata, fratello di una donna che ha saputo ricostruire tutto, molto molto meglio e più felice di prima.
martedì 8 ottobre 2013
Il mio impegno
Mi ritengo una persona abbastanza equilibrata, sincera, un po' giocherellone, che non si sente addosso l'età che ha, mi piace giocare e stare con i bambini, diciamo che...mi ci trovo a mio agio.
Mi piace l'equilibrio e la sincerità, a volte lo perdo l'equilibrio, ma poi lo ritrovo - d'altra parte sono un essere umano - sennò sarei troppo bravo.
Scusa la battuta Cice, ma so che ti farebbe piacere un po' di umorismo, anche se quando devo dire le cose come stanno e come le ho viste, non può esserci che tanta immensa tristezza e dolore.
Però questo blog non voglio che sia solo tristezza, ma anche speranza.
Beatrice non era uguale a me, lei è sempre stata una donna, anche da ragazza era già molto responsabile, riflessiva, ma le piaceva ridere, eccome se le piaceva, le piaceva stare in compagnia...eccome, le piaceva vivere...eccome!
Anche se non era sportiva, le piaceva giocare e vedere i suoi bambini farlo, non disdegnava nemmeno l'avventura, con attenzione e cautela, ma non aveva paura, non si tirava indietro.
Era autonoma, matura, di compagnia, allegra e scherzosa, sensibile e forte, lei lo era e continua ad esserlo... molto più dell’assassino.
Massimo Parlanti, una maschera, rideva con difficoltà, e quando lo faceva sembrava sempre che non gli appartenesse...non l'ho mai visto ridere di gusto, sinceramente...avete presente quando una persona "ride con gli occhi" oltre che con la bocca?...
Non aveva piacere "di avere gente intorno" a casa - lui - non ti faceva certamente sentire a tuo agio, sminuiva sempre tutto e tutti, non dava valore a niente ed a nessuno, ed in definitiva ...nemmeno a se stesso.
Un individuo vuoto, senza passioni, senza emozioni, neanche per se stesso, ma solo per l'idea che ha di se stesso...
Un individuo senza sogni e senza dignità, ma che programma tutto, puntualmente sui presupposti distorti di un animo corrotto... e fa di tutto per ottenerlo, come un adulto bizzoso e viziato all'estremo, che si sente superiore alle regole e non conosce il NO.
Non voglio demonizzare ad ogni costo questo soggetto, non mi serve a niente, ma voglio far capire quali sono le caratteristiche di un individuo che si mette in testa una cosa, perchè l'ha programmata e comunque nemmeno da quella trarrà soddisfazione, come non ne trae da niente.
la freddezza e l'asetticità di questo individuo - a detta anche di chi ha una certa esperienza - non si riscontra nemmeno in criminali più incalliti, che comunque hanno un codice, "un'etica", per così dire...
L'altro giorno in aula è apparso il suo spettro, sguardo basso e gli occhi vuoti, incavati nel suo aspetto già da tempo trasfigurato nell'ombra dell'uomo che non è mai riuscito ad essere...
Chissà se avrà il coraggio di venire all'udienza del 7 novembre, se avrà il coraggio di raccontare come sono andate davvero le cose...
Ho deciso di fare del Blog anche una specie di specchio di riflessione, perchè la Cice ci ha fatto anche un altro regalo: ci ha dato la possibilità di crescere, di diventare migliori.
E' un'occasione importante che ho io, ma che abbiamo tutti in generale, grazie a Beatrice.
Io ho deciso che mi voglio sempre ricordare e voglio ricordarlo a tutti coloro che hanno voglia di ascoltare, che insieme, in compagnia, in comunità:
- si supera tutto, si accetta tutto, ci si rende conto delle cose, delle situazioni...
- si dà il giusto peso alle situazioni, non vi si rimane invischiati in un vortice di orgoglio, agganciato ad un'idea di sé fasulla;
- i problemi molto molto spesso sono molto più piccoli di quanto crediamo;
- non succede di aggrapparsi all'idea di un vortice negativo in cui la salvezza dall'oblio è quella di "essere il meno infelice", dove chi non ha niente da dare, chi è vuoto dentro, per sentirsi meglio desidera solo che gli altri siano più infelici di lui.
Vivere la comunità ci aiuta, ci rende felici, ci fa sentire appagati, perché gli affetti, i valori, lo scambio continuo, il donare agli altri, porta inevitabilmente a condividere e ad aiutarsi l'un l'altro...a comprendere che la vita riserva già di suo brutte sorprese e che non è necessario crearne di altre.
Si capisce che da soli non si vale niente perché tutto necessariamente si rapporta agli altri, che da soli non lasceremmo niente, da soli buttiamo via il tempo...
In comunità si gioisce ed è un piacere gioire assieme, spargere e diffondere un po' di questa gioia anche a coloro che stanno soffrendo,... perché fa bene.
Perché ci si confronta e si cresce. Tutti. Si condivide, si trova il senso della vita: condividere e trasferire emozioni...di noi poi non resta altro in ogni caso: le emozioni...tutto ciò a cui è legata un'emozione vale la pena, è un regalo... e spesso chi lo fa è contento almeno quanto chi lo riceve.
Tutto quello che ha senso nella nostra vita, fateci caso, è legato ad altre persone.
Per questo cara Cice
mi impegno a migliorare;
mi impegno a sfidare me stesso;
mi impegno ad ascoltare i consigli sinceri;
mi impegno ad essere più tollerante, ma ad allontanare con più decisione la negatività contagiosa che - se tollerata troppo - si insinua nella nostra vita e devasta;
mi impegno ad essere più felice, a ridere ancora di più, anche quando è difficile, molto difficile;
mi impegno a far vedere di più come sono fatto dentro;
mi impegno a non trascurare più la leggerezza, la "pulizia" e la profondità;
mi impegno ad essere un uomo migliore... ogni giorno di più.
Non è facile, ma ci credo.
Nel tuo ricordo e per il bene di ciò che hai lasciato, dolce sorellina, Cice.
sabato 5 ottobre 2013
Perchè certe cose si devono sapere - parte 1
Qualche tempo fa dissi che sarei sceso in alcuni dettagli che al momento stavo tralasciando.
Ecco adesso riprenderò alcune cose già dette, ma questi dettagli voglio approfondirli, perché i tempi sono maturi.
Il 7 novembre é stata fissata l'udienza in cui ci sarà il dibattimento; in questa udienza verranno discussi gli elementi ed i fatti.
