Buongiorno a tutti e viva l'Italia.
Oggi affronto uno dei temi, degli effetti, dei segnali - chiamateli come vi piace - io lo chiamo uno fra i tanti altri problemi che si aggiungono a quelli da affrontare, dal momento che viviamo in un paese dove il paradossale ed il surreale è all'ordine del giorno.
Qui siamo di fronte ad un paese che mette il suo approccio grottesco contro le vittime, che devono cavarsela
t o t a l m e n t e
da soli.
Siamo nel paese dove niente è facile, dove "ehhhh, le cose sono complesse...",
dove "eeehh, non ci si può far nulla..." come se nella vita normale, in questo paese ed in questo periodo, non ce ne fossero a sufficienza.
Questo il link a L'articolo de La Nazione di Lucia Agati, dove uno dei paradossi più freschi viene riassunto in modo molto efficace lo stato di fatto.
In effetti l'anno scorso andammo all'INPS per informarci in merito alla pensione per un supporto al sostentamento dei bambini: poca cosa, ma almeno è un supporto alle spese necessarie per farli crescere.
Procedemmo con la procedura presso il CAF (perché niente va avanti automaticamente quando hai qualche diritto, altro si; ma non è questo il problema, ci si informa e si fa).
Il diritto era maturato, almeno questo (perché ci sono dei requisiti minimi...magari questo come tutta l'esperienza che stiamo facendo in merito, l'affronto nella sezione NOTIZIE UTILI).
A quanto dice l'articolo voglio solo aggiungere qualche dettaglio.
Poco tempo dopo avere effettuato gli atti necessari, hanno iniziato ad arrivare le quote della pensione ai bambini, ripeto dai calcoli fatti era poca cosa, ma scopriamo che di poca cosa arrivava ancora meno (circa il 40% in due).
Ci siamo informati e risultava il diritto dell'assassino in quanto "vedovo" (poverino) alla quota del 60% sulla pensione di reversibilità indiretta dal lavoro di Beatrice.
Primo paradosso: Beatrice continua ad essere l'unica a provvedere ai suoi figli anche adesso che non c'è più... mentre chi c'è, con tutta la sua attenzione...fa ben altro.
Lo sapevamo quindi già da tempo, ed all'INPS ci avevano fatto illudere, non per loro colpa - ma probabilmente per un ragionamento sensato - che dopo la sentenza di condanna, questa "discrepanza" si sarebbe sanata.
In effetti razionalmente si può pensare che - ancorché reo confesso - finché non c'è una sentenza non c'è niente che sancisca che un assassino non debba trarre profitto dall'omicidio da lui commesso.
Concediamo anche questo all'assassino.
Ma i ragionamenti razionali, la logica, la ragionevolezza non sono contemplate in questo paese: non ci si può proprio sperare.
Questa, semmai è stata la grave colpa dei funzionari INPS: la presunzione di ragionevolezza del sistema della giustizia e del sistema paese (sempre minuscolo, perché purtroppo si constata puntualmente ed inevitabilmente che siamo un paese minuscolo).
Riguardo all'INPS devo constatare che nonostante le persone che ho incontrato siano state molto gentili e professionali, non c'è verso di affrontare niente senza dover prendere ferie: per andare nella sede più vicina si deve andare di mattina e non c'è verso impiegare meno di 1-2 ore, mentre il "call center",
il call center...
...il call center...
...chi?
inutile...
Fatta questa breve parentesi torniamo al problema.
Il problema è che dopo la sentenza di colpevolezza...non è cambiato niente.
All'assassino spetta ancora la sua pensione di reversibilità, premio per aver ammazzato mia sorella, che "l'ha generata" in favore degli eredi.
Perché?
chiedo io.
Risposta: "la legge dice così ed almeno che non ci sia una dichiarazione di indegnità a succedere" (cioè che un assassino non sia degno di essere erede di chi ha ammazzato: Beatrice), è un suo diritto che resta attivo a vita, a meno che lui non si risposi".
Bene.
A questo punto mi scappa da sorridere proprio allo sportello INPS: è inevitabile la sensazione di vivere in un paradosso, in un luogo, in un tempo in cui l'assurdo diventa la regola, in cui il surreale diventa prepotentemente più tangibile del reale, in cui ti si confondono tutti i valori, in cui ti domandi se quello che ti hanno detto è veramente quello che hai sentito...
Chiedo conferma.
Sento la stessa cosa, le parole sono diverse: allora avevo capito bene.
Tralascio di riferire il suggerimento che mi è stato dato.
Magari con tutta la comprensione e l'empatia, che effettivamente ho percepito.
Ma con altrettanta comprensione non posso trattenermi dal fare una risata.
Grazie lo stesso.
Mi domando: come? uno che ammazza sua moglie non viene automatico che non possa ereditare da lei???
Evidentemente NO.
La domanda a cui ancora oggi non riesco a dare risposta è: abbiamo una legge assurda e demenziale, fatta per i delinquenti, oppure semplicemente la giustizia, nella fattispecie il giudice si è scordato qualcosa, si è distratto ulteriormente per qualche attimo di troppo?
Inevitabilmente deve essere una di queste due possibilità.
Non ci sono alternative.
Premesso che ripeto, sono poca cosa, ma non credo che si possa ragionare col concetto che "in qualche modo dovrà pur campare anche lui"...
se qualcuno lo pensasse si dovrebbe dedurre che è un delinquente alla pari di Massimo Parlanti, e lo sta giustificando.
Risposta inevitabile: in qualche modo doveva pur campare anche Beatrice!
...ed i suoi figli!
...e magari anche noi che abbiamo l'onere e l'onore di farli crescere supportandone lo sviluppo come persone responsabili e forti con principi sani e con un grande equilibrio, senza prendere ad esempio tutto quello che gli è capitato e che la nostra giustizia, il nostro sistema, i nostri soggetti alternativi, fanno di tutto per giustificare come "non così sbagliato".
Una donna vera e forte ammazzata da un individuo che non è mai riuscito ad essere uomo. Per non sottovalutare cosa è successo alla Cice: la mia sorella ed amica di tutti! Per lei, per i suoi bambini, per tutti gli altri e per tutte le altre donne che non sanno quanto sia vicino questo pericolo. Persone normalissime travolte dall'inimmaginabile. Femminicidio: parola strana ma eloquente, nasconde un mondo occulto e subdolo, di personaggi bestiali, doppi e perversi, vuoti dentro.
domenica 30 marzo 2014
sabato 29 marzo 2014
Nuova sezione del blog - Procedure e suggerimenti
Questo post sarà brevissimo.
Solo per dire che tutte le schifezze (non saprei proprio come altro chiamarle) che abbiamo incontrato, stiamo incontrando ed incontreremo e che racconto troveranno man mano uno spazio in una sezione apposita (attualmente in costruzione), dove voglio scrivere alcuni consigli, indicazioni ed esperienze, soluzioni o problemi incontrati durante tutto il nostro percorso.
Naturalmente queste sono lungi dall'essere risolutive o sostitutive del supporto di un legale, ma almeno racconto qual'è la nostra esperienza e quali sono state le soluzioni a certi problemi ed assurdità.
Perché spesso si parla di assurdità.
Questo è il primo passo verso la trasformazione del blog in una cosa più concreta.
Poi se chi si era fatto avanti per promuovere un progetto, volesse dare dimostrazione di coerenza... sa già come trovarmi, dato che lo ha già fatto in passato. Ora poi è ancora più facile perché ha tutti i miei riferimenti.
A presto.
Si perché su FB ho già postato la nostra "scoperta sensazionale", ma qui la devo affrontare con più dettagli.
Solo per dire che tutte le schifezze (non saprei proprio come altro chiamarle) che abbiamo incontrato, stiamo incontrando ed incontreremo e che racconto troveranno man mano uno spazio in una sezione apposita (attualmente in costruzione), dove voglio scrivere alcuni consigli, indicazioni ed esperienze, soluzioni o problemi incontrati durante tutto il nostro percorso.
Naturalmente queste sono lungi dall'essere risolutive o sostitutive del supporto di un legale, ma almeno racconto qual'è la nostra esperienza e quali sono state le soluzioni a certi problemi ed assurdità.
Perché spesso si parla di assurdità.
Questo è il primo passo verso la trasformazione del blog in una cosa più concreta.
Poi se chi si era fatto avanti per promuovere un progetto, volesse dare dimostrazione di coerenza... sa già come trovarmi, dato che lo ha già fatto in passato. Ora poi è ancora più facile perché ha tutti i miei riferimenti.
A presto.
Si perché su FB ho già postato la nostra "scoperta sensazionale", ma qui la devo affrontare con più dettagli.
sabato 22 marzo 2014
La ricostruzione dei fatti di "Amore Criminale"
Per chi l'avesse persa, qui di seguito potete rivedere
La puntata di Amore Criminale
dove c'è la ricostruzione della vicenda della mia sorella Beatrice.
Alcuni dettagli della ricostruzione non potevano che essere immaginati da chi non c'era la sera che l'abbiamo ritrovata, quindi il mio punto di vista di quelle ore è molto più terrificante: dalla telefonata che mi informava della non rintracciabilità di Beatrice, al viaggio della ricerca, alla tensione al dolore ed alla rabbia di quei momenti, in cui tutti sapevamo che avevamo accanto il suo assassino.
Altri probabilmente sono stati smorzati perché in prima serata sarebbero risultati troppo cruenti, purtroppo cruenta è stata la realtà: è sufficiente rivedere la parte in cui viene ricostruita l'aggressione di Massimo Parlanti su mia sorella ed ascoltare (cosa che oggi facciamo poco purtroppo) il medico legale.
il medico legale parla di lesioni terribili da calci, pugni e via discorrendo, lesioni perfino al cuore...immaginatevi cosa deve essere stato per Beatrice.
Purtroppo la ricostruzione deve probabilmente seguire certe regole e, per non risultare traumatizzante, va a finire che si toglie spazio alla realtà.
Forse è lo stesso processo mentale che ha seguito il giudice...troppo brutto per essere vero...meglio fermarsi alla sola evidenza e non guardare altro.
Ma la realtà è stata realmente questa, basterebbe vedere le foto, basterebbe leggere il referto medico (che non è escluso che pubblichi), basterebbe esserci stati quella sera...
non è stato uno strangolamento da colluttazione alla pari: è stato una pestaggio, un massacro che da solo poteva bastare ad ammazzarla, poi, però per averne certezza l'ha strangolata, non soffocandola, ma rompendole l'osso iodie...insomma quello che fa respirare, che se lo rompi non puoi proprio più respirare per ostruzione "meccanica".