Questi fatti è giusto che siano noti, perché si possa capire bene.
Parto col ricordare che Parlanti, l'assassino, ha dichiarato che il graffio sul naso glielo avevano fatto i bambini...ricordate...tentando di scaricare in modo viscido e vile un peso così grave sui suoi figli, totalmente incurante dell'enorme danno che faceva loro: dopo avergli tolto la madre volontariamente e brutalmente, anche il peso del tentativo di un individuo misero che vuole ripararsi dietro due bambini.
E' un fatto che Parlanti la tuta da ginnastica la usasse solo in casa, è un fatto che quando usciva si cambiava sempre, fatto ampiamente confermato... però quel giorno, sembra strano, ma non l'ha fatto.
Come stranamente i vestiti dell'assassino non avevano nessuna
!nessuna! macchia di sangue, né suo, né di Beatrice...
sangue che ha lasciato molti segni altrove, in molti punti, avendo l'assassino fatto molte cose dopo aver ammazzato Beatrice.
Macchie che ci sono altrove, in molti posti, ma stranamente non sui suoi vestiti che stranamente sono quelli che non usava mai per uscire: ma Parlanti ha dichiarato di non essersi cambiato.
Nei giorni seguenti l'assassino continuava a negare e proclamarsi innocente fornendo versioni diverse, poco convincenti e non spiegando molte cose (che tuttora non ha spiegato), pur procurandosi subito l'assistenza di due legali.
Solo dopo la notizia della presenza del DNA, a poche ore dal responso, si costituisce - evidentemente ben consigliato - per ottenere il rito abbreviato.
A mio modesto parere la confessione è solo strumentale, però ognuno valuti ad ognuno con la propria testa.
Ricordo inoltre che Parlanti ha rubato i soldi dal portafogli di Beatrice, li ha usati ed il resto lo ha offerto alla sua nuova compagna come "minimo risarcimento"!
...
lo ripeto perché ancora mi sembra un'assurdità terrificante e spaventosa del modo di pensare più vergognoso ed infame, che io non riuscirei neanche ad immaginare: ha offerto i soldi rubati da Beatrice - la sua ex moglie che lui ha appena ammazzato - alla sua nuova compagna, come risarcimento minimo!
...risarcimento minimo...
Mi continuo a domandare come può meritare il rito abbreviato colui che ormai incastrato, confessa... è evidente e la sua confessione non dà più nessun contributo alla giustizia.
In questa situazione del resto ci siamo ancora: la sua confessione serve solo a lui e non spiega come sono andate le cose.
Pericolosa, profonda, strumentale e mercificante vigliaccheria di Parlanti, pericolosa si, perché tutti sono strumenti, usati per le sue macchinazioni...
e c'è chi pensa che ci sia qualcosa da recuperare?
...c'è chi pensa che sia una personcina perbene, c'è chi pensa di andare a trovare lui, piuttosto che Beatrice?
Ecco adesso riprenderò alcune cose già dette, ma questi dettagli voglio approfondirli, perché i tempi sono maturi.
Il 7 novembre é stata fissata l'udienza in cui ci sarà il dibattimento; in questa udienza verranno discussi gli elementi ed i fatti.
Questi fatti è giusto che siano noti, perché si possa capire bene.
Parto col ricordare che Parlanti, l'assassino, ha dichiarato che il graffio sul naso glielo avevano fatto i bambini...ricordate...tentando di scaricare in modo viscido e vile un peso così grave sui suoi figli, totalmente incurante dell'enorme danno che faceva loro: dopo avergli tolto la madre volontariamente e brutalmente, anche il peso del tentativo di un individuo misero che vuole ripararsi dietro due bambini.
E' un fatto che Parlanti la tuta da ginnastica la usasse solo in casa, è un fatto che quando usciva si cambiava sempre, fatto ampiamente confermato... però quel giorno, sembra strano, ma non l'ha fatto.
Come stranamente i vestiti dell'assassino non avevano nessuna
!nessuna! macchia di sangue, né suo, né di Beatrice...
sangue che ha lasciato molti segni altrove, in molti punti, avendo l'assassino fatto molte cose dopo aver ammazzato Beatrice.
Macchie che ci sono altrove, in molti posti, ma stranamente non sui suoi vestiti che stranamente sono quelli che non usava mai per uscire: ma Parlanti ha dichiarato di non essersi cambiato.
Nei giorni seguenti l'assassino continuava a negare e proclamarsi innocente fornendo versioni diverse, poco convincenti e non spiegando molte cose (che tuttora non ha spiegato), pur procurandosi subito l'assistenza di due legali.
Solo dopo la notizia della presenza del DNA, a poche ore dal responso, si costituisce - evidentemente ben consigliato - per ottenere il rito abbreviato.
A mio modesto parere la confessione è solo strumentale, però ognuno valuti ad ognuno con la propria testa.
Ricordo inoltre che Parlanti ha rubato i soldi dal portafogli di Beatrice, li ha usati ed il resto lo ha offerto alla sua nuova compagna come "minimo risarcimento"!
...
lo ripeto perché ancora mi sembra un'assurdità terrificante e spaventosa del modo di pensare più vergognoso ed infame, che io non riuscirei neanche ad immaginare: ha offerto i soldi rubati da Beatrice - la sua ex moglie che lui ha appena ammazzato - alla sua nuova compagna, come risarcimento minimo!
...risarcimento minimo...
Mi continuo a domandare come può meritare il rito abbreviato colui che ormai incastrato, confessa... è evidente e la sua confessione non dà più nessun contributo alla giustizia.
In questa situazione del resto ci siamo ancora: la sua confessione serve solo a lui e non spiega come sono andate le cose.
Pericolosa, profonda, strumentale e mercificante vigliaccheria di Parlanti, pericolosa si, perché tutti sono strumenti, usati per le sue macchinazioni...
e c'è chi pensa che ci sia qualcosa da recuperare?
...c'è chi pensa che sia una personcina perbene, c'è chi pensa di andare a trovare lui, piuttosto che Beatrice?
sabato 28 settembre 2013
La richiesta della difesa
Come si poteva leggere dai giornali ieri, la difesa ha chiesto i tabulati dei giorni precedenti l'assassinio di Beatrice, perché da un tabulato telefonico vuole costruire una dimostrazione: che l'omicidio che Parlanti ha messo in atto è stato un "impeto", non è premeditato.
...da un tabulato telefonico...badate bene, non da ma intercettazione, da un tabulato...