Ringrazio la redazione e gli autori.
La puntata di Amore Criminale
dove c'è la ricostruzione della vicenda della mia sorella Beatrice.
Alcuni dettagli della ricostruzione non potevano che essere immaginati da chi non c'era la sera che l'abbiamo ritrovata, quindi il mio punto di vista di quelle ore è molto più terrificante: dalla telefonata che mi informava della non rintracciabilità di Beatrice, al viaggio della ricerca, alla tensione al dolore ed alla rabbia di quei momenti, in cui tutti sapevamo che avevamo accanto il suo assassino.
(Ricordo bene che quando chiesi ad alta voce cosa avesse fatto al naso quel maledetto, qualcuno mi disse anche "su, via...non cominciamo..., controlliamoci"...
e mi sono controllato fin troppo: ma è stato meglio così.)
Altri probabilmente sono stati smorzati perché in prima serata sarebbero risultati troppo cruenti, purtroppo cruenta è stata la realtà: è sufficiente rivedere la parte in cui viene ricostruita l'aggressione di Massimo Parlanti su mia sorella ed ascoltare (cosa che oggi facciamo poco purtroppo) il medico legale.
il medico legale parla di lesioni terribili da calci, pugni e via discorrendo, lesioni perfino al cuore...immaginatevi cosa deve essere stato per Beatrice.
Purtroppo la ricostruzione deve probabilmente seguire certe regole e, per non risultare traumatizzante, va a finire che si toglie spazio alla realtà.
Forse è lo stesso processo mentale che ha seguito il giudice...troppo brutto per essere vero...meglio fermarsi alla sola evidenza e non guardare altro.
Ma la realtà è stata realmente questa, basterebbe vedere le foto, basterebbe leggere il referto medico (che non è escluso che pubblichi), basterebbe esserci stati quella sera...
non è stato uno strangolamento da colluttazione alla pari: è stato una pestaggio, un massacro che da solo poteva bastare ad ammazzarla, poi, però per averne certezza l'ha strangolata, non soffocandola, ma rompendole l'osso iodie...insomma quello che fa respirare, che se lo rompi non puoi proprio più respirare per ostruzione "meccanica".
Probabilmente ragioni televisive hanno imposto che fosse rappresentata così: in modo più tenero.
Fatta eccezione per questi dettagli, che posso comprendere, la ricostruzione è stata neutra ed attinente, mi è sembrata una ricostruzione seria, non romanzata o spettacolarizzata. Questo l'ho apprezzato.
Ringrazio la redazione e gli autori.
giovedì 13 marzo 2014
Una ricostruzione per Beatrice
Ringrazio in ogni caso le persone che abbiamo incontrato, professionali, serie e delicate al contempo.
Ringrazio anche perché è facile scordarsi o trascurare un nome o delle generalità su un documento, è facile trascurarle banalizzando in concetti come gelosia, raptus, ed altre - scusate il termine - minchiate, che non esistono nemmeno scientificamente.
è facile quando questa persona non può più obiettare,
è facile nei servizi giornalistici,
è facile in quelli televisivi,
è facile in un'aula, dove - a tavolino - fondamentalmente si leggono delle narrazioni su di un nome...un po' come un thriller, magari commovente, ma in aula l'assassino è li che cerca di difendersi, la vittima non c'è, non può più dire come è andata realmente: quella sarebbe la vera versione da ascoltare o almeno da ricercare.
Ma quel nome corrisponde ad una persona, a cui è stato tolto non solo il sogno, ma anche la stessa e sola possibilità di sognare.
Ho scritto questa cosa per informazione e nella speranza che quanto hanno ricostruito restituisca un po' di spazio alla realtà dei fatti, delle situazioni e delle persone.
Spero che si possano comprendere i terrificanti momenti, le emozioni, tutto ciò che travolge un fatto come questo, non per pietà, ma per capire, perché comprendendo il dolore di una giovane vita spezzata da un massacro e da uno strangolamento, di altre vite cambiate per sempre, si può almeno cercare di affrontare un problema che riguarda la comunità intera.
Purtroppo a qualcun altro succederà ancora ed ancora, il fenomeno sembra non arrestarsi, anzi, per questo bisogna comprendere.
Perché non si possono condannare sempre due volte le vittime.
Sulla fedeltà e l'efficacia della ricostruzione potrò confermare solo dopo averlo visto e magari - anzi quasi sicuramente - lo commenterò anche.
Comprendo che non ci sia voglia di guardare o di continuare ad interessarsi a certe vicende tristi, anche a me piacerebbe non pensarci, lo comprendo, troppa tristezza e troppo dolore, ma sono costretto a viverlo ogni giorno.
Per questo sarà uno sforzo enorme guardare la trasmissione.
Chi se la sente, chi non vuole nascondere la testa, chi ha la forza per affrontare questi temi in modo equilibrato dovrebbe fare questo sforzo: informarsi e cercare di capire.
Lo faccio per mia sorella, perché rimanga memoria della sua forza, di quello che ha passato, di quello che nonostante certe atrocità, nonostante certe situazioni è riuscita a fare.
Insomma nella speranza che venga preso atto che è una storia di una persona vera e "normale"...
...purtroppo ancora oggi parlando con alcune persone sono emersi alcuni temi "arcaici" che servono a ghettizzare queste vicende come appartenenti a realtà di un certo tipo... invece ce ne sono molte, moltissime nella gente comune: persone belle e meno belle, intelligenti o meno, con uno status agiato o meno, in un contesto sociale piuttosto che in un altro, veramente di ogni situazione... ecco perché abbiamo fatto l'intervista, che assicuro è stata faticosa come una maratona. Non per altro.
sabato 15 febbraio 2014
La giustizia è faticosa...ma quanto veramente?
Con questo post rispondo anche ad Ilaria, perché la questione che voglio affrontare è più ampia.
Le discussioni, le proposte di legge, i decreti, le amnistie che stanno prendendo forma in questo periodo, come accade ogni qualche anno, puntualmente, sono a mio parere vergognose.
Vergognose perché ogni qualche anno vengono riproposte,
vergognose perché sintomo ogni volta dell'incapacità di gestire un problema, vergognose perché affrontate in periodi in cui ci sono problemi ben più gravi ed impellenti,
vergognose perché oggetto di sanzioni comunitarie che fanno spendere i soldi che basterebbero per rispondere in modo strutturale ad un problema vergognose perché non risolvono niente.
La vergogna ultima è perchè consentono di abbattere la pena indiscriminatamente ad una grande quantità di detenuti.
Non ascoltate me, leggete gli articoli, leggete cosa è oggetto anche di questo ultimo decreto, ulteriori grandi sconti per la "buona condotta", ampliamento dei periodi di arresti domiciliari...a leggere le notizie "senza nessuna pregiudiziale", quindi indiscriminatamente a TUTTI i detenuti.
Buona condotta: scontati 5 mesi all'anno.
Domiciliari: ultimi 18 mesi della pena.
Questo è quello che ho letto.
Su 10 anni un condannato ne sconta 4 e mezzo. Poi è fuori.
Il problema è che ci sono troppi detenuti nelle carceri...guarda caso ci sono carceri nuove VUOTE !
Il problema è la incapacità di gradazione delle pene. Probabilmente le leggi non riescono a dare il peso giusto ai reati. Perchè?
Questa è la nostra capacità di gestire, di reiserire, di evitare recidive, di proteggere?
E' questa?
si fanno uscire prima gli assassini...ma in caso di recidive dove tornano questi?
in caso di recidive chi ci rimette?
si fanno uscire prima, ancora prima.
Con questo sistema più delinquenti ci sono, più si riempiono le carceri, prima si fanno uscire, prima si verificano recidive, prima ritornano in carcere (almeno si spera) prima si riempiono e prima ancora vanno fatti uscire...e così via...
complimenti alla genialità.
In questo chi ci ha rimesso...le persone perbene, solo quelle...
Trattare tutto in modo uguale è molto, molto pericoloso, perché si perde la misura, si perde il peso, l'importanza delle cose...tutto uguale
tutto schiacciato in mezzo, tutto tiepido, niente è così grave...
...tutto uguale.
Molto pericoloso.
Cosa c'è di più importante della vita di una persona?
Tutto uguale, mescolare il buono col poco buono, a mio parere è equivocare strumentalmente.
Questo serve a creare confusione nella testa delle persone che poi non sanno più distinguere, in modo che poi tutto diventa permesso.
Chi ruba una caramella non può essere paragonato a chi ammazza una persona.
Non è tutto discutibile, non è tutto opinabile.
Però fa comodo...a voi stabilire a chi.
Questo è il vero problema, manca la capacità. Anche a loro l'ho detto.
Manca la capacità, manca la voglia, manca la volontà di perder tempo, di fare la fatica di fare la cosa giusta, se non delinea proprio una ben precisa volontà.
Allora la questione si fa ben più oscura.
Essere giusti è faticoso, saper soppesare, saper "misurare" la gravità di un reato comporta impegno, fatica, tanta fatica...
l'incapacità o la mala fede portano sempre, costantemente, puntualmente ed inevitabilmente ai "tagli orizzontali"...tutti trattati non allo stesso modo, ma nella stessa misura...
Pericoloso, molto pericoloso.
Si sta parlando di cosa vogliamo, di che paese vogliamo.
Infatti si vede.
Il problema è il numero di detenuti troppo elevato? è così urgente?
due soluzioni "poco faticose" ma un minimo più eque:
- ridurre le pene per i reati minori
- facciamo uscire tutti quelli a cui manca qualche mese
non si riduce la pena a pioggia in modo uguale per tutti.
La buona condotta poi...
lo ritengo un istituto poco serio.
Qui si ringrazia il delinquente perché si è costituito, lo si ringrazia perché non rompe le scatole in carcere, lo si ringrazia per vari altri motivi.
Ci manca davvero solo il premio.
E la vittima?
di cosa la si ringrazia?
come la si premia?
vorrei tanto saperlo...
Qui si continua a mortificare le vittime e ringraziare gli assassini.
Allora devo ringraziarlo anche io?
Le discussioni, le proposte di legge, i decreti, le amnistie che stanno prendendo forma in questo periodo, come accade ogni qualche anno, puntualmente, sono a mio parere vergognose.
Vergognose perché ogni qualche anno vengono riproposte,
vergognose perché sintomo ogni volta dell'incapacità di gestire un problema, vergognose perché affrontate in periodi in cui ci sono problemi ben più gravi ed impellenti,
vergognose perché oggetto di sanzioni comunitarie che fanno spendere i soldi che basterebbero per rispondere in modo strutturale ad un problema vergognose perché non risolvono niente.