La difesa pensa evidentemente che da un tabulato si possa evincere che so...chi ha chiamato prima? ...certamente no, semplicemente perché il "prima" non lo dimostri con i tabulati - soprattutto poi dai tabulati non si dimostra quello che i tabulati non contengono: colloqui non telefonici, dialoghi, parole, etc...
Ecco a cosa si appiglia la difesa.
La sua difesa: un castello così grande su una base così piccola...
è naturale, proprio perché un individuo indifendibile ha dato incarico a ben due professionisti, di essere difeso: con una montagna di prove, testimonianze che chiariscono inequivocabilmente come si sono svolte le cose oltre alle sue stesse contraddizioni, come può convincere qualcuno che le cose sono andate diversamente?
Non può, semplicemente perché i fatti sono fatti e possono essere distorti fino ad un certo punto, non oltre...
Come vorrebbe fare a smentire i fatti?
Come ha fatto tentando di coinvolgere i suoi bambini? Sovvertendo e manipolando ogni cosa? Quale miserabile individuo sulla terra avrebbe questo atteggiamento vigliaccamente egocentrico?
Ma chi potrebbe credergli?...penso ne rimarrebbe sbigottito chiunque.
Nei prossimi post entrerò in alcuni dettagli dei fatti che non potevo rivelare in precedenza.
...da un tabulato telefonico...badate bene, non da ma intercettazione, da un tabulato...
La difesa pensa evidentemente che da un tabulato si possa evincere che so...chi ha chiamato prima? ...certamente no, semplicemente perché il "prima" non lo dimostri con i tabulati - soprattutto poi dai tabulati non si dimostra quello che i tabulati non contengono: colloqui non telefonici, dialoghi, parole, etc...
Ecco a cosa si appiglia la difesa.
La sua difesa: un castello così grande su una base così piccola...
è naturale, proprio perché un individuo indifendibile ha dato incarico a ben due professionisti, di essere difeso: con una montagna di prove, testimonianze che chiariscono inequivocabilmente come si sono svolte le cose oltre alle sue stesse contraddizioni, come può convincere qualcuno che le cose sono andate diversamente?
Non può, semplicemente perché i fatti sono fatti e possono essere distorti fino ad un certo punto, non oltre...
Come vorrebbe fare a smentire i fatti?
Come ha fatto tentando di coinvolgere i suoi bambini? Sovvertendo e manipolando ogni cosa? Quale miserabile individuo sulla terra avrebbe questo atteggiamento vigliaccamente egocentrico?
Ma chi potrebbe credergli?...penso ne rimarrebbe sbigottito chiunque.
Nei prossimi post entrerò in alcuni dettagli dei fatti che non potevo rivelare in precedenza.
venerdì 27 settembre 2013
26 settembre La prima udienza
Oggi 26 settembre 2013, prima udienza.
Dell'atmosfera, per me surreale, di discussione su documenti e formalità, ha fatto parte anche la presenza dell'assassino, o meglio del suo spettro, la cui vista non mi ha suscitato niente di che...d'altronde é ciò che é: un inutile nulla, se non fosse per quello che ha fatto.
Sapevamo che sarebbe stata una giornata sostanzialmente di formalità, anche se con la sua importanza.
L'aspetto surreale...essere li noi perché mia sorella non può essere più fra noi... Anche se in un certo modo mi sembrava quasi di sentirla fra i presenti...
É stata fissata l'udienza prossima, fra un mesetto. In attesa di una giustizia giusta.
Fino ad allora posterò qualche ulteriore fatto e qualche risultato delle indagini su cui ho sorvolato in passato.
Abbiamo incontrato due giornalisti, che saluto e ringrazio per la loro delicatezza.
Intanto anche ieri un altro caso di femminicidio...
domenica 22 settembre 2013
Tre giorni all'udienza
Giovedì ci sarà la prima udienza del processo all'assassino di Beatrice.
Aggiornerò il blog, metterò tutti gli elementi che potrò.
Inutile negare che questo appuntamento sia importante, così come é elevata l'aspettativa di giusta valutazione degli elementi ed in generale di giustizia. Perché si tratta della vita di una persona giovane, giusta e bella stroncata volontariamente, molto decisamente volontariamente, da un individuo incapace di tante cose, fra le quali la compassione e molte molte altre emozioni...ecco perché non penso sia possibile chiamarlo uomo o anche solo "persona".
Perché si tratta di tante vite...
Aggiornerò il blog, metterò tutti gli elementi che potrò.
Inutile negare che questo appuntamento sia importante, così come é elevata l'aspettativa di giusta valutazione degli elementi ed in generale di giustizia. Perché si tratta della vita di una persona giovane, giusta e bella stroncata volontariamente, molto decisamente volontariamente, da un individuo incapace di tante cose, fra le quali la compassione e molte molte altre emozioni...ecco perché non penso sia possibile chiamarlo uomo o anche solo "persona".
Perché si tratta di tante vite...
giovedì 19 settembre 2013
Il valore delle persone e della vita
Alla luce dei fatti e di quanto reso noto sull'assassino Parlanti e della sua personalità, riporto alcuni concetti espressi da una persona che non si può dire non abbia dato un contributo all'umanità. Le riporto senza ulteriori commenti ed al di fuori della situazione e dei miei commenti personali, che a qualcuno potrebbero sembrare "viziati" o pieni di rancore, vista la mia condizione di fratello di Beatrice: la donna ammazzata da Parlanti.
Non li commento.
"L'uomo che considera la propria vita e quella dei suoi simili senza senso non è soltanto sfortunato ma è quasi squalificatoAlbert Einstein.
Un augurio a tutti coloro che ne hanno bisogno.
Non li commento.
"I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati"
"Chi non riesce più a provare stupore e meraviglia è già come morto e i suoi occhi sono incapaci di vedere."
Un augurio a tutti coloro che ne hanno bisogno.
martedì 10 settembre 2013
La grande tristezza e la grande speranza
Voglio ricordare alcune parole che massimo parlanti scrisse ai miei genitori in una lettera diversi mesi prima di ammazzare Beatrice.
"Trasloco separazione e morte sono tre eventi che hanno gravi ripercussioni sulla mente dei bambini".
Ecco, massimo parlanti ha deciso di regalare ai suoi figli tutte e tre le cose, per sua scelta, non per delle pure casualità.
Lui ha tradito Beatrice, e lui ha promosso la separazione nonostante Beatrice gli avesse offerto un'altra possibilità.
Lui ha fatto in modo che Beatrice fosse costretta a traslocare non mancando di farla sentire osservata in quella casa ed anche non contribuendo in niente, perfino negli alimenti per i figli, neanche quando lavorava e viveva alle spalle della sua nuova compagna...ma preferiva fare le ferie all'estero
Lui ha deciso scientemente di ammazzare la mamma dei bambini, curando accuratamente anche i suoi alibi meschini ed assurdi.
Naturalmente tutto per il bene dei suoi figli direbbe lui...e se questa é l'idea di bene per i propri figli, allora comprendo bene il resto della sua concezione.
D'altra parte abbiamo potuto capire cosa pensa delle persone che lo costringono a guardasii allo specchio...e cosa riserva loro.
Lui ha definito Beatrice una "povera donna" che non avrebbe trovato altre persone...
Invece era proprio Beatrice ad essere apprezzata da tutti per le sue qualità, per il suo animo delicato, ma forte e determinato, come ampiamente dimostrato. Al contrario lui sempre subdolo e mai una emozione, questo ha trasmesso a chi gli viveva accanto...ed erano rimasti veramente pochi, nonostante le misere testimonianze che i suoi avvocati si sono sforzati di raccogliere: misere nel numero e nella sostanza. Misere come colui a cui si riferiscono.
Il poveretto, il meschino che si é auto condannato ad essere un demone, ad essere lo spettro di se stesso e dei suoi figli invece é proprio lui.
Questo individuo non ha nemmeno il coraggio di fare un gesto di dignità, neanche riesce ad assumerai la responsabilità di quanto ha fatto, d'altra parte gli é stato consentito di farlo per tutta la vita perché protetto in ogni azione dannosa e delinquenziale.
Arrampicarsi sugli specchi lo fanno i vili, ma se ci si appoggia qualcun altro stride parecchio e fa molto, ma molto rumore.
Qualcuno penserà che quanto scrivo é pieno di rabbia, pieno di rancore ed odio...beh non posso certo parlare con affetto di un mostro che mi ha tolto per sempre mia sorella, spero che possa essere compreso. Ameno da chi ha una sorella.
Piuttosto quanto scrivo é pieno di amore, di amore per la vita di mia sorella, di chi ha lasciato e delle persone perbene, che non possono continuare a perdere la vita per colpa di un malinteso.
Queste pagine contengono e conterranno gli elementi dell'omicidio di mia sorella, tutti quelli che conosco. Tutti quelli che spero di far conoscere e riconoscere in altre situazioni simili, perché le persone che li riconoscono possano rifletterci sopra e prendere la giusta decisone. Così come il riconoscere che questi soggetti, che decidono di trasformarsi in assassini senz'anima, sono e restano socialmente pericolosi e sovente non vogliono nemmeno essere aiutati, perché convinti di essere superiori.
Così anche la giustizia, e tutti coloro che credono di sapere, che hanno già capito tutto, tengano conto della pericolosità di questi soggetti.
Per il bene di chi può ancora sopravvivere, per il bene della nostra società?
Nel leggere queste pagine vi prego quindi di farlo in modo maturo, di leggere la grande tristezza, ma anche il grande amore per la vita delle persone perbene e la speranza di dare un contributo...per quanto possibile.
Un saluto a tutti in attesa dell'udienza.
"Trasloco separazione e morte sono tre eventi che hanno gravi ripercussioni sulla mente dei bambini".
Ecco, massimo parlanti ha deciso di regalare ai suoi figli tutte e tre le cose, per sua scelta, non per delle pure casualità.
Lui ha tradito Beatrice, e lui ha promosso la separazione nonostante Beatrice gli avesse offerto un'altra possibilità.
Lui ha fatto in modo che Beatrice fosse costretta a traslocare non mancando di farla sentire osservata in quella casa ed anche non contribuendo in niente, perfino negli alimenti per i figli, neanche quando lavorava e viveva alle spalle della sua nuova compagna...ma preferiva fare le ferie all'estero
Lui ha deciso scientemente di ammazzare la mamma dei bambini, curando accuratamente anche i suoi alibi meschini ed assurdi.
Naturalmente tutto per il bene dei suoi figli direbbe lui...e se questa é l'idea di bene per i propri figli, allora comprendo bene il resto della sua concezione.
D'altra parte abbiamo potuto capire cosa pensa delle persone che lo costringono a guardasii allo specchio...e cosa riserva loro.
Lui ha definito Beatrice una "povera donna" che non avrebbe trovato altre persone...
Invece era proprio Beatrice ad essere apprezzata da tutti per le sue qualità, per il suo animo delicato, ma forte e determinato, come ampiamente dimostrato. Al contrario lui sempre subdolo e mai una emozione, questo ha trasmesso a chi gli viveva accanto...ed erano rimasti veramente pochi, nonostante le misere testimonianze che i suoi avvocati si sono sforzati di raccogliere: misere nel numero e nella sostanza. Misere come colui a cui si riferiscono.
Il poveretto, il meschino che si é auto condannato ad essere un demone, ad essere lo spettro di se stesso e dei suoi figli invece é proprio lui.
Questo individuo non ha nemmeno il coraggio di fare un gesto di dignità, neanche riesce ad assumerai la responsabilità di quanto ha fatto, d'altra parte gli é stato consentito di farlo per tutta la vita perché protetto in ogni azione dannosa e delinquenziale.
Arrampicarsi sugli specchi lo fanno i vili, ma se ci si appoggia qualcun altro stride parecchio e fa molto, ma molto rumore.
Qualcuno penserà che quanto scrivo é pieno di rabbia, pieno di rancore ed odio...beh non posso certo parlare con affetto di un mostro che mi ha tolto per sempre mia sorella, spero che possa essere compreso. Ameno da chi ha una sorella.
Piuttosto quanto scrivo é pieno di amore, di amore per la vita di mia sorella, di chi ha lasciato e delle persone perbene, che non possono continuare a perdere la vita per colpa di un malinteso.
Queste pagine contengono e conterranno gli elementi dell'omicidio di mia sorella, tutti quelli che conosco. Tutti quelli che spero di far conoscere e riconoscere in altre situazioni simili, perché le persone che li riconoscono possano rifletterci sopra e prendere la giusta decisone. Così come il riconoscere che questi soggetti, che decidono di trasformarsi in assassini senz'anima, sono e restano socialmente pericolosi e sovente non vogliono nemmeno essere aiutati, perché convinti di essere superiori.
Così anche la giustizia, e tutti coloro che credono di sapere, che hanno già capito tutto, tengano conto della pericolosità di questi soggetti.