La vergogna ultima è perchè consentono di abbattere la pena indiscriminatamente ad una grande quantità di detenuti.
Non ascoltate me, leggete gli articoli, leggete cosa è oggetto anche di questo ultimo decreto, ulteriori grandi sconti per la "buona condotta", ampliamento dei periodi di arresti domiciliari...a leggere le notizie "senza nessuna pregiudiziale", quindi indiscriminatamente a TUTTI i detenuti.
Buona condotta: scontati 5 mesi all'anno.
Domiciliari: ultimi 18 mesi della pena.
Questo è quello che ho letto.
Su 10 anni un condannato ne sconta 4 e mezzo. Poi è fuori.
Il problema è che ci sono troppi detenuti nelle carceri...guarda caso ci sono carceri nuove VUOTE !
Il problema è la incapacità di gradazione delle pene. Probabilmente le leggi non riescono a dare il peso giusto ai reati. Perchè?
Questa è la nostra capacità di gestire, di reiserire, di evitare recidive, di proteggere?
E' questa?
si fanno uscire prima gli assassini...ma in caso di recidive dove tornano questi?
in caso di recidive chi ci rimette?
si fanno uscire prima, ancora prima.
Con questo sistema più delinquenti ci sono, più si riempiono le carceri, prima si fanno uscire, prima si verificano recidive, prima ritornano in carcere (almeno si spera) prima si riempiono e prima ancora vanno fatti uscire...e così via...
complimenti alla genialità.
In questo chi ci ha rimesso...le persone perbene, solo quelle...
Trattare tutto in modo uguale è molto, molto pericoloso, perché si perde la misura, si perde il peso, l'importanza delle cose...tutto uguale
tutto schiacciato in mezzo, tutto tiepido, niente è così grave...
...tutto uguale.
Molto pericoloso.
Cosa c'è di più importante della vita di una persona?
Tutto uguale, mescolare il buono col poco buono, a mio parere è equivocare strumentalmente.
Questo serve a creare confusione nella testa delle persone che poi non sanno più distinguere, in modo che poi tutto diventa permesso.
Chi ruba una caramella non può essere paragonato a chi ammazza una persona.
Non è tutto discutibile, non è tutto opinabile.
Però fa comodo...a voi stabilire a chi.
Di questo ne ho parlato anche con dei politici recentemente, mi sono sembrati illuminati.
Spero che la realtà cambi.
Questo è il vero problema, manca la capacità. Anche a loro l'ho detto.
Manca la capacità, manca la voglia, manca la volontà di perder tempo, di fare la fatica di fare la cosa giusta, se non delinea proprio una ben precisa volontà.
Allora la questione si fa ben più oscura.
Essere giusti è faticoso, saper soppesare, saper "misurare" la gravità di un reato comporta impegno, fatica, tanta fatica...
l'incapacità o la mala fede portano sempre, costantemente, puntualmente ed inevitabilmente ai "tagli orizzontali"...tutti trattati non allo stesso modo, ma nella stessa misura...
Pericoloso, molto pericoloso.
Si sta parlando di cosa vogliamo, di che paese vogliamo.
Infatti si vede.
Il problema è il numero di detenuti troppo elevato? è così urgente?
due soluzioni "poco faticose" ma un minimo più eque:
- ridurre le pene per i reati minori
- facciamo uscire tutti quelli a cui manca qualche mese
non si riduce la pena a pioggia in modo uguale per tutti.
La buona condotta poi...
lo ritengo un istituto poco serio.
Qui si ringrazia il delinquente perché si è costituito, lo si ringrazia perché non rompe le scatole in carcere, lo si ringrazia per vari altri motivi.
Ci manca davvero solo il premio.
E la vittima?
di cosa la si ringrazia?
come la si premia?
vorrei tanto saperlo...
Qui si continua a mortificare le vittime e ringraziare gli assassini.
Allora devo ringraziarlo anche io?
Signori politici, signori legislatori, voi che pensate queste soluzioni geniali, ma se succede a voi? cosa dobbiamo fare col vostro assassino o con l'assassino del vostro caro più vicino?
Non è vergognoso l'assassino che fa appello...lui tenta di fare il suo gioco tenta, come ha già fatto ammazzando Beatrice, di ottenere quanto più può.
Il vero problema è consentirgli di farsi beffe della giustizia, e vi posso assicurare che lo fa e continuerà a farlo.
Sinceramente cara giustizia tutta, gli assassini, i delinquenti come Parlanti vi stanno prendendo per il culo (scusate il termine, ma è così).
E ci stanno riuscendo proprio bene.
Ma non sentite il vostro lavoro come inutile?
Più di una persona mi ha detto "vien proprio una gran voglia di cambiare paese"...
sabato 1 febbraio 2014
Quello che non posso trascurare (parte 2)
Quello che non posso trascurare è proprio tutto quello che è stato trascurato nel processo di Mr. Massimo Parlanti per l'omicidio volontario - attenzione, si sta parlando di VOLONTARIO assodato, confermato ed aggravato SICURO, mai smentito da nessuno - di mia sorella Beatrice.
Il giudice si è rifiutato di considerare tre/quattro, dico...non una, testimonianze di persone di diverso livello di interessamento, semplicemente citandole, ma non considerandole più, a favore di un ragionamento che è "di solito se si premedita un omicidio, ci si porta un'arma...".
Quindi signori, basta che guardiate le statistiche e sapete già come fare...
Di solito, però - dico io - si esaminano le prove, di solito ci si fanno certe domande, o è più la voglia di "togliersi il dente" e passare la palla, che quella di fare giustizia?
Perchè in giudizio non si è voluto esaminare il telefono di Beatrice?
costava troppo ai contribuenti? ma non era già costato 99 recuperarlo? perchè quell'1 si trasforma in costo inutile?
Perchè se si apprende che ci potrebbero essere delle informazioni in determinati elementi, citati in modo "genuino" (così dice la sentenza), si decide che "non ne vale la pena"?
Non ne vale la pena perchè non è vostra figlia o vostra sorella..
sennò avreste spaccato il mondo in 4 per scoprire tutto quello che era scopribile.
Tanto più che a qualcuno di cui c'è prova - antecedente all'omicidio - che ha fatto certe cose e certe affermazioni, non si è chiesto più niente, per non dargli troppo disturbo.
Affermazioni fatte e poi non riconfermate, ma provate da documenti antefatto.
Allora a chi dobbiamo credere?
Certe affermazioni, unite a tutti gli altri elementi, formano un solido elemento probatorio, o le sentenze si fanno sul "di solito..."
Di certo Beatrice non la potete scomodare, anzi è stata scomodata fin troppo.
Ma senza leggi, senza cavilli, senza combinati disposti, senza somma di benefici, senza frasi da analizzare al microscopio per vedere se una virgola vuol dire virgola oppure vuol dire punto e virgola...senza elementi che obnubilano il buon senso: quanto pensate - solo col buonsenso - che meriti uno che è APPURATO che ha ucciso volontariamente la sua ex- moglie?
Ma nonostante che sia "come se gli fosse stato dato 27 anni", ma poi ne farà 8 lui fa appello per farne ancora meno...
ma Beatrice può fare appello e provare a tornare in vita fra 10 anni?
Ma se per trovare certi elementi ci sono dei costi, è sufficiente - per legge - attribuirli al colpevole. Una volta appurato e condannato.
In questo caso: nessun dubbio, nessuno nel modo più assoluto, ma restano molti, moltissimi dubbi sulle versioni che un assassino può dare, a quale numero di versione arriveremo?
E' facile.
Buonismo pericolo.
Io non capisco, proprio non capisco questo accanimento di benevolenza verso un assassino che ha dimostrato tutta la sua mostruosità ed il suo marciume d'animo, contro il bene degli stessi figli dell'assassino e di Beatrice.
E ancora c'è chi preferisce dedicarsi all'assassino piuttosto che alle vittime...
e ancora, e ancora...
Ma d'altra parte...dove vogliamo andare?
Voglio proprio vedere il supporto che avremo noi dal nostro amato sistema quando questo assassino tornerà a farsi vivo, magari pretendendo...o insinuandosi subdolamente.
Chi ha una coscienza ha già capito...
Il giudice si è rifiutato di considerare tre/quattro, dico...non una, testimonianze di persone di diverso livello di interessamento, semplicemente citandole, ma non considerandole più, a favore di un ragionamento che è "di solito se si premedita un omicidio, ci si porta un'arma...".
Quindi signori, basta che guardiate le statistiche e sapete già come fare...
Di solito, però - dico io - si esaminano le prove, di solito ci si fanno certe domande, o è più la voglia di "togliersi il dente" e passare la palla, che quella di fare giustizia?
Perchè in giudizio non si è voluto esaminare il telefono di Beatrice?
costava troppo ai contribuenti? ma non era già costato 99 recuperarlo? perchè quell'1 si trasforma in costo inutile?
Perchè se si apprende che ci potrebbero essere delle informazioni in determinati elementi, citati in modo "genuino" (così dice la sentenza), si decide che "non ne vale la pena"?
Non ne vale la pena perchè non è vostra figlia o vostra sorella..
sennò avreste spaccato il mondo in 4 per scoprire tutto quello che era scopribile.
Tanto più che a qualcuno di cui c'è prova - antecedente all'omicidio - che ha fatto certe cose e certe affermazioni, non si è chiesto più niente, per non dargli troppo disturbo.
Affermazioni fatte e poi non riconfermate, ma provate da documenti antefatto.
Allora a chi dobbiamo credere?
Certe affermazioni, unite a tutti gli altri elementi, formano un solido elemento probatorio, o le sentenze si fanno sul "di solito..."
Di certo Beatrice non la potete scomodare, anzi è stata scomodata fin troppo.
Ma senza leggi, senza cavilli, senza combinati disposti, senza somma di benefici, senza frasi da analizzare al microscopio per vedere se una virgola vuol dire virgola oppure vuol dire punto e virgola...senza elementi che obnubilano il buon senso: quanto pensate - solo col buonsenso - che meriti uno che è APPURATO che ha ucciso volontariamente la sua ex- moglie?
Ma nonostante che sia "come se gli fosse stato dato 27 anni", ma poi ne farà 8 lui fa appello per farne ancora meno...
ma Beatrice può fare appello e provare a tornare in vita fra 10 anni?
Ma se per trovare certi elementi ci sono dei costi, è sufficiente - per legge - attribuirli al colpevole. Una volta appurato e condannato.
In questo caso: nessun dubbio, nessuno nel modo più assoluto, ma restano molti, moltissimi dubbi sulle versioni che un assassino può dare, a quale numero di versione arriveremo?