Per il bene di chi può ancora sopravvivere, per il bene della nostra società?
Nel leggere queste pagine vi prego quindi di farlo in modo maturo, di leggere la grande tristezza, ma anche il grande amore per la vita delle persone perbene e la speranza di dare un contributo...per quanto possibile.
Un saluto a tutti in attesa dell'udienza.
mercoledì 21 agosto 2013
Il video di Saverio Tommasi, profondità e delicatezza mentre l'assassino si arrampica sugli specchi
Nell'ultimo post ho citato qualcuno che si "annoia" a sentir parlare di femminicidio.
Si, qualcuno lo ha scritto l'altro giorno su di un post...
vorrei tanto capire se questa persona si annoia ugualmente a sentir parlare ogni giorno ad esempio di calcio mercato.
Non me ne voglia chi segue il calcio mercato, è un esempio, ma direi che potrebbe esserci qualche differenza sostanziale, forse questa persona non se ne accorge nemmeno.
Si, qualcuno lo ha scritto l'altro giorno su di un post...
vorrei tanto capire se questa persona si annoia ugualmente a sentir parlare ogni giorno ad esempio di calcio mercato.
Non me ne voglia chi segue il calcio mercato, è un esempio, ma direi che potrebbe esserci qualche differenza sostanziale, forse questa persona non se ne accorge nemmeno.
Nei giorni scorsi ho conosciuto Saverio e, anche se ci siamo visti qualche volta, posso dire che sia una persona veramente in gamba, un giornalista con talento, un artista competente, una persona con una sensibilità elevata.
Ci siamo parlati ed ha girato un video in cui anche io, oltre ad altre due donne (purtroppo la Cice non ha potuto fare come loro), raccontiamo tre vicende diverse, ma molto, molto simili.
Come ho sempre detto nel caso di Beatrice non c'erano stati episodi di violenza fisica, e proprio per questo insisto sulle diverse situazioni, i diversi contesti, sulle diverse maschere che prende lo stesso fenomeno, perché chi crede di confinarlo in ambiti lontani, sbaglia.
Si tratta sempre di individui dall'animo terrificante, tanto è profondo il baratro che hanno dentro, e capaci di fare quello che ha fatto Massimo Parlanti.
Per questo credo che il video che Saverio ha girato non sia una "rappresentazione" come molti servizi, ma una "spremuta di realtà", una spremuta concentrata in cui lui non ha aggiunto ciò che non ha ritenuto necessario, probabilmente perchè non era necessario.
Questo video mette in luce bene un aspetto fondamentale: sono vicende di tutti noi, non di quegli altri (e non perché si parla di Beatrice), ma finché problemi come questo e come tanti altri saranno "di quegli altri"...allora prolifereranno e si incancreniranno... e verrà il giorno in cui quegli altri saremo noi, o qualcuno di quelli che si annoiano.
Ricordo: una donna ogni tre giorni.
Il problema è che c'è chi si annoia a sentirne parlare...
non siamo a teatro, non siamo al cinema, vedete qualcuno che recita (tranne l'assassino)?
Il problema è che se un assassino ti ammazza la sorella, o la figlia, o la madre...non ti annoi più... ve lo posso assicurare.
Il problema è che comunque quando un tizio toglie volontariamente ad un'altra persona il futuro, massacrandola a calci e pugni e per sicurezza poi la strangola e nemmeno si sogna di pentirsi, anzi continua con le sue dinamiche subdole, si spegne una stella per tutti coloro che conoscono questa persona, il dolore dilaga e la stella non brilla più per nessun altro: tutti hanno perso qualcosa.
E' qui che non capisco più: gli sconti di pena, non capisco cos'altro c'è da ascoltare dall'assassino, non capisco cosa ci sia da difendere e con che stomaco si difenda ...si, per qualcuno è lavoro...ma che lavoro...
guai ridimensionare il diritto alla difesa, ma cosa c'è da difendere?
l'assassino si aggrapperà ad ogni minimo granello...opinioni, tante illazioni, ma...però...
il fatto è uno solo, ed è un fatto assolutamente inequivocabile: Massimo Parlanti si è organizzato perché ha voluto ammazzare volontariamente Beatrice...il resto sono barzellette...
La dignità...Parlanti non ha nemmeno quella, nemmeno il coraggio di dire la verità, ma solo tutto funzionale allo sconticino.
Ma il marcio resta dentro l'assassino...e continua a marcire di più,... la dignità: Parlanti non ha fatto nemmeno un gesto che possa avvicinarlo al concetto di dignità, che ovviamente neanche sa dove si trova.
Questo Il video di Saverio Tommasi, vi invito a seguirlo anche nelle altre attività proprio perché...
...perchè ne vale la pena.
Perché a volte dobbiamo risvegliarci, e non importa farlo sempre con l'austerità da etichetta.
Grazie Saverio
Il coraggio della giustizia
Se vogliamo che cambi qualcosa
ci vuole coraggio, coraggio di cambiare, di fare giustizia, di prendere in mano la situazione tutti insieme, si...tutti insieme, altrimenti ci sarà sempre chi dice che parlare di femminicidio è "noioso", è "una moda"...
ma ci rendiamo conto?
ci fa "noia", ripeto "noia"...qualunque altro sentimento ma "noia"?
c'è a chi fa noia ascoltare o affrontare il tema del femminicidio, un fenomeno per cui una donna ogni 3 giorni viene ammazzata...
ma cos'è? un intrattenimento?
L'altro giorno è uscito un nuovo articolo, eccolo: Articolo de La Nazione del 18/08/2013.
Sicuramente i legali di Massimo Parlanti, l'assassino di Beatrice, pensano che un tabulato telefonico sia la salvezza, vogliono ricamare qualche trama improbabile, che confonda, che crei dubbi...
su un tabulato telefonico? si poggiano su questo le difese?
Cosa vorrebbero inventare?
I fatti sono lampanti: Massimo Parlanti ha deliberatamente e volutamente ammazzato mia sorella Beatrice, prima massacrandola di botte e poi strangolandola, per sicurezza.
E' un fatto.
Botte che ha l'assassino ha perfino negato di aver, ma che sono del tutto evidenti dagli esami medici, si assassino, tu che ti preoccupavi se dall'autopsia potevano risalire a certi particolari... si, assassino, lo possono fare e con molta precisione.
Le lesioni che hai inferto a Beatrice mi risulta che tu ancora non le abbia spiegate...perchè cambi versione ed in ognuna non spieghi niente.