E' facile.
Buonismo pericolo.
Buonismo strumentale, che appiattisce tutto: il delitto più riprovevole viene appiattito e diventa comparabile con un reato minore.
Tutto opinabile, tutto discutibile, l'abominio minimizzato, un errore perdonabile amplificato...estremi che si toccano...ed ecco che tutto diventa niente.
Io non capisco, proprio non capisco questo accanimento di benevolenza verso un assassino che ha dimostrato tutta la sua mostruosità ed il suo marciume d'animo, contro il bene degli stessi figli dell'assassino e di Beatrice.
E ancora c'è chi preferisce dedicarsi all'assassino piuttosto che alle vittime...
e ancora, e ancora...
Ma d'altra parte...dove vogliamo andare?
Voglio proprio vedere il supporto che avremo noi dal nostro amato sistema quando questo assassino tornerà a farsi vivo, magari pretendendo...o insinuandosi subdolamente.
Chi ha una coscienza ha già capito...
lunedì 27 gennaio 2014
Vivere per raccontare
Le parole che seguono non sono proprio di Beatrice, ma ogni volta che le riascolto non posso fare a meno di pensare che potrebbero essere uscite esattamente dalla sua voce...
Ho qualcosa da raccontare
A volte è difficile nascondere bene
Non ero preparata a cadere
Troppo vicina per capire i segnali
Un uomo è capace di dire migliaia di bugie
Ho imparato la mia lezione
Spero di poter raccontare
Il segreto che ho imparato, ma fino ad allora
Vivrà dentro di me
So dove trovare la bellezza
L’ho vista, conosco il calore che dà
La luce che non eri in grado di vedere
Brilla dentro di me, non puoi rubarmela
Un uomo è capace di dire migliaia di bugie
Ho imparato la mia lezione
Spero di poter raccontare
Il segreto che ho imparato, ma fino ad allora
Vivrà dentro di me
La verità non è difficile da scoprire
L’hai tenuta nascosta bene
Spero di poter raccontare
Il segreto che ho imparato
Avrò un’altra possibilità?
Se scappassi non avrei mai la forza di
andare molto lontano
come potrebbero sentire il battito del mio cuore?
Diventerà freddo
Il segreto che custodisco diverrà vecchio?
Come faranno a sentire quando capiranno?
Come faranno a sapere?
Un uomo è capace di dire migliaia di bugie
Ho imparato la mia lezione
Spero di poter raccontare
il segreto che ho imparato, ma fino ad allora
vivrà dentro di me
La verità non è difficile da scoprire
L’hai tenuta nascosta bene
Spero di poter raccontare
Il segreto che ho imparato
Avrò un’altra possibilità?
Cice il tuo segreto l'hai raccontato giusto in tempo, mancherà solo la tua risata quando lo racconti come un ricordo lontano.
La verità l'abbiamo scoperta tutti, tranne chi non vuole vederla, speriamo che chi può prendere provvedimenti per evitarne ancora, abbia il coraggio delle proprie azioni.
L'assassino in ogni caso si annienta da solo, anche se non ci pensasse chi dovrebbe.
Non ti preoccupare Cice, il battito del tuo cuore lo sentiremo sempre, la tua luce brilla e brillerà ancora...e vedrai quanto brillerà di più, crescerà come crescono i bambini.
Il tuo calore sarà quello in cui tutti cresceremo.
Riempirà ed illuminerà l'orizzonte di meravigliose prospettive, così come il tuo sorriso... che non tramonta.
Ciao sorellina.
Ho qualcosa da raccontare
A volte è difficile nascondere bene
Non ero preparata a cadere
Troppo vicina per capire i segnali
Un uomo è capace di dire migliaia di bugie
Ho imparato la mia lezione
Spero di poter raccontare
Il segreto che ho imparato, ma fino ad allora
Vivrà dentro di me
So dove trovare la bellezza
L’ho vista, conosco il calore che dà
La luce che non eri in grado di vedere
Brilla dentro di me, non puoi rubarmela
Un uomo è capace di dire migliaia di bugie
Ho imparato la mia lezione
Spero di poter raccontare
Il segreto che ho imparato, ma fino ad allora
Vivrà dentro di me
La verità non è difficile da scoprire
L’hai tenuta nascosta bene
Spero di poter raccontare
Il segreto che ho imparato
Avrò un’altra possibilità?
Se scappassi non avrei mai la forza di
andare molto lontano
come potrebbero sentire il battito del mio cuore?
Diventerà freddo
Il segreto che custodisco diverrà vecchio?
Come faranno a sentire quando capiranno?
Come faranno a sapere?
Un uomo è capace di dire migliaia di bugie
Ho imparato la mia lezione
Spero di poter raccontare
il segreto che ho imparato, ma fino ad allora
vivrà dentro di me
La verità non è difficile da scoprire
L’hai tenuta nascosta bene
Spero di poter raccontare
Il segreto che ho imparato
Avrò un’altra possibilità?
Cice il tuo segreto l'hai raccontato giusto in tempo, mancherà solo la tua risata quando lo racconti come un ricordo lontano.
La verità l'abbiamo scoperta tutti, tranne chi non vuole vederla, speriamo che chi può prendere provvedimenti per evitarne ancora, abbia il coraggio delle proprie azioni.
L'assassino in ogni caso si annienta da solo, anche se non ci pensasse chi dovrebbe.
Non ti preoccupare Cice, il battito del tuo cuore lo sentiremo sempre, la tua luce brilla e brillerà ancora...e vedrai quanto brillerà di più, crescerà come crescono i bambini.
Il tuo calore sarà quello in cui tutti cresceremo.
Riempirà ed illuminerà l'orizzonte di meravigliose prospettive, così come il tuo sorriso... che non tramonta.
Ciao sorellina.
sabato 18 gennaio 2014
Parlanti fa appello: è proprio tutto molto relativo
Parlanti ha fatto ricorso in appello.
Lo ha fatto, si, evidentemente pensa che per per aver massacrato volontariamente Beatrice, gli abbiano dato troppo.
Lui sicuramente sperava meno, ci contava, anzi credeva quasi che gli dessero i servizi sociali...
Ve lo immaginate lui ai servizi sociali? chi lo conosce può immaginare.
Quanto è relativa la realtà: il giudice ci dicono "è come se gli avesse dato 27 anni".
In realtà immediatamente trasformati in 18 grazie all'applicazione di una legge demenziale che premia sempre i colpevoli, anche quando non danno alcun contributo alla giustizia.
Poi effettivamente ne farà solo altri 8 da adesso (fra buona condotta etc...), se si comporta bene: ma come? non è un suo obbligo comportarsi bene?
Dovrebbe crescere la pena se non lo fa, non diminuire se lo fa: altro concetto demenziale della nostra legge.
Da 27 a 9 in un batter d'occhi. Questa è la nostra giustizia.
Lui però vuole ancora meno, certo, perchè non ha fatto niente di grave secondo lui...evidentemente poi, vuole uscire prima che i suoi figli siano maggiorenni...
Sa bene lui perché.
A me, a noi sembrano pochi, molto pochi tenendo conto che ha spezzato con brutale violenza, a mani nude e premeditandolo, la vita di mia sorella, la sua ex moglie, la madre dei suoi stessi figli...frase che a lui piace ripetere, solamente nelle occasioni in cui deve mostrarsi affranto.
Premeditandolo, si, io lo posso dire - se chi dovrebbe non ne ha il coraggio - e lo posso dire ora a maggior ragione.
Pensate togliete la vita ad una donna giovane, togliere almeno 30 anni di vita... vita spezzata, annullato ogni momento, ogni speranza, ogni parola, ogni ascolto, ogni respiro, ogni pensiero...e dopo pochissimi anni di limitazione della libertà siete già fuori.
Tanto fra pochi anni della vittima non si parlerà più...
Senza contare tutti gli altri danni e tragedie che è riuscito a collezionare...un vero campione.
Probabilmente quando leggera questo blog, massimo parlanti sarà anche fiero di ciò che ha fatto e del dolore che ha causato.
Fiero si, perchè era il suo obiettivo: creare problemi.
Lui però vuole ancora meno, e spende, spende fior di quattrini ancora una volta - ah, no, non li spende lui... - per uscire prima, tutto ancora una volta bruciato per lui, invece che per i propri figli...quelli a cui ha devastato mente e cuore.
E i pochi che lo sostengono perpetuano questo spreco, perpetuano questo assurdo, si perchè la vita di quest'individuo è proprio questo un assurdità antifunzionale alla vita stessa, ma dispone di risorse non proprie così può spendere vagonate di quattrini per cercare di mettere in libertà prima possibile un assassino volontario, ma niente di niente per i suoi bambini.
Lui, in realtà non è lui..., dice di voler donare tutto, ma poi di fatto niente, dice di voler donare, ma vuole mantenerne il controllo, vuole fare in modo di poterne rientrare in possesso di ciò che dona...
...tutto già visto.
Qualcuno per lui che dice che sono il suo primo pensiero, ma non gliel'ho sentito dire a lui...quelli a cui invece ha tolto tutto!
E continua a pensare prima a se stesso, invece di pensare a loro, pensa a se stesso, montagne di quattrini ancora una volta per lui e per i suoi figli...assolutamente niente!
D'altra perte, intercettato, quindi - come dice il giudice - "sincero" ha detto che "era disposto ad abbandonarli".
Ancora montagne di soldi per proteggere Parlanti, un assassino, a scapito proprio di coloro a cui lui stesso ha distrutto la vita come nessuno mai potrà fare.
Distrutto si, perché niente tornerà più come prima, mentre lui, Parlanti, l'assassino tornerà, eccome se tornerà e presto, a farsi sentire.
Non vi preoccupate, appena non dovrà più mostrare niente (lo hanno visto tutti quanto è buono, anche quando scendeva dalla camionetta e sorrideva), appena potrà si rifarà vivo anche da dentro il carcere, magari con gli avvocati, tanto per buttare altri soldi...per cercare di creare problemi, di intrugliare, di devastare altre vite o ancor di più le stesse. Tenetelo bene a mente quanto dico.
E se lo farà non lo farà da solo, perchè a quanto pare non potrebbe.
Quanto spreco...
Spreco di vita per un soggetto che non ha il minimo rispetto della vita.
Spero che la giustizia non diventi ridicola più di quanto vedo: una pena fittizia, che si riduce a passi giganteschi, premiando in ogni modo l'assassino. Grande giustizia: che tutela per le vittime! ...più o meno zero.
Mi dispiace, ma per me che credo in qualcosa, credevo nella giustizia, vedere calpestata con superficialità la vita di una persona è una sensazione nauseante. Si tutela solo il delinquente.
Chi dà poco valore alla vita degli altri dà poco valore alla sua.
Riporto alcune frasi che delineano il pensiero di Massimo Parlanti, dialoghi avvenuti dopo tre giorni dal massacro messo in atto dal Parlanti, poco prima di andare a confessare dai Carabinieri.
Con la sua nuova compagna:
lei: non avresti dovuto sostenere questa parte anche con me
lui: sono un figlio di puttana lo sai!
lei: (ride) no io non lo sapevo...io non pensavo...
lui: ah, non lo sapevi eh? dopo quelle firme false non...
...
lui: la macchina portala laggiù alla fabbrica...
...
lui: cancella tutto...
[commento mio: perchè le chiede di cancellare tutto dal computer?]
...
lei: ma voi ora dove andate?
lui: andiamo in caserma dei carabinieri...
...
lui: ...la possibilità di domiciliari, affidamento ai servizi sociali...
...
lei: cioè vuoi dire che dopo è entrato un ladro li...
lui: qualcuno c'è stato, io non ho toccato nulla...
[commento mio: poi confesserà che è stato lui, ma non sa perchè l'ha fatto...per depistare, direi...dopo fra l'altro aver preso i soldi in borsa di Beatrice]
...
lei: il cellulare?
lui: il cellulare cosa?
lei: della Beatrice...lo avevi preso tu?
lui: no! io no! ...
[cellulare trovato poi nel cassonetto dove lui l'aveva buttato]
...
lei: povero tesoro...
...
lui: l'uomo più speciale che era a questo mondo...era avevi trovato l'uomo più speciale brava, brava te avevi trovato l'uomo più speciale...e sei brava a trovare l'omini!...
[commento mio: effettivamente si, proprio speciale, meno male si fa i complimenti da solo... tecnica sopraffina per imbambolare una povera mente e farle credere di pensare ciò che lui le dice]
e poi
lei: di non mostrare?
lui: magari nasconde la tua...vista in una cartella da qualche parte...cosa c'è che non ti fa togliere tutte le tracce che mi riguardano da casa...
lei: ho capito tesoro ma se in carcere non ti mettono?
lei: se hai detto che ti danno i domiciliari
lui: ...sta al computer...porta tutto in ufficio porta tutto la
[commento mio: perchè le chiede di cancellare tutto dal computer e di portarlo via dove non lo cercheranno? mah... e infatti nemmeno preso in considerazione...]
...
lui: sarebbe bello recarsi li...Parlanti sei una persona perbene noi lo sappiamo è stata...
[commento mio: ci conta e ci crede davvero di essere sopra a tutto, che le sue conoscenze, la potenza dei protettori, possa ridurre un assassinio ad una piccola scaramuccia, chiedile scusa...a Beatrice morta?... e tutto finito li? ma ci crede davvero?]
...
lui: che merda che sono stato...
lei: per avermi mentito così tre giorni?
lui: ma non è per questi tre giorni è per...così il paradiso che svanisce...ti ho offerto il paradiso...
[commento mio: il suo pensiero è per il loro paradiso che svanisce, non certo per quello che ha fatto a Beatrice...mai una parola, MAI, su questo...e questo sarebbe uno che si è pentito?]
e ancora
lui: sei ancora frastornata la notizia è ancora...
lei: sono sempre qui che dico no...
lui: quando tu realizzerai spero che ci sia io, spero di essere già uscito...
e con questo concludo, perché sta per riuscirci, i suoi conti davvero sembrano essere ben fatti. Lui uscirà molto, troppo presto, Beatrice non ci sarà più (problema eliminato) e lui potrà continuare...
vedremo,
vedrete.
Lo ha fatto, si, evidentemente pensa che per per aver massacrato volontariamente Beatrice, gli abbiano dato troppo.
Lui sicuramente sperava meno, ci contava, anzi credeva quasi che gli dessero i servizi sociali...
Ve lo immaginate lui ai servizi sociali? chi lo conosce può immaginare.
Quanto è relativa la realtà: il giudice ci dicono "è come se gli avesse dato 27 anni".
In realtà immediatamente trasformati in 18 grazie all'applicazione di una legge demenziale che premia sempre i colpevoli, anche quando non danno alcun contributo alla giustizia.
Poi effettivamente ne farà solo altri 8 da adesso (fra buona condotta etc...), se si comporta bene: ma come? non è un suo obbligo comportarsi bene?
Dovrebbe crescere la pena se non lo fa, non diminuire se lo fa: altro concetto demenziale della nostra legge.
Da 27 a 9 in un batter d'occhi. Questa è la nostra giustizia.
Lui però vuole ancora meno, certo, perchè non ha fatto niente di grave secondo lui...evidentemente poi, vuole uscire prima che i suoi figli siano maggiorenni...
Sa bene lui perché.
A me, a noi sembrano pochi, molto pochi tenendo conto che ha spezzato con brutale violenza, a mani nude e premeditandolo, la vita di mia sorella, la sua ex moglie, la madre dei suoi stessi figli...frase che a lui piace ripetere, solamente nelle occasioni in cui deve mostrarsi affranto.
Premeditandolo, si, io lo posso dire - se chi dovrebbe non ne ha il coraggio - e lo posso dire ora a maggior ragione.
Pensate togliete la vita ad una donna giovane, togliere almeno 30 anni di vita... vita spezzata, annullato ogni momento, ogni speranza, ogni parola, ogni ascolto, ogni respiro, ogni pensiero...e dopo pochissimi anni di limitazione della libertà siete già fuori.
Tanto fra pochi anni della vittima non si parlerà più...
Senza contare tutti gli altri danni e tragedie che è riuscito a collezionare...un vero campione.
Probabilmente quando leggera questo blog, massimo parlanti sarà anche fiero di ciò che ha fatto e del dolore che ha causato.
Fiero si, perchè era il suo obiettivo: creare problemi.
Lui però vuole ancora meno, e spende, spende fior di quattrini ancora una volta - ah, no, non li spende lui... - per uscire prima, tutto ancora una volta bruciato per lui, invece che per i propri figli...quelli a cui ha devastato mente e cuore.
E i pochi che lo sostengono perpetuano questo spreco, perpetuano questo assurdo, si perchè la vita di quest'individuo è proprio questo un assurdità antifunzionale alla vita stessa, ma dispone di risorse non proprie così può spendere vagonate di quattrini per cercare di mettere in libertà prima possibile un assassino volontario, ma niente di niente per i suoi bambini.
Lui, in realtà non è lui..., dice di voler donare tutto, ma poi di fatto niente, dice di voler donare, ma vuole mantenerne il controllo, vuole fare in modo di poterne rientrare in possesso di ciò che dona...
...tutto già visto.
Qualcuno per lui che dice che sono il suo primo pensiero, ma non gliel'ho sentito dire a lui...quelli a cui invece ha tolto tutto!
E continua a pensare prima a se stesso, invece di pensare a loro, pensa a se stesso, montagne di quattrini ancora una volta per lui e per i suoi figli...assolutamente niente!
D'altra perte, intercettato, quindi - come dice il giudice - "sincero" ha detto che "era disposto ad abbandonarli".
Ancora montagne di soldi per proteggere Parlanti, un assassino, a scapito proprio di coloro a cui lui stesso ha distrutto la vita come nessuno mai potrà fare.
Distrutto si, perché niente tornerà più come prima, mentre lui, Parlanti, l'assassino tornerà, eccome se tornerà e presto, a farsi sentire.
Non vi preoccupate, appena non dovrà più mostrare niente (lo hanno visto tutti quanto è buono, anche quando scendeva dalla camionetta e sorrideva), appena potrà si rifarà vivo anche da dentro il carcere, magari con gli avvocati, tanto per buttare altri soldi...per cercare di creare problemi, di intrugliare, di devastare altre vite o ancor di più le stesse. Tenetelo bene a mente quanto dico.
E se lo farà non lo farà da solo, perchè a quanto pare non potrebbe.
Quanto spreco...
Spreco di vita per un soggetto che non ha il minimo rispetto della vita.
Spero che la giustizia non diventi ridicola più di quanto vedo: una pena fittizia, che si riduce a passi giganteschi, premiando in ogni modo l'assassino. Grande giustizia: che tutela per le vittime! ...più o meno zero.
Mi dispiace, ma per me che credo in qualcosa, credevo nella giustizia, vedere calpestata con superficialità la vita di una persona è una sensazione nauseante. Si tutela solo il delinquente.
Chi dà poco valore alla vita degli altri dà poco valore alla sua.
Riporto alcune frasi che delineano il pensiero di Massimo Parlanti, dialoghi avvenuti dopo tre giorni dal massacro messo in atto dal Parlanti, poco prima di andare a confessare dai Carabinieri.
Con la sua nuova compagna:
lei: non avresti dovuto sostenere questa parte anche con me
lui: sono un figlio di puttana lo sai!
lei: (ride) no io non lo sapevo...io non pensavo...
lui: ah, non lo sapevi eh? dopo quelle firme false non...
...
lui: la macchina portala laggiù alla fabbrica...
...
lui: cancella tutto...
[commento mio: perchè le chiede di cancellare tutto dal computer?]
...
lei: ma voi ora dove andate?
lui: andiamo in caserma dei carabinieri...
...
lui: ...la possibilità di domiciliari, affidamento ai servizi sociali...
...
lei: cioè vuoi dire che dopo è entrato un ladro li...
lui: qualcuno c'è stato, io non ho toccato nulla...
[commento mio: poi confesserà che è stato lui, ma non sa perchè l'ha fatto...per depistare, direi...dopo fra l'altro aver preso i soldi in borsa di Beatrice]
...
lei: il cellulare?
lui: il cellulare cosa?
lei: della Beatrice...lo avevi preso tu?
lui: no! io no! ...
[cellulare trovato poi nel cassonetto dove lui l'aveva buttato]
...
lei: povero tesoro...
...
lui: l'uomo più speciale che era a questo mondo...era avevi trovato l'uomo più speciale brava, brava te avevi trovato l'uomo più speciale...e sei brava a trovare l'omini!...
[commento mio: effettivamente si, proprio speciale, meno male si fa i complimenti da solo... tecnica sopraffina per imbambolare una povera mente e farle credere di pensare ciò che lui le dice]
e poi
lei: di non mostrare?
lui: magari nasconde la tua...vista in una cartella da qualche parte...cosa c'è che non ti fa togliere tutte le tracce che mi riguardano da casa...
lei: ho capito tesoro ma se in carcere non ti mettono?
lei: se hai detto che ti danno i domiciliari
lui: ...sta al computer...porta tutto in ufficio porta tutto la
[commento mio: perchè le chiede di cancellare tutto dal computer e di portarlo via dove non lo cercheranno? mah... e infatti nemmeno preso in considerazione...]