Si tu, Massimo Parlanti, codardo meschino, piccolo insignificante personaggio, ti appigli, vi appigliate a a cosa?
a dei tabulati telefonici...gli specchi...
offrono più appigli...
non vi è rimasto proprio altro...
l'unico fatto certo ed inequivocabile è che tu hai ammazzato Beatrice, con disprezzo, con coscienza, con volontà...
cosa altro pensi di poter dire?
niente di interessante, niente di serio, solo appigli e scuse infantili (su un fatto gravissimo, il più grave che tu abbia mai fatto...e ne hai fatte...) che confermano la vile nullità di chi cerca di sottrarsi alle conseguenze delle proprie azioni, come sempre si è stato incomprensibilmente concesso...
bel coraggio, grande uomo.
Ci vuole coraggio anche per stare al mondo, ci vuole coraggio per assumersi le responsabilità delle proprie azioni e tu, Massimo Parlanti, non l'hai mai avuto.
E non ci raccontare la storia che eri un imprenditore, perché ereditare un'impresa e chiuderla dopo due anni con un buco pauroso, lo sanno fare tutti, anche un bambino...sicuramente con meno danni.
Ci vuole coraggio, il coraggio di fare giustizia giusta e vera, sì ce ne vuole perché potrebbe non essere così facile. Cosa può raccontare chi ammazza con volontà la madre dei suoi figli e non dà segno alcuno di pentimento...nessuno! neanche la benchè minima traccia, anzi continua con i suoi meccanismi di intorbidimento, cosa può raccontare di sensato?
Coraggio che sicuramente il grand'uomo Massimo Parlanti non avrà per parlare all'udienza e spiegare.
Coraggio che a te Cice, non è sicuramente mancato, coraggio di affrontare una situazione che avrebbe visto molti scappare (e non ci sarebbe stato niente da biasimare in chi lo avesse fatto), il coraggio di affrontare il marcio che stavi vedendo... perché anche scoprire che accanto avevi un individuo marcio dentro, non è facile. il coraggio di riprendere in mano la tua vita, il coraggio di continuare a ridere nonostante tutto.
Questo coraggio, il tuo coraggio Cice, lo porteremo avanti anche noi. Sicuro.
ci vuole coraggio, coraggio di cambiare, di fare giustizia, di prendere in mano la situazione tutti insieme, si...tutti insieme, altrimenti ci sarà sempre chi dice che parlare di femminicidio è "noioso", è "una moda"...
ma ci rendiamo conto?
ci fa "noia", ripeto "noia"...qualunque altro sentimento ma "noia"?
c'è a chi fa noia ascoltare o affrontare il tema del femminicidio, un fenomeno per cui una donna ogni 3 giorni viene ammazzata...
ma cos'è? un intrattenimento?
siamo arrivati a questo livello?
per adesso non commento oltre...
femminicidio: termine che non dovrebbe essere nemmeno usato, perché non trovo ragioni per dover dare un nome ad una cosa abominevole: ricordo che spesso si parla di padri che ammazzano la madre dei loro stessi figli...se non è abominevole questo...L'altro giorno è uscito un nuovo articolo, eccolo: Articolo de La Nazione del 18/08/2013.
Sicuramente i legali di Massimo Parlanti, l'assassino di Beatrice, pensano che un tabulato telefonico sia la salvezza, vogliono ricamare qualche trama improbabile, che confonda, che crei dubbi...
su un tabulato telefonico? si poggiano su questo le difese?
Cosa vorrebbero inventare?
I fatti sono lampanti: Massimo Parlanti ha deliberatamente e volutamente ammazzato mia sorella Beatrice, prima massacrandola di botte e poi strangolandola, per sicurezza.
E' un fatto.
Botte che ha l'assassino ha perfino negato di aver, ma che sono del tutto evidenti dagli esami medici, si assassino, tu che ti preoccupavi se dall'autopsia potevano risalire a certi particolari... si, assassino, lo possono fare e con molta precisione.
Le lesioni che hai inferto a Beatrice mi risulta che tu ancora non le abbia spiegate...perchè cambi versione ed in ognuna non spieghi niente.
Si tu, Massimo Parlanti, codardo meschino, piccolo insignificante personaggio, ti appigli, vi appigliate a a cosa?
a dei tabulati telefonici...gli specchi...
offrono più appigli...
non vi è rimasto proprio altro...
l'unico fatto certo ed inequivocabile è che tu hai ammazzato Beatrice, con disprezzo, con coscienza, con volontà...
cosa altro pensi di poter dire?
niente di interessante, niente di serio, solo appigli e scuse infantili (su un fatto gravissimo, il più grave che tu abbia mai fatto...e ne hai fatte...) che confermano la vile nullità di chi cerca di sottrarsi alle conseguenze delle proprie azioni, come sempre si è stato incomprensibilmente concesso...
bel coraggio, grande uomo.
Ci vuole coraggio anche per stare al mondo, ci vuole coraggio per assumersi le responsabilità delle proprie azioni e tu, Massimo Parlanti, non l'hai mai avuto.
E non ci raccontare la storia che eri un imprenditore, perché ereditare un'impresa e chiuderla dopo due anni con un buco pauroso, lo sanno fare tutti, anche un bambino...sicuramente con meno danni.
Ci vuole coraggio, il coraggio di fare giustizia giusta e vera, sì ce ne vuole perché potrebbe non essere così facile. Cosa può raccontare chi ammazza con volontà la madre dei suoi figli e non dà segno alcuno di pentimento...nessuno! neanche la benchè minima traccia, anzi continua con i suoi meccanismi di intorbidimento, cosa può raccontare di sensato?
Coraggio che sicuramente il grand'uomo Massimo Parlanti non avrà per parlare all'udienza e spiegare.
Coraggio che a te Cice, non è sicuramente mancato, coraggio di affrontare una situazione che avrebbe visto molti scappare (e non ci sarebbe stato niente da biasimare in chi lo avesse fatto), il coraggio di affrontare il marcio che stavi vedendo... perché anche scoprire che accanto avevi un individuo marcio dentro, non è facile. il coraggio di riprendere in mano la tua vita, il coraggio di continuare a ridere nonostante tutto.
Questo coraggio, il tuo coraggio Cice, lo porteremo avanti anche noi. Sicuro.
sabato 3 agosto 2013
La mela marcia ed il mondo al contrario: mi riguarda o non mi riguarda?