...
lui: sarebbe bello recarsi li...Parlanti sei una persona perbene noi lo sappiamo è stata...
[commento mio: ci conta e ci crede davvero di essere sopra a tutto, che le sue conoscenze, la potenza dei protettori, possa ridurre un assassinio ad una piccola scaramuccia, chiedile scusa...a Beatrice morta?... e tutto finito li? ma ci crede davvero?]
...
lui: che merda che sono stato...
lei: per avermi mentito così tre giorni?
lui: ma non è per questi tre giorni è per...così il paradiso che svanisce...ti ho offerto il paradiso...
[commento mio: il suo pensiero è per il loro paradiso che svanisce, non certo per quello che ha fatto a Beatrice...mai una parola, MAI, su questo...e questo sarebbe uno che si è pentito?]
e ancora
lui: sei ancora frastornata la notizia è ancora...
lei: sono sempre qui che dico no...
lui: quando tu realizzerai spero che ci sia io, spero di essere già uscito...
e con questo concludo, perché sta per riuscirci, i suoi conti davvero sembrano essere ben fatti. Lui uscirà molto, troppo presto, Beatrice non ci sarà più (problema eliminato) e lui potrà continuare...
vedremo,
vedrete.
sabato 21 dicembre 2013
Il Natale anche per Massimo Parlanti: l'assassino
All'assassino della Cice,
a Massimo Parlanti
ti eri permesso di chiamarla così anche te, senza esserne degno.
Pensa al tuo ego, a quello che volevi ottenere ammazzando Beatrice, ripensa al tuo obiettivo, quello che volevi realizzare, ripensa ai tuoi progetti, ripensa a come volevi realizzarli.
Pensa se li hai realizzati.
C'è mancato poco?
...solo un errore, l'ultimo grande "affronto" che Beatrice ti ha fatto...farti un graffietto che ti ha inchiodato alla miseria della tua vita.
Beatrice, lo specchio che tentava di farti ragionare, di farti elevare dall'abisso del tuo animo, la luce che metteva in chiaro il tuo fallimento totale come padre e come uomo.
Si avvicina il Natale, e pur essendoti sconosciuta qualsiasi emozione,
non ti scordare mai qual è stato il più grosso regalo che hai fatto a Beatrice (ne sarai molto fiero)
non ti scordare il più grosso regalo che hai fatto ai vostri figli, proprio pochi giorni prima del Natale.
Un regalo, il tuo, che non verrà mai scordato ma non per te, per Beatrice.
Un regalo che ha trasformato tutti.
Non credo abbia trasformato te.
Sai la tua peggior condanna è vivere, vivere e magari un giorno renderti conto di ciò che sei.
Ti ho visto al processo, piccolo essere inetto, le tue espressioni, le tue paroline scritte su un foglio dopo un anno da assassino, lo confermano.
Il regalo che hai fatto è per sempre, per Beatrice sicuramente
Il regalo che hai fatto è per sempre per i vostri bambini (tuoi solo biologicamente)
Il regalo che hai fatto, se ti fa sentire meglio, è per sempre anche per noi
Si,
perché il Natale, così come tutti noi lo conoscevamo, non esisterà più.
Sei fiero di averlo rovinato a noi e di aver tolto la vita a Beatrice e non ti curi di come per il tuo obiettivo egoistico sei passato come un carro armato sulla vita dei tuoi figli, segnandola per sempre più di quanto avevi già fatto in precedenza. Complimenti, grande risultato.
Non posso allegare qui la foto di come hai lasciato la Cice, ma (anche se da bravo codardo non hai voluto rivederla nemmeno in foto) probabilmente te la ricordi bene.
Ed è giusto che non la scordi mai, è giusto che tu la riveda, che ti tenga compagnia nei tuoi sogni, a ricordarti chi sei, perché tu oltre alla foto, ricorderai sicuramente le ultime grida, i rumori, e tutti gli ultimi dettagli.
Ricordali bene, perché fanno parte di quello che sei.
Pensa, se la tua vita è da parassita o se hai costruito qualcosa,...e chiediti cosa... con le tue capacità, non con gli sforzi degli altri.
Pensi a come uscire prima dalla tua cella?... con avvocati che neanche stavolta paghi,
pensa piuttosto a quello che hai fatto,
pensa piuttosto a tutto quello che non hai detto
pensa piuttosto a qualcosa di utile che hai combinato
pensa piuttosto a cosa ha senso ed a cosa non ne ha più
pensa piuttosto a cosa eri ed a cosa sei diventato
pensa piuttosto al senso della vita, della tua vita.
Non pensare alla via più rapida per uscire, per fuggire un'altra volta da te stesso, a quello ci pensano gli avvocati di chi te li paga, pensa invece al più grande regalo che sei riuscito a fare.
a Massimo Parlanti
ti eri permesso di chiamarla così anche te, senza esserne degno.
Pensa al tuo ego, a quello che volevi ottenere ammazzando Beatrice, ripensa al tuo obiettivo, quello che volevi realizzare, ripensa ai tuoi progetti, ripensa a come volevi realizzarli.
Pensa se li hai realizzati.
C'è mancato poco?
...solo un errore, l'ultimo grande "affronto" che Beatrice ti ha fatto...farti un graffietto che ti ha inchiodato alla miseria della tua vita.
Beatrice, lo specchio che tentava di farti ragionare, di farti elevare dall'abisso del tuo animo, la luce che metteva in chiaro il tuo fallimento totale come padre e come uomo.
Si avvicina il Natale, e pur essendoti sconosciuta qualsiasi emozione,
non ti scordare mai qual è stato il più grosso regalo che hai fatto a Beatrice (ne sarai molto fiero)
non ti scordare il più grosso regalo che hai fatto ai vostri figli, proprio pochi giorni prima del Natale.
Un regalo, il tuo, che non verrà mai scordato ma non per te, per Beatrice.
Un regalo che ha trasformato tutti.
Non credo abbia trasformato te.
Sai la tua peggior condanna è vivere, vivere e magari un giorno renderti conto di ciò che sei.
Ti ho visto al processo, piccolo essere inetto, le tue espressioni, le tue paroline scritte su un foglio dopo un anno da assassino, lo confermano.
Il regalo che hai fatto è per sempre, per Beatrice sicuramente
Il regalo che hai fatto è per sempre per i vostri bambini (tuoi solo biologicamente)
Il regalo che hai fatto, se ti fa sentire meglio, è per sempre anche per noi
Si,
perché il Natale, così come tutti noi lo conoscevamo, non esisterà più.
Sei fiero di averlo rovinato a noi e di aver tolto la vita a Beatrice e non ti curi di come per il tuo obiettivo egoistico sei passato come un carro armato sulla vita dei tuoi figli, segnandola per sempre più di quanto avevi già fatto in precedenza. Complimenti, grande risultato.
Non posso allegare qui la foto di come hai lasciato la Cice, ma (anche se da bravo codardo non hai voluto rivederla nemmeno in foto) probabilmente te la ricordi bene.
Ed è giusto che non la scordi mai, è giusto che tu la riveda, che ti tenga compagnia nei tuoi sogni, a ricordarti chi sei, perché tu oltre alla foto, ricorderai sicuramente le ultime grida, i rumori, e tutti gli ultimi dettagli.
Ricordali bene, perché fanno parte di quello che sei.
Pensa, se la tua vita è da parassita o se hai costruito qualcosa,...e chiediti cosa... con le tue capacità, non con gli sforzi degli altri.
Pensi a come uscire prima dalla tua cella?... con avvocati che neanche stavolta paghi,
pensa piuttosto a quello che hai fatto,
pensa piuttosto a tutto quello che non hai detto
pensa piuttosto a qualcosa di utile che hai combinato
pensa piuttosto a cosa ha senso ed a cosa non ne ha più
pensa piuttosto a cosa eri ed a cosa sei diventato
pensa piuttosto al senso della vita, della tua vita.
Non pensare alla via più rapida per uscire, per fuggire un'altra volta da te stesso, a quello ci pensano gli avvocati di chi te li paga, pensa invece al più grande regalo che sei riuscito a fare.
E' Natale, Massimo Parlanti. Ricordi?
mercoledì 27 novembre 2013
Quello che non posso trascurare (parte 1)
Come avevo accennato, sono qui ed esaminare l'istituto del rito abbreviato, il procedimento e le indagini.
Ancora una volta voglio ricordare, anche a me stesso, cos'è il rito abbreviato: il rito abbreviato è un istituto giudiziario che in cambio della collaborazione del colpevole per portare a compimento la giustizia, consente di ottenere allo stesso delinquente un cospicuo sconto di 1/3 sulla pena.
Poniamo che siano accettabili queste condizioni, poniamo che la fatica di cercare il colpevole valga 1/3 della pena...traduco... il 33% !
(dato che siamo "abituati" a vedere le percentuali di sconto quando compriamo)
...
dove lo trovate mai uno sconto così?
...
Bene, ammettiamo che sia accettabile...ma il delinquente deve collaborare e dire tutto e soprattutto la verità.
Oppure vale come al solito la formalità nel nostro paese ?
Nel caso di Parlanti Massimo qual è stato il contributo che costui ha dato alla giustizia?
In aula si è dibattuto tanto, ma la tesi infine è stata "ok, Parlanti ha mentito e mente, ma lui potrebbe aver..." e via con i voli pindarici...
cioè dato che non ci ha detto lui com'è andata realmente, allora non possiamo saperlo e quindi meglio essere più buoni , noi...?
lui no, l'ha ammazzata.
eehhh ???
scusate...
eehhh ???
ma la giustizia, fa paura alla giustizia stessa?
ma dove stiamo vivendo?
ma se si aspetta che la verità venga fuori così - da un reo confesso di comodo - allora stiamo freschi...
e poi Parlanti sarebbe stato preso ugualmente di li a poche ore, grazie alla al graffio che Beatrice gli ha fatto in faccia...praticamente solo grazie a quello...
Allora...di cosa stiamo parlando?
qual è il contributo che lui ha dato alla giustizia?
nessuno.
E allora cos'è che giustifica il beneficio del rito abbreviato???
cosa?
Supergarantisti, sempre supergarantisti...ma solo con i delinquenti.
Torniamo alle indagini.
Queste mi lasciano un senso di incompiuto, una sensazione di grande delusione.
Partiamo dal primo elemento: il telefono cellulare di Beatrice.
E' stato cercato, sono state utilizzate apparecchiature apposite, è stato rovistato fra i cassonetti, ed è stato trovato.
Di tutto questo ci sono i verbali, ma...
poi non si trova più traccia di niente!
Cioè c'è stato l'impegno nel cercare questo benedetto telefono, perché evidentemente era importante (cosa di cui resto convinto), ma poi non c'è più niente agli atti...
io penso che sarebbero state utili le telefonate, il testo dei messaggi, magari non fondamentali, ma sicuramente utili.
Sicuramente.
Altrimenti perché cercarlo,
perché impiegare strumentazioni e uomini,
perché prendersi la briga di analizzarlo,
...perché averlo ancora in sequestro!
Non lo capisco.
Si è cercato un oggetto potenzialmente fonte di prove schiaccianti - ripeto potenzialmente, magari non serviva a niente - e poi, niente.
Non si è scoperto che non serviva a niente...non c'è proprio nessun dato su questo!!!
Ma allora "spendiamo" 10 per ritrovarlo e poi non arriviamo fino ad 11 per sapere cosa ci può dire?
Ricordo che la difesa si è aggrappata a questo: ha chiesto dei tabulati da dove voleva estrapolare cose che quei tabulati non possono dire...
tabulati che sono del telefono cellulare dell'assassino.
Dove guarda caso l'assassino ha cancellato tutto!
nemmeno una traccia, nemmeno di quei messaggi riscontrabili sul tabulato e chiesto dalla sua difesa...
...la giustizia che ha paura di se stessa...
il telefono di Beatrice lui l'ha preso per cancellare i dati, ma non ci deve essere riuscito, perché c'era il PIN.
Guarda caso l'assassino l'ha preso quel telefono e poi l'ha buttato via... perché non conosceva il PIN...?
Versioni false, riscontri perduti e cancellati.
Non conosciamo il contenuto né il testo dei messaggi, ma ho la piena fiducia che sono utili ad una migliore comprensione. Non ne ho affatto paura di questo contenuto.
A proposito, il cellulare di Beatrice è ancora sotto sequestro, quindi si può ancora scoprire. Ripeto, magari non serve, ma non si può trascurare.
Questo è il primo dei tragici elementi che IO non posso trascurare.
Ancora una volta voglio ricordare, anche a me stesso, cos'è il rito abbreviato: il rito abbreviato è un istituto giudiziario che in cambio della collaborazione del colpevole per portare a compimento la giustizia, consente di ottenere allo stesso delinquente un cospicuo sconto di 1/3 sulla pena.
Poniamo che siano accettabili queste condizioni, poniamo che la fatica di cercare il colpevole valga 1/3 della pena...traduco... il 33% !
(dato che siamo "abituati" a vedere le percentuali di sconto quando compriamo)
...
dove lo trovate mai uno sconto così?
...
Bene, ammettiamo che sia accettabile...ma il delinquente deve collaborare e dire tutto e soprattutto la verità.
Oppure vale come al solito la formalità nel nostro paese ?
Nel caso di Parlanti Massimo qual è stato il contributo che costui ha dato alla giustizia?
In aula si è dibattuto tanto, ma la tesi infine è stata "ok, Parlanti ha mentito e mente, ma lui potrebbe aver..." e via con i voli pindarici...
cioè dato che non ci ha detto lui com'è andata realmente, allora non possiamo saperlo e quindi meglio essere più buoni , noi...?
lui no, l'ha ammazzata.
eehhh ???
scusate...
eehhh ???
ma la giustizia, fa paura alla giustizia stessa?
ma dove stiamo vivendo?
ma se si aspetta che la verità venga fuori così - da un reo confesso di comodo - allora stiamo freschi...
e poi Parlanti sarebbe stato preso ugualmente di li a poche ore, grazie alla al graffio che Beatrice gli ha fatto in faccia...praticamente solo grazie a quello...
Allora...di cosa stiamo parlando?
qual è il contributo che lui ha dato alla giustizia?
nessuno.
E allora cos'è che giustifica il beneficio del rito abbreviato???
cosa?
Supergarantisti, sempre supergarantisti...ma solo con i delinquenti.
Torniamo alle indagini.
Queste mi lasciano un senso di incompiuto, una sensazione di grande delusione.
Partiamo dal primo elemento: il telefono cellulare di Beatrice.
E' stato cercato, sono state utilizzate apparecchiature apposite, è stato rovistato fra i cassonetti, ed è stato trovato.
Di tutto questo ci sono i verbali, ma...
poi non si trova più traccia di niente!
Cioè c'è stato l'impegno nel cercare questo benedetto telefono, perché evidentemente era importante (cosa di cui resto convinto), ma poi non c'è più niente agli atti...
io penso che sarebbero state utili le telefonate, il testo dei messaggi, magari non fondamentali, ma sicuramente utili.
Sicuramente.
Altrimenti perché cercarlo,
perché impiegare strumentazioni e uomini,
perché prendersi la briga di analizzarlo,
...perché averlo ancora in sequestro!
Non lo capisco.
Si è cercato un oggetto potenzialmente fonte di prove schiaccianti - ripeto potenzialmente, magari non serviva a niente - e poi, niente.
Non si è scoperto che non serviva a niente...non c'è proprio nessun dato su questo!!!
Ma allora "spendiamo" 10 per ritrovarlo e poi non arriviamo fino ad 11 per sapere cosa ci può dire?
Ricordo che la difesa si è aggrappata a questo: ha chiesto dei tabulati da dove voleva estrapolare cose che quei tabulati non possono dire...
tabulati che sono del telefono cellulare dell'assassino.
Dove guarda caso l'assassino ha cancellato tutto!
nemmeno una traccia, nemmeno di quei messaggi riscontrabili sul tabulato e chiesto dalla sua difesa...
...la giustizia che ha paura di se stessa...
il telefono di Beatrice lui l'ha preso per cancellare i dati, ma non ci deve essere riuscito, perché c'era il PIN.
Guarda caso l'assassino l'ha preso quel telefono e poi l'ha buttato via... perché non conosceva il PIN...?
Versioni false, riscontri perduti e cancellati.
Non conosciamo il contenuto né il testo dei messaggi, ma ho la piena fiducia che sono utili ad una migliore comprensione. Non ne ho affatto paura di questo contenuto.
A proposito, il cellulare di Beatrice è ancora sotto sequestro, quindi si può ancora scoprire. Ripeto, magari non serve, ma non si può trascurare.
Questo è il primo dei tragici elementi che IO non posso trascurare.
domenica 17 novembre 2013
Un Signor Giudice, degno del massimo rispetto
Ho deciso di rendere onore ad un Giudice, questo si, un Signor Giudice e non solo, direi un Signor Ufficio.
Non farò nomi, per rispetto nei loro confronti, però mi fa piacere, ma soprattutto mi sembra giusto, giustissimo e doveroso rendere onore al merito.
Lo faccio adesso perché a breve non sarà più il riferimento per le questioni di tutela dei bambini, lo faccio adesso perché già da adesso non ci sarà più nessun atto formale che competerà a questo ufficio, quindi solo ora mi sembra corretto ed opportuno.
Non si può sempre frignare e denunciare solo quello che non va e lasciare nell'ombra quello che invece funziona, e soprattutto le persone di valore.
Bisogna rendere onore al merito, bisogna far capire che non tutto è marcio e non tutto è indignazione, non tutto è negativo.
Perché?
perché si rischia di non essere più credibili;
perché parlando solo del negativo per denunciarlo, stranamente il negativo lo si alimenta ancora di più;
perché si dà speranza.
Sto parlando del Giudice Tutelare di Pistoia e dell'Ufficio della Cancelleria di Volontaria Giurisdizione di Pistoia.
Ho trovato in questo Ufficio, un giudice, dei funzionari e degli assistenti (parlo al maschile in via generale, ma ho conosciuto tutte donne tranne il giudice - che fra l'altro ho visto una sola volta) che meritano soprattutto rispetto, rispetto per la professionalità, ma anche per le qualità umane.
A questi voglio aggiungere anche i Servizi Sociali di Montecatini, per onore di cronaca.
Non perché mi abbiano fatto qualche piacere, non perché abbiano bypassato delle procedure, niente di tutto ciò, ma solamente perché ho riconosciuto in loro delle qualità professionali, umane e di ragionevolezza che molti tendono a sottacere quando si parla di pubblici uffici.
Purtroppo spesso non ci si rende conto quanto gli uffici pubblici vadano avanti grazie alle persone armate di buona volontà; tutto sembra fatto per rendere la vita impossibile ed il lavoro più complesso, e loro riescono ugualmente a svolgerlo, il loro lavoro, anche con un sorriso oppure anche con il semplice buonsenso di persone che hanno a che fare con altre persone.
La complessità di talune pratiche a mio parere resta ingiustificata, ma l'uso di strumenti strabilianti quali l'e-mail ha reso possibile la razionalizzazione.
Il contrario di quanto mi è successo in un'altra cancelleria in cui sono stato rimbalzato fra quattro assistenti la cui elasticità mentale aveva paventato lo scenario di prendere un permesso da lavoro per andare da loro a ritirare un'attestazione per prendere un altro permesso... una logica fulminante!
Finché anche li, all'ultimo passaggio ho trovato due persone professionalmente ragionevoli ed illuminate, per cui abbiamo risolto agevolissimamente il problema.
Bastava accendere il cervello.
Non è piaggeria, ripeto, non avrò più niente a che fare con questo ufficio e dico questo solo ora proprio per questo motivo.
Fra poco la competenza si sposterà a Firenze, vedremo come andrà. Vi riferirò.
Intanto buona giustizia a tutti.
A questo proposito vi invito a leggere questo articolo che mi ha reso noto una persona informata:
Strangolata - Dimezzata la pena in appello e la cassazione conferma
Se succede alla figlia di un giudice voglio vedere come va a finire.
Ce ne sono due di caste e si stanno facendo la lotta per vedere chi la spunta.
Se questo è l'andazzo e Parlanti fa appello, a Natale prossimo ci chiede di invitarlo a pranzo.
Non farò nomi, per rispetto nei loro confronti, però mi fa piacere, ma soprattutto mi sembra giusto, giustissimo e doveroso rendere onore al merito.
Lo faccio adesso perché a breve non sarà più il riferimento per le questioni di tutela dei bambini, lo faccio adesso perché già da adesso non ci sarà più nessun atto formale che competerà a questo ufficio, quindi solo ora mi sembra corretto ed opportuno.