Grazie Ilaria perché nel tuo commento molto profondo e competente all'ultimo post, mi hai dato modo di approfondire altre tematiche, vi assicuro infatti che spesso leggiamo una notizia, qualunque cosa e pensiamo di esserne già padroni, di poter esprimere un giudizio compiuto.
La vicenda di mia sorella Beatrice, ma anche molte altre nella vita che ho visto passarmi accanto, molto vicine, mi hanno insegnato molto.
Intanto ho imparato che per poter esprimere un giudizio bisogna informarsi molto molto bene, sennò si cade nel solito populismo e nei concetti acchiappa bischeri.
Per questo cara Ilaria, ti rispondo con un nuovo post, proprio per la dimensione del commento che mi hai suscitato.
Grazie ancora Ilaria.
Purtroppo cara Ilaria, più che andiamo avanti, più che mi
informo, più che faccio esperienza su diversi fronti, e più che mi appare evidente che il nostro è il paese dell'incontrario.
Siamo davvero alla frutta...ma dopo la frutta non c'è più niente, tutto è stato
già consumato, tutto è stato già sciupato ed è difficile credere in qualcosa,
per chi è onesto e sensibile.
Non ci si rende conto di quanta e quale sia la
forza di chi continua a credere in qualcosa,... perchè è proprio difficile credere in qualcosa dopo certi fatti. Magari non sappiamo nemmeno di
preciso in cosa crediamo, probabilmente in qualcosa di più profondo come la coscienza e la consapevolezza sulla vita.
Tutti rinchiusi nel proprio orticello, annichiliti, forse
impauriti...il pericolo è che diventino due le opzioni: o ti trasformi in
delinquente o te ne stai buono e fermo perchè non sono affari tuoi.
Il proprio orticello...sempre più stretto, sempre più
piccolo, con sempre meno frutti,...ma ci va bene così...
Il proprio orticello... fino a quando non ci sarà più nemmeno quello...
Allora o siamo pronti a reagire oppure ci facciamo annientare.
A noi
la scelta, ma se viene fatta troppo tardi, ci mangeremo solo le mani, perchè sarà troppo tardi.
Molta gente in Italia non ha capito ancora: uniti si può cambiare, si può reagire anche contro le ingiustizie, dobbiamo essere pronti a metterci in gioco
per il futuro, per noi stessi, perché è inutile sperare: prima o poi tocca a noi.
La coscienza collettiva: le difficoltà di una vita normale sono già tante... e si possono affrontare insieme: ma ci sono persone a cui non bastano! e ne devono creare altre, più terribili, che travolgono tutti.
Questo non
l'abbiamo capito. Sentiamo le notizie che ci riportano: hai sentito di quello,
hai visto cosa è capitato a quell'altro...prima o poi tocca a noi, o pensiamo
di essere davvero immuni?
Scordatevelo.
Se pensiamo che una cosa sia ingiusta dobbiamo combattere
perchè lo diventi giusta, perchè poi quando toccherà a noi continuerà ad essere
ingiusta ed allora sarà troppo tardi per combattere l'ingiustizia. E sarà
l’ingiustizia che abbiamo sempre tollerato, quindi dovremo stare zitti e sorbirla.
Oppure siamo quei furbacchioni-delinquenti che campano - o
meglio sopravvivono - sul filo del rasoio, sempre a fare slalom al limite del
lecito e spesso abbondantemente ben oltre il lecito con il solo sogno di
metterlo in tasca agli altri e nessun vero sogno per se stessi.
Loro pensano di avere un sogno, ma in realtà non hanno
nemmeno quello; se riuscissero a riflettere se ne renderebbero conto.
Chiedetevelo:
qual è il mio sogno?
...ne potete anche avere due...non è un gioco dove se lo
esprimi si avvera.
Molti pensano di avere un sogno, rincorrono qualcosa e non
sanno nemmeno cosa e spesso nemmeno perchè. Si fanno rincorrere dalla vita: la
vita ti cambia ed a volte sei costretto tuo malgrado a cambiare vita o per
errori tuoi o di altri. Ma non accetto che ci sia chi vive con l'obiettivo di
distruggere le vite degli altri perchè non sa fare altro, non accetto che ci
sia chi lo aiuta a farlo - anche dopo che ha devastato quasi tutto quello che poteva -, non accetto che chi ha subìto un torto trovi
l'antigiustizia che lo perseguita peggio di prima: come si può sperare che per
esempio queste donne denuncino ed escano dal vortice malefico se dopo si
trovano peggio di prima... ma dove stiamo vivendo??? ...ci siamo resi conto di
che paese abbiamo creato?
si, perchè l'abbiamo creato noi, anche stando zitti e non facendo niente si fanno danni enormi, e per chi ci crede, si fa peccato e qualche volta è anche reato: si chiama "omissione".
... a me rimane la convinzione che se non togli la
mela marcia dal cesto, tutto il cesto diventa marcio e le poche mele buone si
sentono estranee, abbandonate e non capiscono perchè deve essere promosso il degrado.
Le mele buone o escono dal cesto o diventeranno
marce anche loro.
Spesso ci teniamo le mele marce e poi ci lamentiamo che la frutta non è così buona...è questo che facciamo anche quando commentiamo tutte le notizie sui vari fatti assurdi che sentiamo. E' questo che stiamo facendo: siamo artefici del degrado ma ce ne lamentiamo...e continuiamo a farlo, senza che ci siano segnali di comprensione.
Come possiamo risolvere questioni e situazioni come quella che mi è stata segnalata ed ho riproposto nel post precedente?
Una donna molestata denuncia e cosa succede? è lei a vivere come una reclusa, nessun provvedimento per il molestatore: è possibile che siamo in grado solo di condannare la vittima ad una vita da reclusa?
Non sta funzionando...!!!!
È fondamentale allontanare le mele marce e curare quelle
sane, e non il contrario, sennò tutto va in putrefazione…
A che punto vi sembra che siamo?
Io intanto invito chiunque abbia voglia all’udienza del
processo dell’assassino Massimo Parlanti, si: il grand’uomo che è fermamente
convinto di poter calpestare tutto e tutti… che ha continuato ad ingannare e
mentire di continuo prima, durante e dopo, anche dopo... pensate la freddezza e la supponenza,
lui pensava addirittura di poter risolvere con i servizi sociali…cioè ammazzi
una persona e perché ti chiami Parlanti allora non è una cosa così seria.
Questo individuo crede di potere prendere in giro tutti: dagli
inquirenti (dando versioni sempre diverse…ce ne sono almeno tre…), al P.M., ai
Giudici,…insomma tutti.