Non si può sempre frignare e denunciare solo quello che non va e lasciare nell'ombra quello che invece funziona, e soprattutto le persone di valore.
Bisogna rendere onore al merito, bisogna far capire che non tutto è marcio e non tutto è indignazione, non tutto è negativo.
Perché?
perché si rischia di non essere più credibili;
perché parlando solo del negativo per denunciarlo, stranamente il negativo lo si alimenta ancora di più;
perché si dà speranza.
Sto parlando del Giudice Tutelare di Pistoia e dell'Ufficio della Cancelleria di Volontaria Giurisdizione di Pistoia.
Ho trovato in questo Ufficio, un giudice, dei funzionari e degli assistenti (parlo al maschile in via generale, ma ho conosciuto tutte donne tranne il giudice - che fra l'altro ho visto una sola volta) che meritano soprattutto rispetto, rispetto per la professionalità, ma anche per le qualità umane.
A questi voglio aggiungere anche i Servizi Sociali di Montecatini, per onore di cronaca.
Non perché mi abbiano fatto qualche piacere, non perché abbiano bypassato delle procedure, niente di tutto ciò, ma solamente perché ho riconosciuto in loro delle qualità professionali, umane e di ragionevolezza che molti tendono a sottacere quando si parla di pubblici uffici.
Purtroppo spesso non ci si rende conto quanto gli uffici pubblici vadano avanti grazie alle persone armate di buona volontà; tutto sembra fatto per rendere la vita impossibile ed il lavoro più complesso, e loro riescono ugualmente a svolgerlo, il loro lavoro, anche con un sorriso oppure anche con il semplice buonsenso di persone che hanno a che fare con altre persone.
La complessità di talune pratiche a mio parere resta ingiustificata, ma l'uso di strumenti strabilianti quali l'e-mail ha reso possibile la razionalizzazione.
Il contrario di quanto mi è successo in un'altra cancelleria in cui sono stato rimbalzato fra quattro assistenti la cui elasticità mentale aveva paventato lo scenario di prendere un permesso da lavoro per andare da loro a ritirare un'attestazione per prendere un altro permesso... una logica fulminante!
Finché anche li, all'ultimo passaggio ho trovato due persone professionalmente ragionevoli ed illuminate, per cui abbiamo risolto agevolissimamente il problema.
Bastava accendere il cervello.
Non è piaggeria, ripeto, non avrò più niente a che fare con questo ufficio e dico questo solo ora proprio per questo motivo.
Fra poco la competenza si sposterà a Firenze, vedremo come andrà. Vi riferirò.
Intanto buona giustizia a tutti.
A questo proposito vi invito a leggere questo articolo che mi ha reso noto una persona informata:
Strangolata - Dimezzata la pena in appello e la cassazione conferma
Se succede alla figlia di un giudice voglio vedere come va a finire.
Ce ne sono due di caste e si stanno facendo la lotta per vedere chi la spunta.
Se questo è l'andazzo e Parlanti fa appello, a Natale prossimo ci chiede di invitarlo a pranzo.
venerdì 15 novembre 2013
L'assassino ringrazia, la società impara
L'assassino - Massimo Parlanti - ringrazia, si, ringrazia.
Ringrazia il giudice, ringrazia gli avvocati, ringrazia la legge, si la legge che ha del ridicolo.
Sull'approssimazione che a tratti hanno avuto le indagini, scenderò in dettaglio in seguito, e farete le vostre valutazioni.
Mi dispiace, perché fra gli inquirenti ho trovato alcune persone valide, ma c'è rimasto molto da dire.
Dobbiamo leggere le motivazioni della sentenza, ma il concetto espresso in aula dai difensori è stato: "Beatrice è morta e non può tornare, però ormai è così cosa ci possiamo fare? Signor Giudice, lei ha la grossa responsabilità di scegliere se voler dare una seconda possibilità all'assassino, se lo condanna a troppi anni, di fatto non avrà altra possibilità..."
E questo è stato...
L'idea è questa?
L'idea è "ormai l'ha ammazzata, non possiamo tornare indietro...pace? che ci possiamo fare?"
se è questa, abbiamo imparato una cosa importante oggi...
Ora Parlanti un'altra possibilità l'avrà, si proprio la possibilità che Beatrice non ha, la possibilità , sì di fare altri danni...di mettere nei guai altre persone...se era questo l'obiettivo...centrato in pieno! complimenti.
Prego di prendere nota già da adesso.
Di sicuro ieri questo Giudice è stato artefice di un grande insegnamento, insegnamento sulla giustizia italiana e insegnamento di vita, molto prezioso.
Ne farò tesoro, sicuramente.
Poi vi parlerò di un altro Giudice, si un altro che ha preso parte alla vicenda di Beatrice, le cui valutazioni evidentemente non sono state prese in considerazione ieri...
La legge.
Il rito abbreviato garantisce 1/3 di sconto della pena.
La buona condotta garantisce 1/4 di ulteriore sconto
Poi ci sono altri strumenti ancora per cui un assassino come Massimo Parlanti potrà uscire dopo 9 anni, quindi 8, perché il primo lo ha già scontato con noi.
Sarà sicuramente soddisfatto, oltre che di aver eliminato Beatrice, di aver trascinato a questo punto anche noi.
Forse era questo l'obiettivo: farlo uscire prima che i bambini diventino maggiorenni.
Io...noi, non ci faremo consumare dall'odio, non diventeremo come Massimo Parlanti, che anche col sorriso beffardo e di sfida, ieri aveva il volto trasfigurato, con gli occhi incavati nel suo teschio, più visibile che mai, consumato da dentro.
No, noi vogliamo vivere la nostra vita e non farcela rovinare anche noi, non vogliamo far dilagare a macchia d'olio l'assurda, meschina capacità di distruzione di Massimo Parlanti.
Lui che non si rende conto, lui e la sua probabile gioia del fatto che gli è andata bene per l'ennesima volta nella vita grazie al solito grande aiuto, lui si sente vincente, lui grazie a chi lo protegge sempre, a chi ci mette la solita enorme pezza e pacco di soldi a tamponare...
d'altra parte signori questo è il mondo, questa è l'Italia.
Massimo Parlanti, ricordatevelo bene questo nome, ricordate bene la sua faccia col sorriso beffardo, perché fra qualche anno ve lo potrete trovare già accanto per la strada, pronto a succhiare quello che può, mellifluo, viscido, calcolatore e parassita, assassino.
Sicuramente cercherà di nuovo noi ed i bambini.
Altrettanto sicuramente né noi, né i bambini dopo quel medesimo tempo potremo rivedere Beatrice.
Grande giustizia, grande insegnamento.
Sono queste le esperienze che ci fortificano, che ci forgiano, che insegnano, che cambino la nostra società. Certamente, la cambiano e se il carcere dovrebbe essere anche rieducativo, la giustizia non dovrebbe essere educativa?
Allora, cosa abbiamo imparato ieri?
Ringrazia il giudice, ringrazia gli avvocati, ringrazia la legge, si la legge che ha del ridicolo.
Sull'approssimazione che a tratti hanno avuto le indagini, scenderò in dettaglio in seguito, e farete le vostre valutazioni.
Mi dispiace, perché fra gli inquirenti ho trovato alcune persone valide, ma c'è rimasto molto da dire.
Dobbiamo leggere le motivazioni della sentenza, ma il concetto espresso in aula dai difensori è stato: "Beatrice è morta e non può tornare, però ormai è così cosa ci possiamo fare? Signor Giudice, lei ha la grossa responsabilità di scegliere se voler dare una seconda possibilità all'assassino, se lo condanna a troppi anni, di fatto non avrà altra possibilità..."
E questo è stato...
L'idea è questa?
L'idea è "ormai l'ha ammazzata, non possiamo tornare indietro...pace? che ci possiamo fare?"
se è questa, abbiamo imparato una cosa importante oggi...
Ora Parlanti un'altra possibilità l'avrà, si proprio la possibilità che Beatrice non ha, la possibilità , sì di fare altri danni...di mettere nei guai altre persone...se era questo l'obiettivo...centrato in pieno! complimenti.
Prego di prendere nota già da adesso.
Di sicuro ieri questo Giudice è stato artefice di un grande insegnamento, insegnamento sulla giustizia italiana e insegnamento di vita, molto prezioso.
Ne farò tesoro, sicuramente.
Poi vi parlerò di un altro Giudice, si un altro che ha preso parte alla vicenda di Beatrice, le cui valutazioni evidentemente non sono state prese in considerazione ieri...
La legge.
Il rito abbreviato garantisce 1/3 di sconto della pena.
La buona condotta garantisce 1/4 di ulteriore sconto
Poi ci sono altri strumenti ancora per cui un assassino come Massimo Parlanti potrà uscire dopo 9 anni, quindi 8, perché il primo lo ha già scontato con noi.
Sarà sicuramente soddisfatto, oltre che di aver eliminato Beatrice, di aver trascinato a questo punto anche noi.
Forse era questo l'obiettivo: farlo uscire prima che i bambini diventino maggiorenni.
Io...noi, non ci faremo consumare dall'odio, non diventeremo come Massimo Parlanti, che anche col sorriso beffardo e di sfida, ieri aveva il volto trasfigurato, con gli occhi incavati nel suo teschio, più visibile che mai, consumato da dentro.
No, noi vogliamo vivere la nostra vita e non farcela rovinare anche noi, non vogliamo far dilagare a macchia d'olio l'assurda, meschina capacità di distruzione di Massimo Parlanti.
Lui che non si rende conto, lui e la sua probabile gioia del fatto che gli è andata bene per l'ennesima volta nella vita grazie al solito grande aiuto, lui si sente vincente, lui grazie a chi lo protegge sempre, a chi ci mette la solita enorme pezza e pacco di soldi a tamponare...
d'altra parte signori questo è il mondo, questa è l'Italia.
Massimo Parlanti, ricordatevelo bene questo nome, ricordate bene la sua faccia col sorriso beffardo, perché fra qualche anno ve lo potrete trovare già accanto per la strada, pronto a succhiare quello che può, mellifluo, viscido, calcolatore e parassita, assassino.
Sicuramente cercherà di nuovo noi ed i bambini.
Altrettanto sicuramente né noi, né i bambini dopo quel medesimo tempo potremo rivedere Beatrice.
Grande giustizia, grande insegnamento.
Sono queste le esperienze che ci fortificano, che ci forgiano, che insegnano, che cambino la nostra società. Certamente, la cambiano e se il carcere dovrebbe essere anche rieducativo, la giustizia non dovrebbe essere educativa?
Allora, cosa abbiamo imparato ieri?
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