Non ha la benché minima considerazione per l’intelletto degli
altri, rispetto al quale lui si sente molto al di sopra.
Non credo proprio che un giudice si faccia ingannare da un
tale individuo, sarebbe una grande sconfitta. Vedremo.
Per ora mi fermo, ma ci ritornerò sopra.
Un saluto Lorenzo
martedì 30 luglio 2013
Femminicida non è solo chi uccide
Ringrazio l'anonimo che nell'ultimo post ha commentato segnalando un link ad un articolo molto importante, che ripropongo qui sotto:
Repubblica.it -La mia vita prigioniera in fuga dall'amore violento
...nel frattempo l'altro ieri è stata uccisa un'altra donna a Marina di Massa...
In questo articolo si può capire qualcosa della "condanna delle vittime".
Si la condanna delle vittime, che inevitabilmente avviene, soprattutto se non si riesce a fare qualcosa di veramente serio per arrestare definitivamente questi individui.
Voglio prendere come spunto la vicenda di questo articolo per far capire qualche altra cosa che abbiamo capito a nostre spese (anzi a spese di Beatrice) sul femminicidio.
Questo articolo, questa lettera di una persona vera, con una vicenda vera, che sta vivendo una vita vera, fa capire come il femminicida non è solo chi ammazza, ma soprattutto è chi vuole annientare la persona.
Con qualsiasi mezzo, dai più sottili ed apparentemente trascurabili, ai più violentemente inequivocabili.
L'articolo è importante perchè vi si ritrovano tutti gli elementi classici che preludono all'ormai "solito tragico epilogo" (già queste tre parole mi sembrano un'assurdità per una società civile quale ci vantiamo di essere).
La cosa preoccupante è che non è sempre così ...evidente...
nel caso dell'articolo i segnali sono macroscopici e la difficoltà era quella di "uscire" da un determinato meccanismo: il solito.
In altri casi (come quello di mia sorella) questi segnali non erano così evidenti e non ci saremmo mai nemmeno sognati quello che poteva accadere.
Beatrice non era in condizioni così palesi di costrizione e si sarebbe ribellata a certe limitazioni simili alla reclusione.
Questo non sminuisce minimamente la signora dell'articolo, perché le dinamiche sono sempre molto diverse. E' un fatto, tant'è che da sola ha fatto certe scelte.
Beatrice non ha dovuto rinunciare ai suoi contatti con l'esterno, tant'è che era lei a fissare sempre con parenti ed amici;
Beatrice non aveva rinunciato al suo lavoro, anzi negli ultimi tempi era l'unica a mandare avanti la famiglia nell'attesa che lui trovasse un lavoro... "degno di lui";
Beatrice non era oggetto delle famigerate improbabili gelosie, dietro le quali si nascondono questi inutili individui: anzi è stato Massimo Parlanti - l'assassino - a tradirla e ad ammetterlo con una certa fierezza mista a distacco millantando la semplicità della sua riuscita, proprio con Beatrice (a sottolineare...vedi che grand'uomo che sono?...si, proprio un grand'uomo...)
Beatrice era una donna emancipata, era lei a tenere spesso i contatti con il mondo, ed era lui a scansarlo...ed il mondo scansa altrettanto volentieri lui: quando andavi a trovarli l'accoglienza di lui era decisamente sotto la soglia minima della decenza, anche con i suoi familiari, che denigrava come tutti gli altri anche di fronte a noi.
Interveniva solamente quando c'era da sminuire qualcuno o qualcosa, compresa mia sorella, e spesso - vigliaccamente - lo faceva quando lei cambiava stanza...
Tutto questo per dire che i segnali non sono sempre quelli soliti e macroscopici: la gelosia insensata ed improbabile, il controllo e la costrizione fisica, il divieto di uscire di casa, di frequentare altre persone - soprattutto se uomini - fino all'eliminazione dei numeri di telefono, la violenza fisica, le umiliazioni al limite dello schiavismo, etc...
Per Beatrice tutto questo non c'era in modo evidente, c'erano tanti altri piccoli segnali, più subdoli, che hanno fatto sottovalutare a tutti la situazione, a tutti...probabilmente tranne qualcuno che sapeva e conosceva meglio certi dettagli e certi segnali...
Credo profondamente che se avessimo conosciuto certi segnali, conosciuto certe dinamiche, qualcosa avremmo potuto fare anche se pare se lo fosse messo decisamente in testa e probabilmente Beatrice l'aveva scansata già una volta, senza che nessuno se ne rendesse conto.
I segnali da tenere d'occhio sono molti e molti altri ancora:
- le richieste di rinuncia a qualche piccola libertà, di rinuncia a qualche piccolo pezzo di voi stesse
- la tendenza alla chiusura in un mondo sigillato anche dell'intero nucleo familiare,
- la tendenza strisciante a creare le condizioni per diventare il signore del feudo,
- la tendenza a proporsi come il detentore della verità, sminuendo continuamente gli altri e magnificando la propria inettitudine,
- la sfida continua che mina l'orgoglio, le frasi "vai da mammina", "senza la mamma non sai far niente" o simili.
Tutte quei segnali di incapacità di confrontarsi col mondo, con la vita vera, di soggetti incapaci... anche di sognare.
Attenzione a questi meccanismi che avvengono anche molto lentamente a seguito di un lavoro paziente, meticoloso e continuo.
Adesso ne conosciamo bene i meccanismi ormai e ne abbiamo ampia, amplissima prova.
E se non cambia qualcosa nelle pene più severe, negli strumenti di difesa, questi meccanismi si ripropongono in chi ha visto questo modello come l'ambiente naturale.
Ecco perché vittima non è solo chi ha perso la vita oggi, ma chi crescerà pensando che questo sia normale e chi potrà perderla domani.
Per prima cosa dobbiamo allontanare la mela marcia, infetta. Perché non c'è altro da fare.
Allontanarle dalla società e dalle vittime in vita, altrimenti condanniamo i frutti buoni perché manca il coraggio di essere risoluti, di prendere una decisione...non voglio pensare che manchi la capacità di prendere decisioni.
Poi dobbiamo prenderci cura di coloro che sono stati più vicini a questi frutti marci e malefici. Altrimenti la loro sudicia inettitudine continua a mietere vittime, a contagiare e dilaga.
Dobbiamo fare qualcosa perché femminicida non è solo chi uccide, ma chi con pazienza lavora per annientare una persona.
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